Veneri e locuste

Veneri e locuste

Renato Job

Veneri e locuste” è un testo prezioso, uscito (probabilmente nel silenzio) a metà degli anni Ottanta per Corpo 10, con una nota di Elio Pecora in chiusura, e ristampato da Anterem nel 2011. Una scrittura esatta, solitaria e ispirata. Per la sua inclinazione verso la mitologia, per l’inquietudine con cui si guarda il presente, e per la sua precisione, potrebbe avere (o forse già ha) tra i suoi seguaci autori come Valentino Zeichen, Giuseppe Conte, addirittura Pasquale Panella. Renato Job, Veneri e locusteE, tra i più giovani, Federico Zuliani. Il destino dei libri di poesia è lento e imprevedibile, e quasi mai si può decifrare nell’immediato. Questo libro – come in generale la produzione (non solo poetica) di Renato Job – meriterebbe di restare ed essere riconosciuto, essere oggetto di studio. Ne estraggo e trascrivo sette poesie, nell’ordine in cui compaiono, indicando la sezione di provenienza, e secondo un criterio tra i più fragili, ossia il mio gusto personale.
(Raimondo Iemma)

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