Figure mancanti

Luciano Neri Luciano Neri

 

Sezione I
Prove di orientamento

 

(…)

(lucciole a Edirne)

Si muovono come un miracolo
della natura
a fare luce
sul calvario delle immagini.
Intermittenti.
A ogni dogana.
Di fronte alla polizia di frontiera
affanni, respiri,
giorni di attesa
nella terra di nessuno.
Loro in ricognizione
sui passaparola
instancabili, senza tregua.

 

(…)

(funerale di quartiere)

Vita da navigante.
Poi ritornò di traverso
vento pungente di spalle
gonfiato dal freddo,
orizzontale: fu riconosciuto
per la sua infanzia dorata
ebbe un simulacro bambino
al suo fianco – una voce
spogliata – più nuda
alla luce da cui era venuto.

 

(…)

(l’incisore e il cieco di Urfa)

Nell’angelo malinconico la censura
sul bene più grande – estraneo
al viaggio dopo una settimana di mutismo
quando la bocca è piena d’acqua –
le bende sfilacciate agli arrivi traghettano
figure il massimo di luce sopportabile
a riparo degli occhi, al suo interno.

 

(…)

(I fantasmi di Avanatos)

Il messaggio sulla pietra
intima di rinunciare
ad ogni bene terreno.
Un assediato impenitente
tra gli arbusti delle lacrime
di Chio, il volo attraverso
finestre momento sbarrato
a nessun ritorno (donne
vecchi e bambini). Un luogo
sinistro negando al prossimo
la loro figura, il passante arreso
alla caduta delle immagini.

 

(…)

(giro turistico a Cefalonia)

Sotto l’occupazione italiana
al museo civico dell’isola
i visitatori nella penombra.
Poi l’incensiera li priva
di aria e luce, di infanzia
nella chiesetta bianca.
Figure smagrite
al mormorio della pagina
subito li allontanano
dalla vista dei soldati… – la loro memoria
alla chiusura degli occhi
senza deposito alcuno.

 

(…)

(lettera da Kardàmyli)

Ogni incontro
senza più desiderio di conquista
e quel po’ di pace
a un meritato riposo…
qui si marcia alla larga
dall’acqua nera e tormentata
senza somiglianze
la vista è infaticabile
serve acqua illimpidita
uno specchio
il volto ben posizionato.

 

(…)

(pagina a Jajce)

Arrivano e trovano il terreno bruciato,
l’ufficio del turismo chiuso e nessun affittacamere
che li ospiti. Intanto gli umori cambiano
in quelli delle comparse e si fermano al centro
di un parcheggio deserto. Di sera vagano
come sorveglianti ai rumori del fiume,
nudi e intatti, disincantati verso il fondovalle
e ormai quasi invisibili, senza più contorni.

 

(…)

Meglio non averla incontrata
(di persona)
l’onda propagata
dalla guerra,
la sua immagine assurda
tatuata sul petto dei soldati.
Era un docile animale
l’istinto degli assalitori
alla fine di ogni attacco
o guerriglia o rastrellamento
ma pronto a rianimarsi
con più ferocia.
A volte il corpo stremato
era un tumulto di forme
sotto l’artiglieria: senza riparo.
Intorno case relitto,
la luminosità delle voci
schiava.

 

(…)
(per girare alla larga da A.V.)

Quello che si dice del confine
ostile e sterminato
nei locali notturni di Mosca
e le forme abitate senza coscienza,
le file dell’acqua e del pane
a depistaggio del proletario…
la lingua s’impiglia al reticolato
dei nervi – si incatena la voce
a una sbarra interiore,
a un letto di ottone, sottochiave –
nel privè.

 

(…)

A B.

Preda nel movente dei lupi
nelle tagliole sotto le foglie del bosco
interamente ricoperto di garze…
Bastava che il soldato muovesse
il labiale, facesse un cenno.
Così ti è mancato un soffio
al dirupo degli invisibili (la sorte
appesa a un telefono da campo…):
l’unica strada quella minata
delle campagne, intorno solo l’ignoto,
invalicabile ad ogni incontro.

 

(…)

(primo viaggio di Leonardo)

Sei in ogni bambino, nei parchi con la mamma.
dentro un aneddoto a colori dell’Haggadah,
al Consiglio di Jajce: comunque diretto
a una terra lontana – tra le memorie adulte
un sonno pesantissimo, i passeggeri a fissarlo
alla ricerca di luce nelle loro pagine deserte…
Il labiale degli insonni lo riusciva a guidare,
privati di corpo, inconsolabili.

 

Luciano Neri, Figure mancanti
Massa, Transeuropa Edizioni
“Nuova Poetica”, 2014

 

__________________________
Luciano Neri (1970) vive a Genova, dove lavora come insegnante. Ha pubblicato Dal cuore di Daguerre (Gazebo, 2001), con prefazione di Mariella Bettarini, La spedizione del controtempo (in Nono quaderno italiano di poesia contemporanea, Marcos y Marcos, 2007), a cura di Franco Buffoni e con introduzione al testo di Fabio Pusterla e Lettere nomadi (Puntoacapo, 2010), con postfazione di Tiziano Pacchiarotti.
Suoi testi poetici sono stati pubblicati, in questi anni, sulle principali riviste italiane di poesia. Ha ideato e curato, inoltre, cinque edizioni di “Succursale mare” (spazio periferico permanente), rassegna di approfondimenti culturali e di incontro tra le arti e le forme di scrittura.
__________________________

 

***

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3 pensieri riguardo “Figure mancanti”

  1. una rivelazione
    qualcosa che sconvolge la scrittura

    un nuovo inizio

    faccio mie queste:

    *la vista è infaticabile
    serve acqua illimpidita
    uno specchio
    il volto ben posizionato.*

    la perfezione aiuta
    chi consacra la vita alla bellezza.

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