Metri popolari

Richi Ferrero, Bwindi light masks

Giuseppe Cornacchia

“condividendo metri
ne occupi lo spazio
non pensi quale spazio
connoti la misura
nel tutto vivo della grazia
che metro è un metro”

 

Due poesie “popolari”

 

(Qui altri testi inediti)

 

SIGNORINO A TORINO

Sveglia alle dieci, colazione
a latte e caffé, controllo la posta,
mi metto al lavoro al computer
fino alle dodici e trenta. Poi esco,
vado al caffé sulla via di Cernaia,
mi danno il cioccolatino, è una
catena di ragazzi nel punto migliore
della città. Torno indietro, un salto
all’emporio di moda scontato al settanta
per cento e poi al mercatino per robe
leggere, il pane, il latte, un poco di frutta.
Riattacco alle due, sto chino
fino alle sei. Riscendo. Allungo
fino a Piazza Castello, i turisti, i giochi
d’acqua, c’è sole ed anche se piove c’è vita
in mezzo al grigiore. Imbocco
via Po, mi fermo, un salto al reparto
poesia della mia Feltrinelli, un altro caffé.
Risalgo la libreria della Coop,
la Mondadori, rispunto su Piazza
San Carlo, saluto l’omino a cavallo.
Prendo la Santa Teresa e di nuovo
sulla via di Cernaia, a casa alle sette.
La sera dipende da quello
che faccio, se esco, ma spesso
sto in casa al lavoro fino alle due
o forse le tre. Poi a letto.

            (29 Mar 2014)

 

*

 

METODO 2014

Se penso, tengo in mente un sacco
e non sento. Se sento, devo star
vuoto per dispormi a vibrare.
Se vibro, cerco che sia da un impulso
non riesco ripetendo un movimento.
Se penso, devo salire su tutto
e mi stanco. Penso di aver già
sentito cento e non riesco a sentire
che venti. Sento di aver pensato
venti e di poter ancora pensare
il mio cento. Sto quindi più attento
che a quello che sento. Il mio corpo
è macchina che pensa, quando sente
ma posso contare i pensieri, le parole
sono i pensieri. Quello che sento è fluido
corporale. Non riesco a mangiare la carne
perché la sento vibrare. Il latte lo penso.

            (1 Apr 2014)

 

***

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2 pensieri riguardo “Metri popolari”

  1. Ringrazio Francesco Marotta per l’ospitalità e almerighi per il commento. Aggiungo una riflessione sul web 2014, da come l’ho sperimentato negli ultimi mesi attraverso una pagina facebook e dalle altre “popolari” apparse su Nazione Indiana giorni fa. Saluti. Giuseppe

    Il web poetico 2014 non è una presentazione ufficiale, come erano le riviste letterarie dei tempi andati o una pubblicazione cartacea in volume con i crismi dell’ISBN e di una introduzione critica. Ho preso l’Oscar Mondadori delle poesie di Pier Luigi Bacchini http://www.librimondadori.it/libri/poesie-pierluigi-bacchini e mi sto rapportando a quello, alle difficoltà di accesso all’attenzione e alla messa in pubblico (Bacchini fu considerato un minore di Parma fino ai cinquant’anni, oggi è il maggior esponente della poesia umanistico-scientifica italiana ed ha grande margine nel canone futuro). Il web è un modo veloce per collaudare il materiale, per proporlo a chi sta in arie diverse. Si rischia il cotto e mangiato ma i testi vanno messi fuori, vanno esposti, devono riuscire a stare in piedi da soli e controvento fin dalla prima solidificazione.

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