Il tempo dei poeti

tutti-questi-ossicini-nel-piattoChristian Tito

 

Da “Dell’essere umani”
Manni 2005

 

Nevrotica

Adesso tienila questa nevrosi
se non riesco più a guardarti in [faccia
senza pensare ad un cadavere
integrato in questo cimitero
dove riposano solo le menti

i corpi no
mio malgrado sono ancora qua
troppi per contarli tutti
camuffati da vincenti
pericolo costante su indifese menti

adesso io ti lascio questo sguardo
e racchiuso nel suo fondo cogli tu il senso
di un disprezzo che è nei geni
ed è per chi come te
mi fa vergognare di essere
per chi come te
trova che sia inutile
avere dei disegni nella testa da difendere
perché le linee sono astratte
e non son dritte come da copione

adesso sentilo nel sangue
questo mio sguardo
perché il sangue
impara
passa anche nel cervello
e ne avrai di spaccatesta
quando realizzerai
che sei morto prima di morire
e dentro quella cassa ci sarà solo posto per le tue attenzioni
rivolte sempre a futili dettagli
caduchi come canzoni lunghe solo un’estate
e sepolti dal denaro
per compiaciute pance sazie.

 

Il tempo dei poeti

Arriverà il tempo
poi
in cui i poeti
finiranno su quei libri di scuola
che non hanno aperto mai
così distratti dalla vita
così intenti ad aprirsi alla vita

il tempo
poi
in cui daranno nomi a piazze e strade
le stesse piazze e strade in cui li si scansava
come cani randagi
con indosso la rogna

il tempo
poi
in cui si chiederà di loro
per capire un’epoca
la storia
l’ottusità degli uomini
la sempre presente grazia divina

il tempo
poi
in cui sarà troppo tardi
per chiedere scusa.

Passano sempre molte generazioni
prima che si comprendano le ragioni dei poeti

e si capisca che i poeti
hanno dedicato la loro vita a servire l’uomo

lo stesso uomo che in vita
gli ha sputato addosso

 

*

 

Da “Tutti questi ossicini nel piatto
Zona 2010

 

Il numero mille

Svegliato anche stanotte da molte parole
prendere Tavor, En, Rivotril
il consiglio di novecentonovantanove dottori
mi fermo al numero mille
che non li consiglia

mio padre è morto a sessantuno anni
“grazie all’insonnia”
mi ha detto ridendo anche in punto di morte
“li ho fottuti tutti:
ho campato cent’anni!”
e poi è morto vivo
cosa piuttosto rara
e rideva anche da morto

spegnere con potenti sonniferi
ogni stralcio di vitalità
soffocare sul nascere ogni domanda scomoda
del corvaccio di dentro
spenti in pace orrenda
accomodàti in orribile cimitero vivente

aprirò una farmacia ( qualcuno mi presti tre milioni )
per gonfiare le mie tasche
con le vostre stronzate

però portate la ricetta.

 

Io vorrei

Costretto a cercare la bellezza
nei più oscuri anfratti
ringraziare di essere vivo
uomo in vita a caccia di tutti i segreti nascosti
il più bello dei giochi è scovarli tutti
e perderli un passo dopo

io vorrei farvi ascoltare la voce del gatto
farvi vedere le cose di questo mondo
mettervi in casa un ospite inatteso
vorrei dirvi della mia amica Angela
angelo volato via
del mio fratello gay
che quando mi ha detto di esserlo
era più rosso del fuoco
“tranquillo amico mio:
tu sei gay
e io sono poeta
certe cose in certi ambienti è meglio tacerle
e di certo
tra le due
la più scandalosa è la poesia.”

 

Precipito

In scrittura rapida
ripida
spietata
a precipizio rotolare
nell’umida gioia
di gioie ai più sconosciute

un pollo arrosto mangiato in tua compagnia
mi ricorda che non dio
né Dio
né nessun santissimo nome
si nasconde tra tutti questi ossicini nel piatto
e neanche in quelli fuori dai piatti
ma una Cosa informe che dà forma a tutte le cose
e nel plasmare perenne
di certo tiene in poco conto tutta la cattiveria nostra
e anche la presunta a Lei attribuita

 

Istantanea

Tra la tangenziale e l’inferno
in un cubo grigio a molte stelle
l’opportuna sede del meeting sul mercato

ed ecco il mercato in forma di torta
e attorno alla torta molti coltelli
e le figure coi coltelli pronte a scannarsi

un uomo scorre febbrile le diapositive
e febbrilmente cita uno scrittore che scrisse
“non importa se tu non ti interessi della guerra
perché è la guerra che si interessa di te”

un poeta travestito da loro dipendente scrive:
“ non importa se voi non leggete le poesie
perché sarà la poesia a leggervi tutti.”

 

FARMACIA 78
(o 43 parte seconda)

Il farmartista non può essere fermo
un movimento continuo
rimbalzato tra i quartieri di Milano
versi scritti proprio in questo istante
e a questo rigo l’istante è già diverso
e passo le mie ultime quattro ore nella 43
perché la prossima è la 78
queste ultime ore di turno a saracinesca chiusa
ma siamo aperti c’è il cartello suonare
vorrei salutare un po’ di clienti
ma niente Corradi
niente vecchietti maleodoranti
niente di niente forse è la neve che cade
e tutti tiene a casa tranne i drogati in cerca di neve

ed eccomi
io da una parte
il drogato dall’altra
e a dividerci solo un po’ di fortuna
ed è come la loro la neve di Milano
bianca ma una volta sciolta mostra la sua anima nera
come dice Luigi

Luigi ha proprio la faccia e il corpo della sua poesia
la gioia e l’angoscia
donazione totale per la speranza del mondo
la speranza mia almeno
e chi sono tutti questi poeti? Che dicono?
Perché è da tre ore che giro nel web e quanti nomi
e quante parole nella poesia nostra!
Meno male che io non ci sono
felicemente inesistente tra di voi
e se anche i miei lettori sono inesistenti io vi giuro che
[esisto
e se sono io a leggervi viene voglia anche a me di
[drogarmi
e se continuo a scrivere poesie mentre vengo pagato
[per darvi medicine e consigli?
E se per caso esistesse un lettore capo infiltrato?
E se poi mi licenziasse perché non produco soldi ma poesie?
Quando esco mi rotolo nella neve.

 

Relatività del peso

Resta
solo carta
la pietra
se indietro
non è stata pietra
per il poeta

 

*

 

Poesia tratta dal volume IV
del Premio Poeti e Scrittori in Lombardia 2012

 

Ai nuovi nati

Meglio saperla
tutta la forza,
tutta la fragilità
se vuoi che si plasmi in forma d’uomo il tuo viso.

Allora nella notte non perderti d’animo
nel chiarore resta sempre vigile.

C’è un fuoco da portare,
da passarci di mano,
da restituire alla terra.

 

*

 

Inedita senza titolo ( 2013 )

Così chiedo agli avi i futuri codici
per attraversarla senza perdere niente questa nostra vita
per mettere in mio figlio e in tutti i figli
una traccia di senso possibile, un amore , una passione
per non perdermi pur perdendo continuamente
poichè la vittoria appare chiara e vacua in questo mondo
e a noi piace la piena ombra

poesia come massimo grado della sconfitta
poesia come massima distanza dalla resa

camminare a piccoli passi ma camminare
dire poche parole rubate al silenzio ma dirle

perché noi crediamo nella parola
e forse più in quella data
prima ancora che scritta

 

I lavoratori vanno ascoltati

 

***

 

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16 pensieri su “Il tempo dei poeti”

  1. E’ un’onore tra i più grandi per me essere presente in questo blog. Ringrazio di cuore Francesco Marotta a cui auguro ogni bene. Grazie anche a Massimiliano e Nino che mi hanno invitato a vincere la mia pigrizia e soprattutto la mia insicurezza. E grazie ad Antonio, Cristiana, alla redazione di Estro-Verso e chiunque passerà per leggere queste poesie.
    Christian

  2. Christian Tito è un poeta che si lascia abitare.
    Leggere tra le sue pagine il vivere e il morire quotidiano. La sua lotta verso l’umano e la bellezza sa di quella autenticità che troppo spesso non troviamo più nella poesia cosiddetta blasonata e “seriale”. Una ventata di freschezza. Grazie.

    1. Grazie caro Nino per le tue per le tue parole semplici e chiare il cui chiaro senso mi inorgoglisce profondamente.
      A presto
      Christian

  3. Mi soffermo su alcune illuminazioni, da rileggere, a mio avviso

    da:Il tempo dei poeti, la mia preferita

    *Passano sempre molte generazioni
    prima che si comprendano le ragioni dei poeti*

    da: I nuovi nati

    *Meglio saperla
    tutta la forza,
    tutta la fragilità
    se vuoi che si plasmi in forma d’uomo il tuo viso.*

    (e quella fiaccola, dedicata ai nuovi nati, da passarci di mano e tenere sempre alta …)

    complimenti!

  4. non so mai commentare a dovere, sono così lontana dal sapere, ma leggendoti mi viene voglia di dirtelo quanto mi riempiano le tue poesie, mi si chiude la gola come quando mi emoziono tanto e mi sembra persino di essere felice di essere al mondo. Grazie Tito ;-)

    1. Cara Marilena, , abbiamo il dovere per lo meno di tentare di essere felici al mondo pur non potendo non ascoltare il dolore del mondo. Grazie a te per le tue toccanti parole e le tue bellissime poesie…
      Christian

  5. Bellissima, viva, autentica la tua poesia Cristian. riscoprirla di nuovo mi ha rigenerato. e poi quel “noi crediamo nella parola” che mi riporta a un mio monologo sulla crisi, sull’essere pota oggi! ti abbraccio.

    1. GRAZIE Roberto, bellissimo ritrovarsi qui. Tra non molto vedrà la luce l’antico progetto sul nostro comune amico e maestro. Resta sintonizzato ;-) Ricambio l’abbraccio.
      Chris

  6. Ma che bel desiderio Annamaria, mi auguro possa succedere. E grazie tante per quanto mi scrivi. Sono sempre stato affascinato dalla possibilità, per niente scontata, di un’energia veicolata dalle parole o meglio racchiusa in esse. E devo dire che se tu hai avvertito densità e forza d’urto nelle mie ne sono estremamente felice. Un grato saluto. Chris

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