Ingens Sylva (il libro)

Ingens Sylva

Pier Franco Uliana

“Gli occhi, abbandonali all’ombra, socchiusi fino alla linea dell’orizzonte interiore. Un limitare, tra ciglia e foglie. Da’ senso ai sensi. Fatti placenta di muschio, feto sotto lingua.”

“Il potere pretende la radura. Senza limite. Una luce trasparente, cartesiana, empirea, a perpendicolo. Onnipotente. Datti alla macchia. A tasche ricolme di sementi, fa’ incursioni notturne. Semina e fuggi. Renditi opaco allo specchio ustore.”

Se il bosco, nell’immaginario collettivo dell’occidente, ha occupato uno spazio estremamente significativo (dalla tragedia e dai miti greci alle leggende nordiche, dall’allegoria medievale alla deforestazione della modernità), allora il Cansiglio risalterà non solo come residuo e relitto di un’epoca silvana che fu, ma anche e soprattutto come reliquia, a ricordarci «che in principio erano le selve». In questi fogli di macchia se ne propone l’attraversata simbolica per un sentiero di lettura che, per quanto tortuoso e oscuro, scende alla radice della nostra psiche per salire alle fragili cime di una certa razionalità contemporanea.

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