Corpo e pensiero in Nietzsche

Pierre Klossowski, Ganimede, 1985

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All my sons

Arthur Miller

Antonio Scavone

Arthur Miller

“All my sons”
(Arthur Miller)

         In una cittadina della provincia americana, nel giardino posteriore della sua casa, l’industriale Joe Keller, un uomo robusto sulla sessantina, si gode la domenica mattina con i suoi vicini, il dottor Jim Bayliss e il merciaio Frank Lubey. Parlano di un po’ di tutto, i tre uomini: di un albero che il vento della notte ha spezzato, degli annunci economici che incuriosiscono Frank, delle petulanti richieste di visite mediche per il dottor Jim Bayliss. Ma parlano anche di Ann, una stupenda ragazza che è venuta a passare il week-end in casa Keller e che era, fino a tre anni prima, la fidanzata di Larry, il figlio di Joe morto in una missione di guerra. Continua a leggere All my sons

L’angolo ospitale di Salvatore Ritrovato

L'angolo ospitale

Manuel Cohen
Salvatore Ritrovato

REPERTORIO DELLE VOCI
NUOVA SERIE, N. 1 (XXVIII)

Ci sono autori che si segnalano per la ricerca di una notevole sobrietà formale e tonale: autori che in epoca di effetti speciali evitano i riflettori delle mode e dei consumi culturali. Sono solidi, dal passo lungo, si esercitano con cura e costanza traguardando tappa su tappa, tassello su tassello, consapevoli che il percorso è a fondamento invisibile del viaggio, e che il viaggio è la meta stessa. A sedici anni dalla raccolta d’esordio (Quanta vita, 1997), e a due dal reportage in versi (Cono d’ombra, 2011), Salvatore Ritrovato (1967) esce con L’angolo ospitale, lavoro tra i più mossi e consapevoli, segnando la conquista di tappa in salita: a tutt’oggi il suo traguardo più alto. Continua a leggere L’angolo ospitale di Salvatore Ritrovato

La trasmutanza

A. Ghignoli, La trasmutanza

Alessandro Ghignoli (Pesaro 1967), ha pubblicato di poesia: La prossima impronta (Gazebo, Firenze, 1999), Fabulosi parlari (ibid., 2006), Amarore (Kolibris, Bologna, 2009), vincitore del Premio Lorenzo Montano 2010; di prosa: Silenzio rosso (Via del Vento, Pistoia, 2003). Tra i lavori critici ricordiamo: Un diálogo transpoético. Confluencias entre poesía española e italiana (1939-1989) (Academia del Hispanismo, Vigo, 2009), Transmediazioni. Lingua e Poesia (Kolibris, Bologna, 2011), La comunicazione in poesia. Aspetti comparativi nel Novecento spagnolo (Fara, Rimini, 2013) e La palabra ilusa. Transcodificaciones de vanguardia en Italia (Comares, Granada, 2014). Con Llanos Gómez ha curato l’edizione Futurismo. La explosión de la vanguardia (Vaso Roto, Madrid, 2011). Ha inoltre curato e tradotto numerosi volumi di poeti spagnoli, ispanoamericani e portoghesi, fra cui Federico García Lorca, José Hierro, Luis García Montero, Juan Gelman, Hugo Mujica, Camilo Pessanha. Continua a leggere La trasmutanza

Chanson pour l’Auvergnat

A Massimiliano Damaggio

Chanson pour l’Auvergnat

Testo e musica di Georges Brassens
(1955)

Elle est à toi cette chanson
Toi l’Auvergnat qui sans façon
M’as donné quatre bouts de bois
Quand dans ma vie il faisait froid
Toi qui m’as donné du feu quand
Les croquantes et les croquants
Tous les gens bien intentionnés
M’avaient fermé la porte au nez Continua a leggere Chanson pour l’Auvergnat

Cani sciolti

Alberto Zamboni, Cane sciolto

Antonio Scavone

Cani sciolti

     Tutti, molti dicono di sapere chi sono o quanti sono i cani sciolti ma, alla prova dei fatti, nessuno lo sa: si suppone ma in realtà si ignora. Gli amici dell’uomo per antonomasia hanno regole proprie tanto per confermare ataviche convenzioni sulla dipendenza dai loro padroni quanto per sottrarsi a classificazioni ugualmente convenzionali sulla loro capacità di essere indipendenti. Continua a leggere Cani sciolti

Repertorio delle voci (XXVII)

Marilena Renda, Ruggine, 2012

Manuel Cohen
Marilena Renda

Nel grande cretto, tra Ethos
ed Epos, quasi un’allegoria.

    

Di Marilena Renda, leggiamo finalmente per intero l’articolato poemetto Ruggine, un testo dalla lunga gestazione, già apparso in rete nel 2009, rappresentato a teatro, e qui proposto in una stesura ulteriormente rivista in cui si è sistematicamente provveduto a uniformare il tutto, a renderlo continuum, narrazione quanto più possibile coerente e organica: è probabilmente in ragione di ciò che l’autrice ha eliminato quegli inserti nell’idioma di Erice, che ci era stato possibile leggere precedentemente.

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Luigi Di Ruscio nella lingua di Omero

Luigi Di Ruscio, Romanzi, Feltrinelli, 2014 Luigi Di Ruscio

Ovunque l’ultimo
per questa razza orribile di primi
ultimo nella sua terra a mille lire a giornata
ultimo in questa nuova terra
per la sua voce italiana
ultimo ad odiare
e l’odio di quest’uomo vi marca tutti
schiodato e crocifisso in ogni ora
dannato per un mondo di dannati.

Luigi Di Ruscio, Romanzi, Feltrinelli, 2014
Παντού τελευταίος
γι’ αυτή την απαίσια ράτσα των πρώτων
τελευταίος στην πατρίδα του με χίλιες λιρέτες τη μέρα
τελευταίος σε τούτη τη νέα πατρίδα
για την ιταλική φωνή του
τελευταίος να μισεί
και το μίσος αυτού του ανθρώπου σάς σημαδεύει όλους
ξεκάρφωτος κι εσταυρωμένος κάθε ώρα
καταδικασμένος σ’έναν κόσμο καταδικασμένων.

[Traduzione di Evanghelìa Polìmou
tratta da Poiein]

Poeti Greci Contemporanei (XI)

Yòrgos Kartàkis

Γιώργος Καρτάκης
Yòrgos Kartàkis

Poiein

Nota biobibliografica

Yorgos Kartàkis è nato nel 1963 a Chanià, Creta. Ha studiato, vissuto e lavorato molti anni in Germania. Vive a Chanià, dove lavora come insegnante. Sue poesie sono apparse su riviste elettroniche e cartacee. Nel 2013 ha pubblicato il libro di poesie “Adesso che le nuvole”. Traduce poeti tedeschi in greco, ma anche greci in tedesco, ed ha un ampio archivio di traduzioni all’attivo.

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Note di lettura (IX) – Nathanael West

Nathanael West, A Cool Million

Antonio Scavone

Nathanael West

Il sogno di un milione

      Che succede in una contea del Vermont, precisamente a Ottsville, negli anni ’30, quelli della grande depressione economica che colpì l’America? Niente di eccezionale, se non un’indigenza diffusa, un’esistenza grama, i soliti sogni di grandezza della provincia americana.
     Lemuel Pitkin è un diciassettenne di belle speranze, vive con la madre, la vedova Sarah Pitkin, in una tipica casa col portico ma su quella casa grava un’ipoteca che Lemuel non riesce a riscattare e l’unico altro bene di cui dispongono, lui e la madre, è la vecchia mucca Sue che fornisce almeno un po’ di latte, burro e formaggio per sostenere una famigliola tanto bisognosa. I vicini sono gentili e pieni di belle parole e di citazioni auliche ma anche loro versano nelle stesse condizioni di precarietà – anche la coetanea miss Betty Prail – e bisogna inventarsi qualcosa di positivo per scongiurare quella situazione di povertà e propiziarsi un’esistenza e soprattutto un futuro più fruttuosi. Continua a leggere Note di lettura (IX) – Nathanael West

I Giganti a teatro

I giganti della montagna

Antonio Scavone

I Giganti a teatro
(Luigi Pirandello)

      In una villa alle falde di una montagna vivono gli Scalognati: chi sono? Sono uomini e donne respinti dalla società, vivono di tutto e niente, animati da un ineffabile disincanto e da strambe premonizioni ma vigili e custodi della loro integrità, del loro essere quello che vogliono essere. Il nano Quaquèo, il dispettoso Doccia, l’eccentrico Milordino, la muta e sensuale Maddalena, Mara detta la Scozzese e la fervida Sgricia si affidano al loro capo, al loro demiurgo, il mago Cotrone che si presenta bardato da turco, col fez, perché i cristiani non l’hanno capito. Continua a leggere I Giganti a teatro