Il matrimonio perfetto

matrimonio

Elis Pantarotto

Con una scrittura non professionale, forse sopra le righe, con espressioni dialettali, sottolineature, grassetti, punti esclamativi, insomma con tutto ciò di cui si dispone, a volte succede che qualcuno riesca a cogliere l’essenza di un momento, molto più di quanto fanno i fotografi che scattano le immagini ufficiali. E un piccolo racconto giustamente diventa patrimonio di tutti. (ft)

 

***

Il matrimonio perfetto

Ho visto gente fare a pugni senza motivo. Ho visto due amici al bancone chiedersi:
Oh! Che ora è?
– Cooooooosa??? A mi te me chiedi, che ora è?
Si!! Ma tranquillo.
– No cazzo!!! Mi te spacco la faccia…

Seguono spintoni, urli, insulti e mani sulla faccia fino all’intervento dello sposo, amico dei due belligeranti, che fissandolo bene la piantano all’istante, manifestandogli il massimo rispetto per la sua figura e la solennità della giornata.

Io sto lì a fissare la scena, ridacchiando. Non c’entrano: il motivo, il luogo, le persone, la musica o la situazione, c’entra solo quanto hai bevuto. Vale anche per lo spettatore, solo la somma di quello che hai bevuto determina la tua capacità di capire, di cogliere i dettagli.
Nella città enoica dove viviamo il vino costa meno dell’acqua producendo bizzarri effetti sulla popolazione. Non ci sono bravi contro cattivi, belli contro brutti, ricchi contro poveri, sani o malati.
Tutto si mescola nel calice dondolato in mano. Chi vuota etichette, chi lo sfuso, chi entrambi, chi solo il suo e chi allunga tutto con l’acqua. Avvocati, operai, boscaioli, scultori, artisti, imbianchini, monache e ballerine, impresari, giardinieri casalinghe, professoriparrucchieredisoccupatisaldatorimessicomunaliarchitetti atletiautistianimali, ogni categoria rigira il suo bicchiere colmo del colore preferito e dopo una diffidenza iniziale quando la musica copre le vergogne parlate e ascoltate, allora comincia l’orgiaaaaaa.
Un unico brusio, parla l’alcool: nel buio, agli angoli della pista, dentro i cessi, al bancone, sulle scale, sotto le casse, sui divani, fuori, in piedi, dentro, vicino al dj al barista al proprietario al dottore. Solo il distillato che circola nelle vene usa la corretta sintassi. La frase che esce dalla tua bocca non la governi, è opera di un alito gassoso e spiritoso che ti smuove i muscoli della mascella.
Si solo in quelle condizioni si possono dire certe frasi solo a quel punto puoi arrabbiarti da

SPACCARE LA FACCIA AL TUO MIGLIOR AMICO!!!

Questo ho visto al matrimonio, questo e molto altro. Molto altro e moooooooooolto più bello.
Ho visto gli ultimi veri amici ancora giovani, forti, VIVI!!!
Il raduno delle persone semplici. Seduto su quella sedia ho visto uomini e donne senza paura anche senza coraggio ma senza la paura di non avere coraggio. Persone deboli ma fortissime fisicamente. Uomini che arrossiscono a parlare in pubblico ma sanno gridare. Amici paurosi e paurosamente belli. Belli da fare schifo. Belli come al cinema, bellezze d’altri tempi, bellezze sprecate chiuse in un tubo. Bellezze rovinate da giornate di lavoro indefesso. Unica possibilità di salvezza
IL LAVORO, LAVORARE!!!
Goccioline fresche mi colano tra le dita dal bicchiere di gin tonic ghiacciato che ho in mano. Amici meravigliosi e maledetti vorrei congelarvi così, QUI, in questo momento perfetto.
Vorrei partire lontano, non rivedervi mai più, non voglio nemmeno sapere se qualcuno di voi muore.
Mi tengo questa foto, che surgela l’attimo, concretamente belli.

***

 

 

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...