intonAzioni

Cristina Bove, Senza paradiso

Anna Maria Salvini

Ciò che ti è caro muore, ciò che muore
ti è caro, se qualcosa ti è caro,
è perchè muore.

Valerio Magrelli

 

intonAzioni
(inedito, 2014)

 

parificAzione (la parola amore)

tutto ciò che è pari, è difficile.

 

Nella parola amore
ci sta tutto, ingloba per assonanza
e rima, ne fa un corpo unico, un unico
desiderio e tutto il pianeta passa da qui;
come pensare a un orlo mentre mi sei abito
all’asola quando apri ogni mio pensiero al giorno
come pensare a due quando tutto riporta ad uno:
i volti nella penombra della sera, confusi agli occhi
i nasi ad incastro, le bocche una sull’altra, le stesse
vocali, pensare d’essere, uno nell’altro, il gesto atteso
come mantenere l’equilibrio quando anche le domande
che chiudono ogni sera, non hanno mai la stessa risposta.

 

*

 

ubicAzione

 

Manco da molto tempo, lo so
dalle tue finte telefonate e nessuna
voglia di bruciare i miei respiri
soffiarmi nella gola come un vetro
fragile, dare forma alle nudità
che non conosci.

T’avrei condotto giù, in cantina
lasciandoti la mano e il vino: avresti
avuto una buona scusa per stringermi
col buio, spogliare gli angoli
deporre un seme fino a tracimare
la notte, restare.

 

*

 

meditAzione

C’è disordine dentro il pane
e dentro l’acqua.
Senti che disordine?

mariangela gualtieri

 

(Un ordine naturale converge respiri
il fluido ciarlàre dei viali, rifugia girini
impauriti, il muto rigore dei semi)

In posizione loto, ho visto gelsi
sulle rive dimenticarsi il cielo e nel brusìo
nocciòla piantonare ogni linea
di caduta, la congiunzione della terra
con tutte le parole morte
dopo l’estate. Li ho visti vigilare
strozzati nell’arcata nebbiosa
pregare le pietre, la falda nascosta.

(Sotto un grigio nitore, il popolo forte
ha l’andatura dei pesci, il moto incessante
di trame che smuove lo sguardo)

 

*

 

migrAzione

 

Siamo passati attraverso paludi, deserti
i nostri stessi corpi e sapevamo
del cambio di stagione, lo slittamento
delle croste, il ghiaccio.
Ci teneva uniti un volo, l’orientamento
un certo tipo d’osservazione.
Le nostre piume hanno seguito
il corso graduale della muta
un ordine preciso

ma non c’è stato tempo, il tempo
giusto per tornare.

 

*

 

tacitAzione

 

Immagina la confusione, resistere
nell’esplosione di mimose, il canto
delle spine, maggio arroventato.

Tu, un’urgenza prima del bisogno.

Ti ho lasciato come una notizia al bivio
sulla bocca di prostitute e viandanti,
giocolieri, matti di paese, cartomanti.

Ho scelto una palude per ungermi
i piedi, esplorato con le orbite fondali,
cavità senza fisionomia e nel buio
che scava gli angoli
rubato centimetri, materia, forma.

Così ho scelto. E non ti ho più visto.

 

*

 

deformAzione

“Ut tensio, sic vis”
(come l’estensione, così la forza)

(legge di Hooke)

 

Non c’è pace in questo muscolo smarrito
non c’è contrazione. Sottomesso al peso
per fedeltà al silenzio, un’aderenza al patto
alla scena muta di porte appena dischiuse

piccoli esodi, inconsapevoli

al fiorire naturale d’un tronco cavo o in caduta
libera, soggetto ad una forza non precipita
per caso ma per e(a)ffetto d’una potenza
che s’eleva a terra.

 

*

 

manifestAzione

c’è un ordine, in ogni morire, che conquista.
silvia bre

 

Invidio la flessibilità dell´erba, la leggerezza
dei gatti al sole ma amo la stabilità del legno
nel rigoroso segno degli anelli, l’andare scalzo
delle gemme, la cicatrice che mi gira intorno.

Non ho slanci ad indicare i nodi e il pugno
dell’inverno decide la potatura, la screpolatura
delle pagine. Ad ogni taglio cresco, cresco
concentricamente, sempre più nuda al centro.

 

*

 

iniziAzione

 

Ti vedo nel gesto che salva una maceria
nel seme vivace che trema nel petto.
Non è la vista a percepire la richiesta
la gradazione cobalto del fondo
ma la fatica, la carità d’un gesto, la radice.
Si ripete il movimento dei crateri
la pioggia degli anemoni
la muta ascesa di gennaio dentro
un singhiozzo d’ali, tu che m’abbracci
con la cecità dei giusti, il buioguida
della voce e mi conduci al potenziale
senso dei miei giorni.

 

*

 

compensAzione

Ciò che ti è caro muore, ciò che muore
ti è caro, se qualcosa ti è caro,
è perchè muore.

Valerio Magrelli

 

Certe volte mi fingo cieca
riparo gli occhi, cancello
le impronte per non lasciare
tracce, benedizioni ma nel buio
lo sguardo si abitua
ed anche se vi allontano, miei amati, voi siete
comunque lì, fiamma e gelo, spartiacque
confine della pena, viva pace
che centra su un piede la grazia
tesa al ristoro, trazione liquida, memoria
che non si posa, agisce
per espansione, allarga gli angoli
per ogni stretta, riconduce il poco
ad una morsa – un tremore improvviso – e scrive
scrive della vita, ogni giorno; salvo le persone
cercando le parole giuste, la piega
dove riparare i volti, il punto
che mi permetterà di spegnere la notte.

 

*

 

inondAzione

 

è iniziata a poco a poco
l’erosione, un grumo
appena staccato dalla riva
parole fitte-fitte sul letto prima della piena

non abbiamo mai avuto zattere
o qualche altro mezzo di fortuna

a noi bastava stare nel cerchio
della notte, il mento alto oltre il limite

a noi serviva la furia della vita
quella che annega e fa aprire vele

inaspettate

 

__________________________
La silloge “intonAzioni” di Anna Maria Salvini
sarà pubblicata integralmente in “Quaderni di RebStein”,
Vol. LIII, Giugno 2014.
__________________________

 

***

9 pensieri riguardo “intonAzioni”

  1. Si, un vero regalo poter leggere la voce delicata di Anna, questa silloge delle azioni è splendida ma anche tutte le altre poesie che ha scritto sono bellissime. Abbracci :-)

  2. eccomi… ad esprimere il mio Grazie dal profondo a Francesco, a tutti gli amici presenti e a quelli che leggeranno. Vorrei chiedere a Nat se è possibile avere la sua mail per poterle scrivere in privato. Ho visto che l’immagine è di Cristina Bove ed io che amo il blu non posso che abbracciarla insieme a Francesco per l’intuizione e la scelta. A presto…

    p.s. Massimiliano ti è arrivata la mia mail?

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