Fantasmi

Edna Lieberman

Roberto Bolaño
Edna Lieberman

“Empecé a leer los libros de Bolaño gracias a “una casualidad”, más bien lo llamaría destino. Hacia enero de 2006, paseando dentro de una librería en el Distrito Federal, me topé con la portada del libro homenaje que le dedica Jorge Herralde a Roberto. Al ver la fotografía de Bolaño, la presión se me fue al suelo, porque no había visto dicha imagen en casi 30 años.

Edna Lieberman, Cartas a mi fantasma
Como un paréntesis, Roberto y yo fuimos pareja en Barcelona hacia 1979, no por mucho tiempo, pero sí una relación muy intensa y pasional. A lo largo de los años me llegaban comentarios de que Roberto publicaba y ganaba premios, sin embargo nunca me surgió el interés por leer su literatura. En pocas palabras: lo había enterrado en el oscuro cajón del no recuerdo. En el 2003 fui enterada del fallecimiento de Roberto, lloré esa noche y volví a olvidarme del asunto.

Aquel día compré varios libros de Roberto y empecé a leer su poesía y narrativa. Efectivamente me encontré nombrada y evocada en su literatura, tanto bajo seudónimos como con nombre y apellido. Ahí empezó mi profundo duelo atemporal, off-time, se habían cumplido 3 años del fallecimiento de Roberto. En esa etapa me sentí desesperada al no poder preguntar, responder, agradecer o simplemente entablar la conversación, que entre los dos quedó trunca. Imposible cerrar el círculo o volver a abrirlo. Viví una terrible impotencia y frustración: Roberto Bolaño, muerto.

Pasé por un verdadero luto cuya única resolución la encontré en la escritura. Empecé a escribir lo que originalmente se llamó: “Cartas a un muerto”. En un principio el escribir consistió fundamentalmente un acto catártico, individual, una revisión personal ante los hechos, ante mis sentimientos. Mientras resolvía o intentaba resolver mi interior, también surgió el coraje, el enojo por no haberlo leído en vida.” […]

(El Clarín de Chile, 28 aprile 2010)

Edna Lieberman, Cartas a mi fantasma

“Ho cominciato a leggere i libri di Bolaño grazie a una casualità, più precisamente lo chiamerei destino. Verso gennaio 2006, passeggiando dentro una libreria del distretto federale, mi imbattei nel frontespizio del libro che Jorge Herralde dedica a Roberto. Nel vedere la fotografia di Bolaño, mi è quasi venuto un colpo perchè da quasi 30 anni non avevo più visto una sua immagine.

Tra parentesi, Roberto ed io, siamo stati insieme a Barcellona nel 1979, non per molto tempo, però fu una relazione molto intensa e passionale. Negli anni successivi mi arrivarono notizie che Roberto pubblicava e vinceva premi, tuttavia mai nacque in me l’interesse di leggere la sua letteratura. In poche parole; lo avevo sotterrato nell’oscuro cassetto del non ricordo. Nel 2003 venni a sapere della morte di Roberto, quella notte piansi, e tornai a dimenticarmi della storia.

Quel giorno nella libreria, comprai vari libri di Roberto e cominciai a leggere la sua poesia e narrativa. Effettivamente mi sono ritrovata nominata ed evocata nella sua letteratura, sia sotto pseudonimi sia con nome e cognome. Da lì è nato il mio profondo dolore atemporale, off-time, erano passati tre anni dalla morte di Roberto. Mi sentii disperata per non poter domandare, rispondere, ringraziare o semplicemente ristabilire la conversazione interrotta tra noi due. Impossibile chiudere il cerchio o tornare ad aprirlo. Mi sentii terribilmente impotente e frustrata: Roberto Bolaño, morto!

Trascorsi un periodo di vero lutto da cui l’unica via di uscita la trovai nella scrittura. Cominciai a scrivere ciò che originariamente si intitolava “lettere a un morto”. All’inizio scrivere fu fondamentalmente un atto catartico, individuale, una revisione personale dei fatti, dei miei sentimenti. Mentre risolvevo o cercavo di risolvere i miei conflitti interiori, sorse anche il coraggio, la rabbia per non averlo letto quando era vivo.” […]

(Traduzione di Carmelo Pinto, tratta da Archivio Bolaño)

EL FANTASMA DE EDNA LIEBERMAN

Te visitan en la hora más oscura
todos tus amores perdidos.
El camino de tierra que conducía al manicomio
se despliega otra vez como los ojos
de Edna Lieberman,
como sólo podían sus ojos
elevarse por encima de las ciudades
y brillar.
Y brillan nuevamente para ti
los ojos de Edna
detrás del aro de fuego
que antes era el camino de tierra,
la senda que recorriste de noche,
ida y vuelta,
una y otra vez,
buscándola o acaso
buscando tu sombra.
Y despiertas silenciosamente
y los ojos de Edna
están allí.
Entre la luna y el aro de fuego,
leyendo a sus poetas mexicanos
favoritos.
¿ y a Gilberto Owen,
lo has leído?,
dicen tus labios sin sonido,
dice tu respiración
y tu sangre que circula
como la luz de un faro.
Pero son sus ojos el faro
que atraviesa tu silencio.
Sus ojos que son como el libro
de geografía ideal:
los mapas de la pesadilla pura.
Y tu sangre ilumina
los estantes con libros, las sillas
con libros, el suelo
lleno de libros apilados.
Pero los ojos de Edna
sólo te buscan a ti.
Sus ojos son el libro
más buscado.
Demasiado tarde
lo has entendido, pero
no importa.
En el sueño vuelves
a estrechar sus manos,
y ya no pides nada.

IL FANTASMA DI EDNA LIEBERMAN

Ti fanno visita nell’ora più oscura
tutti i tuoi amori perduti.
La strada sterrata che portava al manicomio
si dispiega ancora una volta come gli occhi
di Edna Lieberman,
come solo potevano i suoi occhi
elevarsi al di sopra delle città
e brillare.
E brillano nuovamente per te
gli occhi di Edna,
dietro il cerchio di fuoco
che una volta era la strada sterrata,
il sentiero percorso di notte,
avanti e indietro,
una volta e poi un’altra,
cercandola o forse
cercando la tua ombra.
Ti svegli con calma
e gli occhi di Edna
sono là.
Tra la luna e l’anello di fuoco,
mentre legge i suoi poeti messicani
preferiti.
E Gilberto Owen,
l’hai letto?,
dicono le tue labbra mute,
dice il tuo respiro
e il tuo sangue che circola
come la luce di un faro.
Ma sono i suoi occhi il faro
che attraversa il tuo silenzio.
I suoi occhi che sono come il libro
di Geografia ideale:
le mappe dell’incubo puro.
E il tuo sangue illumina
gli scaffali con i libri, le sedie
con i libri, il pavimento
pieno di libri impilati.
Ma gli occhi di Edna
cercano solo te.
I suoi occhi sono il libro
più prezioso.
Troppo tardi
l’hai capito, però
non ha importanza.
Nel sogno torni
a stringerle le mani,
e non chiedi più niente.

__________________________
Tratto da: Roberto Bolaño
Los perros románticos (1980-1998)
Barcelona, Editorial Lumen, 2000
Versione telematica:
Ediciones Delirio, 2005

La versione integrale dell’opera è in
Quaderni di Traduzioni, XII, Luglio-Dicembre 2012.
Traduzione di Francesco Marotta.
__________________________

***

1 commento su “Fantasmi”

  1. mi sono emozionata.. e quel che più mi ha commosso è stata la testimonianza, la tua, di quanto la vita sia incredibile nel prendersi tutto il tempo “necessario” per… darti quelle risposte autentiche.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.