demo-civil 3.0

Natàlia Castaldi

demo-civil 3.0

Le poesie civili dei poeti demo-3.0 hanno tutte lo stesso canovaccio secondo cui l’antieroe moderato pacifista e piddino, roso com’è dai problemi di coppia e dai calcoli del mutuo a fine mese, siede soprappensiero col caffè in mano sul divano quando viene improvvisamente fulminato dalla sua stessa coscienza sociale e civile, sollecitata dal minzolincatodico tubo dell’informazione, e si rende conto che intorno a lui gira tutto un mondo.

La scenografia e la poesia, dunque, sono sempre le stesse: da Genova al G8, alla guerra in Libia, all’ultimo terremoto, il nostro antieroe seduto sul divano ha un sussulto coscienzioso che con un cenno di profondo dolore esterna con l’inchiostro sul foglio (che sarebbe meglio appallottolare e lanciare nel cestino della differenziata) scrivendo una poesia sbigottita, esterrefatta, quasi attonita davanti alla cattiveria che muove il mondo, e tutto questo mentre attende il beep del microonde programmato per scaldare la sua monoporzione di lasagne surgelate.

à la guerre! à la panz’!

7 pensieri riguardo “demo-civil 3.0”

    1. Mah, Dinamo, che dire? più che uno o più poeti sfotto un’attitudine, una postura, quella piaciona convinzione che l’orgasmica eiaculazione in versi della tragedia di turno, tra uno zapping e uno status zuckerberghiano, possa farci apparire quantomeno “migliori”, “più giusti” o, peggio, straficamente “sul pezzo” – just in time.
      Poi a voler fare nomi, caro mio, porta pazienza già sto ‘nguaiata di mio, lassa fa’ a dio.
      un caro saluto.

  1. Natàlia, i nomi ci vogliono e ci vuole pure capire di quali poesie parli (dici addirittura che c’è un canovaccio), perché sennò diventa critica qualunquistica e non si capisce dove vuoi andare a parare, a quali testi ti riferisci. A che serve scusami?
    Saluti anche a te

    1. infatti, Dinamo, non serve a nulla, non è critica e non vuole andare a parare da nessuna parte. Più volte ho espresso il mio parere sotto testi di vari “colleghi”, firmandomi con nome e cognome, senza sparare nel mucchio, bensì esprimendo come pochi ed apertamente il mio pensiero vis-à-vis ai miei interlocutori, il tutto con pessimi risultati e una indifferenza letteraria a priori su qualunque mio testo scritto, letto, pubblicato.
      Quindi, sì, non serve a nulla e mi riservo dal fare stranoti nomi del bel mondo delle lettere.

      Buon Anno a te, Dinamo.

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