Perduta comodità del mondo

Nanni Cagnone

Nanni Cagnone

Quest’ultima età,
l’estrema, di torpidi e desti
sia l’ovunque. Sappiatelo
però, non si ricapitola,
per cedimenti o pendii
di revocate primavere
confusamente si séguita,
invaghiti di frammenti,
ché mai si avrà l’intero,
pace nessuna
complessivamente—solo
un minuzioso districarsi,
inverar filo per cruna
o cogliere acerbo
nuovo tormento
per onorarlo, quasi
un fanciullo ulivo
che si azzardi
in rassegnato suolo,
nell’anafora dei vènti,
in sua pratica consumazione.

 

Nanni Cagnone
Perduta comodità del mondo
Roma, La Camera Verde, 2013

5 pensieri riguardo “Perduta comodità del mondo”

  1. Schiaffeggiati dal vento
    è già molto, del resto
    per interposta persona
    l’ulivo, in metafora,
    rafforza l’ermafrodita
    supponenza delle esistenza.
    Giacché la metamorfosi
    avviene ,che sia secolare,
    appunto,come la poesia!

    (Me ne compro una copia.
    Grazie Marotta.Splendida Cagnone)

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