Bukowski, o del nichilismo americano

Ham on rye

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Turbativa d’incanto

turbativa d'incanto

Jolanda Insana

assurdo darsi la mano
a ogni piè sospinto
per non dire di quanti sono pronti
alle pacche sulle spalle
e ti serrano nelle spine dell’abbraccio

***…….……………..

Turbativa d’incanto, ultimo libro di Jolanda Insana, approda alla forma dialogica o, per meglio dire, formalmente dialogica, essendo in effetti un testo sull’incomunicabilità con l’altro e con “la bestia clandestina”, nel libro detta anche “idiota sottostante”, che è l’altro da noi in senso delocativo, ma anche l’altro in noi stessi, con prepotenza e vergogna. Continua a leggere Turbativa d’incanto

L’autoconservazione

Cloaca maxima

Antonio Scavone

L’autoconservazione

     L’omeostasi è la proprietà che un sistema (fisico, chimico) ha di riprodursi e di mantenersi in equilibrio per evitare – e realisticamente annullare – processi di disgregazione della sua unità e delle sue risorse originali. Continua a leggere L’autoconservazione

Il seme di un pensiero

Beppe Mariano

Beppe Mariano

Della poesia di Beppe Mariano si è occupato, e molto bene, Davide Nota, con un intervento sul suo blog Fonti Coperte (L’Unità). A quell’articolo rimando per un avvio di analisi critica. Nel 2012, Aragno ha pubblicato l’opera omnia del poeta piemontese, dal titolo “Il seme di un pensiero”: dagli esordi a “Notizie dalla Castiglia”, racconto di prigonia, fino a testi relativamente più recenti, molti dei quali ambientati nei luoghi cari a Mariano, tra tutti quelli di montagna. E anche alcuni inediti. Ecco, di seguito, dieci estratti dal libro. (Raimondo Iemma)

Beppe Mariano
Il seme di un pensiero
(Poesie 1964 – 2011)
Torino, Nino Aragno Editore, 2012

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Bones of Water

Ariadne Radi Cor
Ariadne Radi Cor

Ariadne Radi Cor

[…] And you will appreciate the movement of a gesture devoid of sense,
Its lightness: the air around my airplane, the builders in the bedroom
Summers of forever that sharpened your pencils. […]

***

Il lavoro di Ariadne Radi Cor riguarda fotografia, cartoline, lettering e collage. I video, che Ari chiama ‘fotografie lunghe’, sono un pretesto per usare le poesie come voce fuori campo. Continua a leggere Bones of Water

Un calcio alla SLA

Un calcio alla SLA
Un calcio alla SLA

Domenica 24 novembre alle ore 17.30, presso la Libreria Belgravia, via Vicoforte 14d, Torino, la casa editrice Ananke, in collaborazione con il fan club dei Nomadi, organizza la presentazione del libro di Gabriella Serravalle Un calcio alla SLA. Marco Scelza: la mia storia.
Con il contributo eccezionale del fondatore dei Nomandi, Beppe Carletti, testimonial della campagna di sensibilizzazione sulla SLA, e quella di Marco Scelza, protagonista del libro, l’appuntamento si propone di portare l’attenzione su questa grave malattia, di cui ancora oggi si ignorano le cause e i rimedi.
Con Un calcio alla SLA Ananke scende in campo per aiutare concretamente la ricerca scientifica: per ogni copia venduta 1 euro sarà destinato ad AriSLA (Fondazione Italiana di Ricerca per la Sclerosi Laterale Amiotrofica).
Insieme all’autrice Gabriella Serravalle, attiva da anni su questo fronte, dialogherà Salvatore Sblando.

Stati d’amnesia

Lella De Marchi Stati d'amnesia copertinapiatta

Lella De Marchi

[…] sono sempre la bambina che non mi hanno
detto (la terza madre
di me stessa), sopra quei panni stesi
su di un filo, ad asciugare, ho costruito il mio altare
di parole […]

***

[…] La struttura interna è composta da tanti piccoli elementi, ognuno dei quali è subordinato non dico a tutti gli altri ma ad almeno uno degli altri. Vengono così a formarsi varie catene di significanti, spesso caratterizzate dalle posizioni delle parole cui spetta il compito di dettare il ritmo o quantomeno di caratterizzarne gli accenti tonali e la ripetizione dei gruppi timbrici. Sarà forse per questo che, vista dal di fuori, la struttura sembra semovibile o fluttuante, come per assecondare un ondeggiamento, quasi come se volesse schivare il colpo di ritorno da parte dell’ospite e conclamare ulteriormente il carattere «sfuggente» del dettato. Continua a leggere Stati d’amnesia

Concerto per un poema in frantumi

[Quanto sto per presentarvi è uno spettacolo di suoni, voci, musica, rumori, poesia, colori e luci da lasciarsi esplodere dentro.
Quello che sto per presentarvi non necessita di presentazioni, ma di accoglienza.
Di seguito troverete un file per l’ascolto e un mio patchwork di testi e video espunti dal poema/spettacolo L’Infinito emotivo.
Cliccando sulla foto di copertina verrete reindirizzati al sito de L’Orchestrina degli Asini, dove potrete apprendere molto di più su questo progetto artistico, sugli spettacoli e su Federico Nobili.

Un unico suggerimento, se potete, ascoltate questo lavoro con delle buone cuffie, ad alto volume, al buio. grazie (nc) ]

federico nobili, l'infinito emotivo
federico nobili, l’infinito emotivo

Federico Nobili

Non manchiamo di comunicazione, al contrario, ne abbiamo troppa,
manchiamo di creazione. Manchiamo di resistenza al presente.

L’Orchestrina degli Asini

*** Continua a leggere Concerto per un poema in frantumi

Veneri e locuste

Veneri e locuste

Renato Job

Veneri e locuste” è un testo prezioso, uscito (probabilmente nel silenzio) a metà degli anni Ottanta per Corpo 10, con una nota di Elio Pecora in chiusura, e ristampato da Anterem nel 2011. Una scrittura esatta, solitaria e ispirata. Per la sua inclinazione verso la mitologia, per l’inquietudine con cui si guarda il presente, e per la sua precisione, potrebbe avere (o forse già ha) tra i suoi seguaci autori come Valentino Zeichen, Giuseppe Conte, addirittura Pasquale Panella. Renato Job, Veneri e locusteE, tra i più giovani, Federico Zuliani. Il destino dei libri di poesia è lento e imprevedibile, e quasi mai si può decifrare nell’immediato. Questo libro – come in generale la produzione (non solo poetica) di Renato Job – meriterebbe di restare ed essere riconosciuto, essere oggetto di studio. Ne estraggo e trascrivo sette poesie, nell’ordine in cui compaiono, indicando la sezione di provenienza, e secondo un criterio tra i più fragili, ossia il mio gusto personale.
(Raimondo Iemma)

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Poeti Greci Contemporanei (VII)

Manthraspénda

Yiànnis Yfandìs
Γιάννης Υφαντής

clicca sull'immagine

Γιάννης Υφαντής: η ποίηση δημιουργεί τον κόσμο

Yiànnis Yfandìs: la poesia costruisce il mondo

Qualche giorno fa leggevo i commenti di un signore che elencava i molti e calorosi apprezzamenti di poeti quali Elytis, Ritsos e altri allo strano libro “Manthraspénda” dell’allora (1977) esordiente Yiànnis Yfandìs, come a voler legittimare il fatto che si potesse parlare di poesia. Una volta appurato che Ritsos aveva detto sì, allora anche Yfandìs poteva essere considerato poeta. Forse senza quelle illustri opinioni, per il lettore Yfandìs sarebbe anche potuto non essere un poeta, né buono né cattivo. Questo bisogno di conferme nasconde una cosa: l’incapacità nel comprendere cosa sia o non poesia. Secondo Yfantìs può essere qualunque cosa. È una bella verità, ma all’atto pratico molte volte negata. Perché è preferibile buttarsi sul sicuro: considerare un dato argomento, un dato modo di scrivere e un che di poetico: si tratta di poesia. Continua a leggere Poeti Greci Contemporanei (VII)

Cattedrale

Gaetano Previati, Assumpta in coelum, 1905

Elio Grasso

Cattedrale

Un complesso di pensieri strani, accompagnano la donna e l’uomo, dove l’est e il nord confluiscono. Il primo mattino è terminato, la luce ora usa una frequenza leggermente più alta, i selciati sbiancano ed è un esempio di viaggio nel tempo, dalla spolverata di stelle all’unico e solitario faro che entra in ogni dove. Lui ha pensieri di terremoti, proprio in questo luogo, ma è trascorso un millennio e forse una cellula, o rare altre, hanno memoria del disastro. Lei pensa a come confluire le sue conoscenze d’arte in questa assoluta, stupefacente, richiesta d’amore. Saggia la polvere conosciuta anni addietro, e in tutt’altro luogo, dentro di sé, e vorrebbe trasportarla qui – ma il porto è poco distante, il porto non accetta con favore frammenti stranieri, nemmeno dalla donna amata. Continua a leggere Cattedrale

La me ga scrito (III)

paraboliche

Emilio Villa

L’andamento poematico, composto da 278 versi, si apre minimizzando la ragione demiurgica di questo testo, con un minuscolo “nulla di che” in un italiano prosaico «un’idea così, un’ideina, un’idea di sesso lì per lì, quasi di straforo», un italiano che a Milano si adotta tanto per “ciaciarare eccetera”. Si sviluppa con un lungo godurioso excursus che scarliga tra senso e nonsense della parola come tra divagazione e peregrinazione nel verbum che si fa e disfa in un corpus tanto personale da essere universale. Si conclude con uno spogliarello latin-francese che sancisce la mitizzazione di un assoluto “nulla di fatto” della parola stessa, dove il termine latino “Deus”, impiegato nella chiusa in forma di anafora liturgica, eleva a stato di divinità maiuscole i capi (“Patron”) d’abbigliamento nominati in francese. Continua a leggere La me ga scrito (III)

Essere il nemico

Essere_il_nemico_-_Copertina

Marco Furia
Flavio Ermini

Essere è dire

“Essere il nemico”, di Flavio Ermini, è davvero, come recita il sottotitolo, un “Discorso sulla via estetica alla liberazione”.
Già dalle prime pagine, l’autore esprime con chiarezza le sue opinioni.
Poiché la mentalità mercantile e affaristica, dominata dal culto del denaro, “è penetrata in ogni piega del tessuto umano, la rivoluzione non va più immaginata soltanto come rovesciamento del potere della classe dominante, ma va soprattutto pensata come rottura delle gerarchie repressive interne ai singoli individui di tutte le classi”.
Anche la mitica classe operaia, insomma, non può più aspirare a essere la forza liberatrice per eccellenza, poiché anch’essa è stata coinvolta in un processo di adeguamento e poiché, in ogni modo, “Per vincere è necessario riaprire l’orizzonte della liberazione; ci vuole qualcosa che metta in discussione lo Stato (non dunque la semplice sostituzione di uno Stato con un altro, com’è di fatto sempre accaduto, anche nel Novecento con le rivoluzioni proletarie)”.
Qual è, allora, la prospettiva politica? Continua a leggere Essere il nemico

Addio Federico

Federico Tavan
(1949-2013)

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Al destìn de un om

Al podeva capitâte anç a ti
nasce t’un pegnatòn
tra zovàtz e zùfignes
de stries cencia prozes
e al dolour grant de ‘na mare.

Me soi cjatât a passâ
de chê bandes.

[Il destino di un uomo
Poteva capitare anche a te / di nascere in un pentolone / tra rospi e intrugli / di streghe senza processo / e il dolore grande di una madre. // Io mi sono trovato a passare / da quelle parti.]

Federico Tavan
Un articolo di Luigi Nacci
Un articolo di Doriana Goracci

Autour des Voix du sol

Les voix du sol

Yves Bergeret

Furtif volontaire involontaire
le volcan invisible déchire disperse les voix du sol.
Ma vigie nue les dit ici
par le chemin de pente de la colline
où seul halète mon doute
dans le vent cisaillant de ma liberté
radicale.

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