Cani sciolti

Alberto Zamboni, Cane sciolto

Antonio Scavone

Cani sciolti

     Tutti, molti dicono di sapere chi sono o quanti sono i cani sciolti ma, alla prova dei fatti, nessuno lo sa: si suppone ma in realtà si ignora. Gli amici dell’uomo per antonomasia hanno regole proprie tanto per confermare ataviche convenzioni sulla dipendenza dai loro padroni quanto per sottrarsi a classificazioni ugualmente convenzionali sulla loro capacità di essere indipendenti.
     Non saranno cani sciolti i disciplinati Pastori tedeschi (Schäferhund), fedeli compagni di uomini equilibrati o di donne savie nonché protagonisti di tante glorie televisive (i provvidenziali Rin Tin Tin o Rex).
     Come non lo saranno gli attenti Pointer dagli occhi aguzzi impiegati in battute al fagiano e non lo saranno nemmeno i piagnucolosi Volpini viziati da donne sole e in là con gli anni. Non possono esserlo, cani sciolti, i luciferini Dobermann o i crudeli Rottweiler giacché, lasciati sciolti, sono pronti a sbranare o comandati a farlo. Men che meno sono cani sciolti i mansueti e colossali Sanbernardo o i taciturni e maestosi Terranova, veri sancristofori per gli annegati, prestigio e vanto di proprietari opulenti e di associazioni di salvataggio sulla neve o in mare. Né potrebbero esserlo quelli di compagnia come gli Spaniel o i Barboncini, legati a doppio filo al bisogno di affezione e intrattenimento dei loro padroncini e delle loro padroncine. Non riusciamo a immaginare cani sciolti i Chihuahua, ridotti a giocattoli, o i Cirnechi dell’Etna ossuti e imbranati o gli eleganti Collie dal naso lungo, il manto bianco-malva e il sorriso televisivo. Non potrebbero esserlo, figurarsi, neppure i molossoidi come il bavoso e temibile Mastino napoletano o il variopinto Alano, grande come un equino, o il candido Maremmano-abruzzese che sono sì sciolti ma solo nelle aie delle fattorie, a guardia di pecore e capre o nelle case avite tra salotti e biblioteche. Neppure quelli piccoli ma tarchiati sono sciolti come l’asmatico Bull dog che si muove cauto come se avesse l’ernia o il lungo e veloce Bassotto che trotterella smanioso o il curioso Beagle sempre col naso per terra come se dovesse sempre scovare la volpe. Non lo è sciolto il massiccio Basset hound, che latra cavernoso e ronfa anche quando è sveglio, con gli occhi cerchiati da una perenne malinconia, né può esserlo l’imponente Schnauzer, nero e rigoglioso di pelo, talvolta bolso, sia nella taglia maxi che nana. Il fulvo Boxer o il lentigginoso Dalmata non sono fatti per essere sciolti neanche nei film: sono leali e ubbidienti, impulsivi ma moderati e, parimenti, l’agile Levriero o il ciarliero Fox-terrier vogliono una vita di comunità e di rappresentanza.
     Non saranno mai sciolti il Chow-chow dalla lingua viola o l’ingrugnito Shar pei dalla fisiognomica indecifrabile o il Bob tail addirittura senza faccia, come un enorme batuffolo bianco e blu che lascia trasparire solo la punta del naso. Sono cani che assecondano le smanie di allegria dei loro proprietari e i loro esotici vezzi di originalità. Ligi e ossequiosi come il Bracco o il Segugio o il Setter o lo Spinone saranno sempre cani di utilità e da riporto e pertanto irreggimentati in compiti istituzionali o in formazioni socializzate.
     Persino il petulante Carlino o il fastidioso Maltese o il vittimistico Pechinese, minuti e capricciosi, avranno bisogno di una rassicurante dimora e di confortevoli amicizie. Il fluente Groenendael o il timido Siberian Husky possono stare soli ma non abbandonati e mostrano ai loro padroni un attaccamento equanime e a tratti gioviale.
     Altri cani si ritengono e si impongono come amiconi di vecchia data che ispirano tenerezza e sentimentali moine come il Labrador o l’Airedale, tra carta igienica e passeggiate in campagna. Sospettoso com’è, non può essere un cane sciolto il Dogue di Bordeaux perché combinerebbe guai e nemmeno il Cocker o l’Epagneul, sempre inclini all’esagerazione emotiva o al rispetto delle procedure di caccia. Il Samoiedo, come un gesuita vigile e inattaccabile, non ama uscire dal gruppo e migrar ramingo.
     Sembrerebbe allora che gli unici cani sciolti siano o debbano essere i bastardi o, come vuole l’ipocrisia dell’eufemismo, i cosiddetti meticci, che risollevano sicuramente la semantica del “politicamente corretto” ma lasciano inalterata la diffidenza o, peggio, l’intolleranza. Ma cani bastardi o meticci non risolvono la diatriba: non è in gioco una questione di razza (si può essere un cane fesso di razza o un cane intelligente di incerto pedigree), ma di attitudine canina, di disposizione cagnesca, della personalità emergente e singolare dei canidi.
     Forse saranno sciolti quei cani che, al di là della razza primigenia, avranno conquistato una qual certa libertà e una precaria autonomia con l’avallo fallace dell’illusione o della lusinga, sfidando i comfort di un padrone illuminato, di una casa accogliente, di un pasto sempre pronto e variegato. Non è facile e non sarà facile per questi cani un po’ presuntuosi e un po’ supponenti: non si può vivere rinunciando sempre a tutto, ritirandosi socraticamente in una cuccia improvvisata, sottraendosi a più riprese alla cattura e all’assegnazione ad un CIE per animali, cioè un un canile comunale, maleodorante e fatiscente, quando non provati da morbi inguaribili.
     Qualcuno di questi cani sciolti Doc potrà avere fortuna: essere riscattato da una cinofila munifica e cooptato, con altri diseredati, ad una fondazione, un circolo, una comunità di salvaguardia a imperitura memoria della coscienza canina. I più fortunati saranno adottati magari da gente dello spettacolo – sempre solidale con i cani – oppure dati in affidamento a signore ormai vedove e senza figli, a signorine in cerca di fidanzati, a signori attempati ma capaci di invidiabile dedizione.
     Per trovare un cane sciolto autentico (e autenticamente autosufficiente) si dovrà intraprendere un viaggio lungo e faticoso all’altro capo del mondo, in Oceania: lì, tra sconfinate distese di niente, troveremo il Dingo australiano, libero e sciolto come nessun altro cane, ritroso e diffidente ma lesto ad imparare per le sue convenienze, con un unico e irrimediabile difetto che ce lo rende infrequentabile e alieno: è muto.

 

2 pensieri riguardo “Cani sciolti”

  1. (…) fermo restando il nostro tifo forsennato per i pochi “cani sciolti”
    rimasti !
    Con un grazie ad Antonio e alla Dimora
    leopoldo attolico –

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