Preferisco sparire

Zibaldoni e altre meraviglie
Zibaldoni
e altre meraviglie

Marco Ercolani

[…] Passeggiate con Robert Walser di Carl Seelig è stato il mio spunto iniziale. La tenerezza con cui il critico svizzero descrive Walser e riferisce le sue parole mi ha permesso di entrare nell’universo segreto ed elusivo dello scrittore. “Per molti anni – annota Massimo Barbaro nella prefazione – Carl Seelig ha incontrato l’amico scrittore rinchiuso in casa di cura, ma ancor più in se stesso, e lo ha accompagnato in lunghissime gite, a piedi, a volte in treno, nell’Appenzell, interrompendo la continuità della sua solitudine. Walser era un uomo che camminava; con ogni stagione, in ogni condizione di tempo. Con Seelig parlava di sé, del suo mondo, dei suoi piaceri, delle sue avversioni. Seelig si è preso cura di lui, ricavandone in cambio particolari dal vivo, spontanei, al punto tale che sembra anche a noi di passeggiare con Walser. Da Seelig abbiamo potuto sapere che a Walser piacevano le ragazze («dal petto di cigno»), il buon Pinot nero, che non la letteratura lo commuoveva, ma i boschi, l’acqua, gli odori, i colori. Walser morì camminando. Da solo. Sulla neve, il giorno di Natale. Incontrò due bambini che lo videro cadere e lo soccorsero. Riferirono che morì con un sorriso sulle labbra”. Io mi sono sempre sentito tanto pervaso da questa storia che ho dovuto immaginare delle passeggiate simili a quelle, ma con Walser in compagnia di uno psichiatra e non di un critico. […]

(da qui…)

Una Repubblica nomade

mosaici di piazza armerina


REPUBBLICA NOMADE

“Fanno idealmente parte di questa potenziale repubblica nomade i migranti, coloro che sono disperati e che cercano un loro cammino nello spazio buio della vita, quelli che attraversano il mondo con gli occhi spalancati o con gli occhi chiusi, i sognatori, i traslocatori, quelli cui stanno stretti la vita che abbiamo di fronte e i suoi artificiali confini, quelli che non ne possono più di essere perennemente indignati e incazzati oppure disincantati, quelli che non si sono fatti distruggere dal contagio dell’odio e del cinismo dominanti, quelli che sognano una diversa società ma anche gli antisociali, gli irregolari, gli umiliati e offesi, i terremotati e i terremotanti, i fragili, gli indistruttibili, gli illusi, gli incantati, gli inappagati…”
(Antonio Moresco)

Repubblica Nomade, 2014