Quaderni delle Officine (LIV)

Quaderni delle Officine
LIV. Ottobre 2014

quaderno part_ b_n

Gianmarco Pinciroli

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Maestri silenziosi (VIII)
(2004, 2014)

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Maestri silenziosi (VIII)

 

P. Delvaux, Crucifixion, 1951-52 Gianmarco Pinciroli

MAESTRI SILENZIOSI
13 fogli di calendario
(Agosto 2004)

 
 
 

Infermità che sorge ancora, dopo aver ripreso forza,
lungo il cammino, per non raggiunger la sua fine!
[…]
– Si sa che le persone vive, amate, che sono lontane,
sono lontane; che sono morte quelle che sono morte; –

Juan Ramón Jiménez

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Maestri silenziosi (VII)

Alechinsky la jeune fille et la mort Gianmarco Pinciroli

MAESTRI SILENZIOSI
13 fogli di calendario
(Luglio 2004)

 
 

Eterno giorno, che cos’è la morte
quando sui visi radianti si posa
la maschera lucente
del tramonto lentissimo di luglio?

Non c’è memoria più, non c’è speranza
nel transito fatale del tempo

Attilio Bertolucci

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Ognuno incatenato alla sua ora

Mariella Mehr Mariella Mehr

Ancora ti prospera il fogliame intorno
al cuore]
e una fresca presa di sale
impregna il tuo sguardo.

Di me nessuno vuol sapere,
di chi io sia la spezia
e di quale amore la durata.

Spesso canta il lupo nel mio sangue
e allora l’anima mia si apre
in una lingua straniera.

Luce, dico allora, luce di lupo,
dico, e che non venga nessuno
a tagliarmi i capelli.

Mi annido in briciole straniere
e sono a me parola sufficiente.
Effimero, mi dico,
perché presto cesserà ogni annidare,

e scorre via il resto di ogni ora.

E’ uscito in questi giorni nella Collana bianca dell’Einaudi Ognuno incatenato alla sua ora, antologia poetica tratta da alcune raccolte di Mariella Mehr, forte, straziante e alta poetessa zingara di etnia Jenisch, per la traduzione e la cura di Anna Ruchat. La sua è una poesia piena di violenza e dolcezza, drammatica, sghemba, esplosiva, pagata fino all’ultima goccia. Leggetela, amatela.

(Antonio Moresco
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Ipostasi del ritiro (IV)

Hieronymus Bosch Antonio Scavone

Reading

     Ehilà, il tavolo dei relatori è bello pieno! – Sì, hanno fatto le cose in grande – Ci sono tutti, tutti poeti – Infatti. C’è Francesco Marotta, Manuel Cohen, Enzo Campi, Natàlia Castaldi, Leopoldo Attolico, Maurizio Manzo – E chi è il poeta che presentano? – Ramingo Pellegrino – …Ramingo Pellegrino?! Che razza di nome è? – Così si chiama – E da dove viene? – Dai confini della società odierna – E che vuol dire? – Non lo so, c’è scritto così nella brochure – Va bene, ma che ha fatto, che ha scritto? – Ha esordito come narratore e questa è la sua prima silloge di poesia – La prima silloge… ma tu lo conosci? – No, non l’ho mai incontrato – Ne hai sentito parlare, almeno? – Neppure – Mario, mi dici perché siamo venuti a quest’incontro con… come si chiama? – Ramingo Pellegrino – Ma è un nome d’arte? – Non credo, penso che Ramingo debba essere il nome – E cosa ha pubblicato come narratore? – Un work in progress – Cioè un inedito? – Sì, più o meno – Continua a leggere Ipostasi del ritiro (IV)

Note di lettura (X) – Francesco Marotta

Francesco Marotta, Impronte sull'acqua Antonio Scavone

Poesia della luce

     Gli addetti ai lavori letterari (critici, poeti, scrittori) sono di solito più autentici quando si trovano in situazioni informali (incontri privati, dopo-cena amicali, dibattiti casuali): non fanno mostra di sé per eloquio o spocchia e se lo fanno è per una terapeutica auto-ironia e non indulgono a citazioni dotte perché le ritengono non pertinenti, anzi fuorvianti. Che significa questo understatement? Che senso ha questa sincerità spartana e sotto traccia? Niente di più naturale: dicono e si dicono le verità, al di là di modi di dire, di riferimenti libreschi, di capisaldi critici.
     Sappiamo tutti (letterati di genere vario) che la poesia è, per esempio, un codice non facilmente accessibile e che, in fondo, tale deve restare. Anche il verso che sembra il più semplice e colloquiale nasconde una difficoltà di interpretazione – se non un’insidia – che richiede, a sua volta, una captazione del senso non immediatamente fruibile. Dovremmo chiederci allora perché i poeti siano così difficili da intendere e perché si ostinino a costruire significati via via più ardui da intendere. La risposta la forniscono i poeti sia pur lasciandola oscura alla nostra capacità o abilità di cogliere le intenzioni e il pregio di un’opera poetica.
     Questa risposta è geneticamente costitutiva del poeta stesso, è la sua linfa e il suo destino, la sua indagine e la sua scoperta: è il perché dell’atto poetico in sé, la sua esigenza e la sua motivazione. Gli scrittori scriveranno racconti e romanzi strada facendo e ne riscopriranno stile e struttura nella stesura dei loro testi, i poeti scriveranno poesie per rispondere alla domanda primordiale e selettiva del loro poetare: scrivo poesie perché so che, facendolo, esprimerò qualcosa che di per sé è inesprimibile. Più che criptica o ermetica, la poesia diventa essenziale alla vita del poeta, anche quando viene concepita sincreticamente al di là della vita e talvolta, addirittura, pur non essendo vita. Continua a leggere Note di lettura (X) – Francesco Marotta

Ipostasi del ritiro (III)

Viareggio Carnival 2014 Antonio Scavone

Grillesque

     Il grillesque è uno spettacolo di artifici varii: è generalmente parlato, urlato e gesticolato; è fatto di invettive (“vaffa” la più idiomatica), di turpiloquio per stupire, di minacce per spaventare, supportato da cartelli e tweet, improntato ad una dizione e una pronunzia talvolta burina/coatta/tamarra (“gnente, gnente”), regolamentato dai I like della rete  (una sorta di “Consiglio della Rivoluzione” per eccitare un terrore mediatico).
    Lo spettacolo grillesque si presenta come un teatro-evento, un happening di massa e alla buona dove la massa fa da supporter alle persone che si agitano sul palco come gli ultrà allo stadio, all’occorrenza si materializza una ola per fare l’Italia “più bella e più grande che pria”. Ma lo spettacolo non viene rappresentato solo dagli agit-prop che recitano sul palco condanne ed esecrazioni: anche il pubblico – non più bue o pecora – partecipa con fervore e rancore alle accuse da lanciare o ai risentimenti da far scoppiare. Continua a leggere Ipostasi del ritiro (III)

Partizioni

Elio Copetti Maurizio Manzo

Partizioni
(inedito, 2014)

TENSIOATTIVO

Ciò che slitta vorresti
afferrarlo con la stessa bellezza
con cui l’osservi andare via
una scalata
che sposta il cuore fissa la
luce che perde squame
assottiglia il destino –
il giorno parli poco lasci
i dialoghi ai sogni coi volti
che brillano e perdono odore e
stupore poi ti fermi
più volte guardi
il carrello della spesa
che ti trascina
e lo riempi di brillantante.

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