Una Repubblica nomade

mosaici di piazza armerina


REPUBBLICA NOMADE

“Fanno idealmente parte di questa potenziale repubblica nomade i migranti, coloro che sono disperati e che cercano un loro cammino nello spazio buio della vita, quelli che attraversano il mondo con gli occhi spalancati o con gli occhi chiusi, i sognatori, i traslocatori, quelli cui stanno stretti la vita che abbiamo di fronte e i suoi artificiali confini, quelli che non ne possono più di essere perennemente indignati e incazzati oppure disincantati, quelli che non si sono fatti distruggere dal contagio dell’odio e del cinismo dominanti, quelli che sognano una diversa società ma anche gli antisociali, gli irregolari, gli umiliati e offesi, i terremotati e i terremotanti, i fragili, gli indistruttibili, gli illusi, gli incantati, gli inappagati…”
(Antonio Moresco)

Repubblica Nomade, 2014

Un pensiero su “Una Repubblica nomade”

  1. Un modo vitale di interpretare la vita da parte di chi è escluso, in ogni modo, nella propria terra. Moresco è così credibile in quello che dice.
    N.I.

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