Il miliardesimo maratoneta

Il miliardesimo maratoneta

Giuseppe Samperi

     I versi di Giuseppe Samperi parlano di incontri, di appuntamenti con la vita e la scrittura, raccontati nella forma del viaggio reale e metaforico: viaggio nel corpo, nella parola, nel tempo. Per il «maratoneta» (titolo e icona ironica e sofferta) essere il primo, l’ultimo o il miliardesimo è indifferente (p. 75). Il poeta-viator soffre da un lato un senso di inappartenenza (tanto da rovesciare la parabola del figliol prodigo) [p. 74], dall’altro avverte la necessità di riappropriarsi del battito vitale («ciò che devo ripescare / è il battito»), unico modo per far sì che il verso, la poesia possano riconciliarsi con la vita ed offrirsi quale dono. «Battito» è parola che non a caso ritorna nell’ultima poesia, segnacolo di una vita incipiente. Il mistero della nascita assume in sé le contraddizioni che attraversano tutto il libro e le proietta nel nudo scenario della vita che si confronta dialetticamente con la scrittura.

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