Legni

Paolo Pistoletti, Legni, 2014

Paolo Pistoletti

[…] Ha un indiscutibile talento, Pistoletti, nel comunicare sottili emozioni senza mai alzare retoricamente il volume del dettato poetico, mantenuto nel solco di un’essenzialità non tanto scabra (secondo l’ormai usurata formula montaliana) quanto sobria, talora incline a disinvolte trasgressioni dell’ortodossia sintattica in ossequio a una mimesi del sermo cotidianus (si veda l’insistito uso della congiunzione dichiarativa che in apertura di periodo). Per converso, lampeggiano qua e là scorci di stile medio-alto, scanditi da un ritmo prossimo al registro lirico e spesso destinati a siglare la chiusa di un testo con un’immagine icastica. […] Accorto ed efficace è anche l’impiego, forse suggerito dall’illustre modello teorico-pratico di T.S. Eliot, di correlativi oggettivi pertinenti all’arredamento dell’abitazione. Primeggia, fin dal titolo della silloge, il materiale ligneo che dà corpo a mobili, tavole, sedie, letti, mensole di librerie e altri elementi solidi del paesaggio domestico che tuttavia rimandano quasi sempre all’immaterialità di atmosfere, stati d’animo, sensazioni, riflessioni. Un legno, quindi, tutt’altro che ostile, tutt’altro che meramente materico: entità non inanimata, non refrattaria al rispecchiamento del “fattore umano”, solidale anzi con la casa e con chi vi abita, partecipe del lento sgranarsi di “opere e giorni” della famiglia.

(Marco Beck, dalla Prefazione)

Paolo Pistoletti, Legni
Prefazione di Marco Beck
Borgomanero (NO), Ladolfi Editore, 2014

Intatto

Occupiamo lo spazio tra la punta del naso
e la schiena. Stiamo per affacciarci a volte
ma qualcosa di noi si perde a terra
ancora troppo presto
ancora dentro la pancia. Il sacco bucato
non supera la stanza.
A guardarsi bene però tutto è intatto.
Sempre stretti nei maglioni non un filo
tirato al nostro inverno.
Anche stanotte nessuno
ci ha scrollato di dosso il resto del buio,
come da ragazzi qualcuno
negli scherzi delle gite di montagna.

Ultima visita

C’è una poltrona di pelle
che regge appena.
Sarei venuto a dire delle cose,
a trovare un appiglio.

Ma tra noi qui
c’è una stanza
che non ne vuole sapere.

Come niente l’aria
e la luce oramai.

Poi ci si aggrappa.
Come se all’improvviso
volessimo stare
come se finalmente
di colpo si fosse.

Legno di casa

Conoscere il legno di casa
gli spacchi le età i cerchi
la traccia della resina.
Chiedersi come mai si muove
senza avere vita,
se la linfa veramente manca
dentro tutta questa povertà
che ti guarda
che ti fa ombra
quando il fuoco avvampa
sulle mura o sul tetto
al fumo della cappa
alla fuliggine delle stelle.

Alla finestra

La fronte sul vetro
il grigio fuori e questo viso d’acqua.
Mia figlia alle spalle
che cresce con la febbre.
Quanti pensieri sul tetto di fronte
si lavano pronti per la pioggia,
e quanti vanno via
nelle grondaie dentro le vene
nei prati e negli occhi di chi ho conosciuto.
E quanto
tutto questo asciugarsi di legni
ci somiglia.

Legni

Non mi ricordo più quante volte si muore,
quante stagioni di legni
ci pesano sulle mani
prima di rovesciarci il cuore.
All’ospedale di Careggi c’è il bianco
delle mura che in mezzo ci passa
chi non ce la fa più a stare qua.
Quelli che invece tornano
nelle vene hanno sentito
tutto il risucchio che viene dagli aghi
dal tubo della flebo
fino alla luce del neon
dove a un certo punto
uno non è più niente
tutto lì nel mentre,
tanto che a sorpresa
non avendo più materia
si smette di tremare
senza cassa senza risonanza
la mancanza ricompone tutto
porta a zero la distanza.

Da bambini si arriva ogni volta
al momento giusto
come una bolla al centro del lago,
la memoria poi torna dopo
quando un giorno d’estate
il sole spacca le pietre
e allora si esce.
In corsia si dice che un giro
moltiplicato per sempre sia l’eternità.

Firenze, ospedale di Careggi, reparto di rianimazione, aprile 2001.

Vetrine

Specchiarsi
sulle vetrine con uno scatto laterale mentre si cammina
sollevare la pellicola che sfugge alla fiumana.
Ho provato a vederci chiaro
come un piatto appena lavato
ho chiamato tutto il corpo fuori
le bende a terra sulla soglia
fuori da un rinnovo locali
il lucido sulla fronte che trapassa.

Foto in bianco e nero

Foto II

Nero e bianco perché tutto
s’è bruciato sulla neve
e la legna che siamo s’è spenta.
Allora tu guardaci di più
nei due spilli di brace
ancora accesi accesi accesi.

Foto III

Con la testa appoggiata sul piano
perché il corpo s’è slogato
e la colonna è tornata a farsi linea della terra

e prima dello scatto
come prima dell’alba
la fronte è salita più alta
dal lato oscuro della guancia.

E dentro tutto: lo sguardo
come un’onda nera.

Fuori

Siamo stati qui per tutto il tempo
a ringraziare per tutte le cose.
Io volevo farlo perché era giusto così
ma mentre lo dicevo
sembrava che a parlare fosse
il ciocco di legno che sta al mio posto
quello che esala sonno come fumo.
Come se tutto quello che c’è
non fosse altro che fuoco dipinto al muro
appiccato al foro di un chiodo.
Ma a volte qualcosa
si accende dentro davvero
e allora come torce
si esce fuori dal cono delle nostre ombre,
come un drago dal naso
come quando ero bambino.

***

2 pensieri riguardo “Legni”

  1. Sono versi che meritano attenzione e non la fugace definizione di “minimalista lirico”. La sua sobrità di dettato, il controllo sul materiale emotivo e non, non è leggerezza di contenuto e di espressione, così come l’autobiografismo non è fine a se stesso ma vi circola un singolare piacevole respiro interpretativo.

  2. Grazie a Francesco Marotta per avermi ospitato in questo luogo davvero speciale…Grazie a Lucetta Frisa per le sue parole…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.