Corpi soli

Egon Schiele, Wally with a red blouse, 1913

Rosa Pierno

CORPI SOLI

Le ginocchia serrate e i seni aperti. La linea è spigolosa e il colore è acceso, più rosso sulle gambe come se fosse stata a lungo inginocchiata sul pavimento freddo. Verdastra la pelle del ventre, tesa inverosimilmente, quasi incavata. Soltanto i capelli esplodono. Arancio, in accordo al resto. Continua a leggere Corpi soli

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Commencement d’être

Marie Hercberg, L'oiseau

Nathalie Riera

       … blancs comme quitter le nid pour se désaltérer. Je me souviens, à mon retour, un nid calciné par le soleil.

        Ainsi serait le commencement d’être. Et toujours le même retour vers ces mêmes choses, autant qu’il m’en souvienne.

       Emmitoufler ma désolation ou m’en défaire, me dénouer, quand il peut faire beau dans l’immensité du désert.

(Tratto da Puisque Beauté il y a, 2010)

Prose buie (il libro)

Marco Ercolani, Prose buie

Marco Ercolani

Marco Ercolani
Prose buie (2004-2009)
Con dipinti di Carlo Merello
Edizioni L’Arca Felice
Salerno, 2014

Nota dell’autore

Ho raccolto, in questo non-libro, frammenti diversi, dal monologo al microracconto, dalla prosa lirica all’osservazione critica, come le pagine di un personale journal interiore, dove appunti autobiografici, ricordi, sogni, invenzioni di storie, sono i mattoni comuni della stessa casa. Il titolo, Prose buie, mi è stato suggerito dalla mia trentennale familiarità con le zone oscure della mente e dalla risonanza musicale tra aggettivo e nome. Un io volatile e trasversale si trasfonde da una prosa all’altra, intonando come voce di un coro alcuni temi ossessivi. Nel mio rapporto personale con questi frammenti, per come sono venuti alla luce e per come li ho composti insieme, non posso che fare mie le parole di Bohumil Hrabal: «Qualsiasi cosa abbia scritto è come se l’avesse scritta qualcun altro».

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Il laboratorio Maraini

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Alessandro Agostinelli

C’è un documentario in cui alcuni amici di Fosco Maraini raccontano esempi e suggestioni della sua vita. Buona parte del filmato è stata girata in montagna, all’Alpe di Sant’Antonio, in un luogo che si chiama Pasquigliora, dove molti anni fa lo scrittore decise di comprare casa insieme alla seconda moglie, Mieko Namiki Maraini. Lì scrisse quasi tutta la sua autobiografia Case, amori, universi, seduto su una sedia vicino alla finestra.

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Poeti Greci Contemporanei (X)

Katerìna Gògou

Κατερίνα Γώγου
Katerìna Gògou

Poiein

Nota biobibliografica

Katerìna Gògou nasce ad Atene il 1° giugno 1940. Comincia da ragazza la carriera di attrice cinematografica girando circa una ventina di film dal 1961 fino al 1984. Da ricordare in particolare la sua interpretazione come protagonista in Il melone pesante (1977). Verso la fine degli anni ’70 si volge verso la poesia, pubblicando sei libri in vita e uno postumo. Il primo, 3 click a sinistra, è stato tradotto in inglese da Jack Hirschman e pubblicato negli Stati Uniti. Ancora oggi, i libri di Katerìna Gògou sono tra i più letti e vengono continuamente ristampati. I testi qui presentati sono tratti da: 3 click a sinistra, 1978 (I miei amici sono uccelli neri; 9 anni; 25 maggio); Idionimo, 1980 (Guarda come le strade si perdono; Chiuso. Questo era); Mi chiamano Ulisse, 2004 (Antropogonia).

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Pieghe

Nicola Samorì, 2012

Maurizio Manzo

Pieghe

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A provare a pensarci si ritrova inadatto l’ultimo soffio che solleva oltre ai capelli le palpebre e il silenzio di un colore sciupato finisce col sfinirti e rivelarsi chiassoso dei precedenti istanti ripetuti nel sorriso che nelle pieghe della pelle si inoltra trattenuto dal cervello coltello che difende dalla tristezza dei giorni dalla pazienza della malinconia.

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Il respiro dell’indicibile

George Braque, Les Oiseaux

Marco Furia
Lucetta Frisa
Marco Ercolani

Il respiro dell’indicibile

“Il muro dove volano gli uccelli”, di Marco Ercolani e Lucetta Frisa, è un libro dedicato all’eresia e all’enigma dell’arte.
Un intero capitolo riguarda il “volto come enigma” e, a pagina 69, si legge:

“Il concetto di eresia (airesis, scelta) è strettamente legato a quello di “scelta” (dùnaton, possibilità). Solo dove c’è l’una può crescere anche l’altra. La “scelta-possibilità” è fondamentale per definire il concetto di libertà e di libero arbitrio”.

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La pietra nella ferita

Clemens-Tobias Lange

Maurizio Inchingoli

 La pietra nella ferita
su incerti umani di Domenico Brancale
(Passigli Editori, 2013)

L’incerto è la pietra, quell’elemento muto della terra che sta a testimoniare il passaggio del tempo. Domenico Brancale è quella pietra, che all’improvviso fa breccia nei nostri pensieri e provoca una ferita permanente. Le parole sono il sangue. Ed Incerti Umani è parola che percorre il fiume calmo, pronta a farsi minacciosa appena il canale devia la sua traiettoria. Continua a leggere La pietra nella ferita

La fabbrica della cattiveria

Rogo al campo nomadi

Sergio Baratto

La fabbrica della cattiveria, come ogni impresa che si rispetti, ha dirigenti, quadri intermedi, lavoratori dipendenti. A diversi livelli della gerarchia, tutti lavorano al funzionamento della fabbrica. È ridicolo prendersela con il consiglio d’amministrazione e dimenticare la rete capillare di amministratori locali, militanti, semplici elettori, cittadini senz’altra specifica che come tanti ingranaggi hanno partecipato al movimento generale della macchina. Ogni atto, piccolo o grande, può contribuire a perpetuare o a fermare quel movimento. E, come in tutti gli stabilimenti, esiste pur sempre la – dolorosa – possibilità di tirarsi fuori. Di licenziarsi o, quanto meno, di sabotare il lavoro della fabbrica della cattiveria. In altre parole, non sto affatto parlando della tragedia di una nazione oppressa da un’oligarchia politica nemmeno tanto abilmente celata dietro la foglia di fico della democrazia. Sto parlando della catastrofe di una collettività che a quell’oligarchia empia (uso la parola che più mi sembra conforme alla sua natura) dà il proprio consenso. Di più: sto parlando di un «popolo» che è consustanziale alla propria «casta».

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Parole
Atti
Lo sgombero del campo nomadi di Opera
Fuori gli stranieri
Lo sgombero della baraccopoli di Via Rubattino

L’errante, il viandante, il nomade, lo spettatore

Gao Xingjian, 2009

Gianmarco Pinciroli

L’errante, il viandante, il nomade, lo spettatore
Saggio sulla specularità

Chè stilo oltra l’ingegno non si stende;
et per aver uom li occhi nel sol fissi,
tanto si vede men quanto più splende.
Francesco Petrarca

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La doppia passione di Camille Claudel

Camille Rodin, Sakountala

Raffaella Terribile

La doppia passione di Camille Claudel

Nel 1888 Camille Claudel espone, al Salon des Artistes Français, “Sakountala” (L’abbandono), forse l’opera più bella, più intensa e carica di pathos che abbia mai realizzato. Ritrae l’amore tra Sakountala, figlia adottiva di un eremita, e il principe Douchanta. Si tratta di una leggenda indiana del V secolo, tragica seppure a lieto fine, poiché i due si uniscono in matrimonio con un antico rito nuziale, ma quando il principe ritorna al suo castello per sortilegio si scorda di lei, che ha tenuto con sé il suo anello come pegno d’amore. Continua a leggere La doppia passione di Camille Claudel