C’è uno lassù

Michele Ranchetti

Alba Donati

Firenze

È morto, sì, devo ammetterlo, è morto Cesare Garboli
e prima di lui Luigi Baldacci e più indietro nel tempo:
Piero Bigongiari, Geno Pampaloni, Eugenio Garin.

La scorsa settimana, anche colui che immaginavo
come una scattante capretta su e giù per le scale
del condominio di Bellariva, è morto sereno nel suo letto.

Stasera, alla televisione, il volto di Padre Ciolini
occupa lo schermo per farci sapere che, come gli altri,
anche lui non c’è più. “Le classi, sì le classi sociali,

ancora ci sono” – dice pensando alla grande famiglia mancata,
a quella famiglia dei fiorentini che aveva cercato nel tempo.
Povera città senza più nessuno per la sua anima,

senza cavalieri ardenti o miti, senza libri e visioni,
senza mani. Povera città senza mani!
Ma c’è uno lassù tra gli oliveti del Piazzale

che vive oltre un cancello diroccato.
Dovremo andare lì a turno, fare la guardia,
garantirgli una buona luce affinché possa leggere

e raccontarci, ancora per molto tempo, di quella volta
quando Don Milani, prima di morire, gli disse che no,
lì da solo non pregava, no, da solo non aveva senso.

 

[Nota dell’autrice.
“La scattante capretta” è Mario Luzi, mentre colui “che scrive oltre un cancello diroccato” è Michele Ranchetti. La poesia è stata scritta prima della morte di Michele Ranchetti, avvenuta nel febbraio del 2008.]

__________________
Alba Donati
Idillio con cagnolino e altre poesie
Fazi Editore, 2013
__________________

Alba Donati

 

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