Calibano

W. Hogart, Caliban, from The Tempest of William Shakespeare Antonio Scavone

Calibano

      L’attuale web-editor della Dimora, alter ego di Francesco Marotta, ha scelto un nick-name di effetto, uno di quei nomi che restano nella memoria e ritornano in mente quando non sai perché e a cosa o a chi vogliono alludere. Questo nome è quello famoso di un personaggio de “La Tempesta”, che Shakespeare scrisse nel 1611: è il nome di uno schiavo selvaggio e deforme, è il nome di Calibano. Figlio della strega Sicorace, Calibano è rozzo, incolto, lentigginoso, credulone. Il ruolo che svolge nella commedia è quasi ininfluente: non risolve conflitti ma semmai li tenta, non pregiudica la storia anche se si illude di modificarla e infine accetta brontolando la sua condizione di schiavo perché, per il suo singolare modo d’essere, non può fare altro. E allora a che serve nell’economia della commedia?
     Serve a se stesso, alla completezza inafferrabile del suo personaggio, di un personaggio che fa da contrappunto – con la sua sincera rozzezza o con la sua sciocca presunzione – alle trame del mago Prospero che si è insediato nella sua isola esautorandolo, riducendolo in schiavitù, sbeffeggiandolo come un disabile, un inetto, un mostro ripugnante. Ma è davvero ripugnante il cencioso Calibano? Continua a leggere Calibano

I barbari

Vauro-Vincino

Antonio Scavone

I barbari

     Rileggendo la celebre poesia di Costantino Kavafis sull’attesa di una sinistra invasione dobbiamo riconoscere che i barbari a più riprese, vichianamente, arrivano e che, anzi, da noi erano già arrivati da almeno vent’anni ma che avevamo fatto in modo, con sciagurata supponenza, di tenerli lontani dai centri di potere semplicemente ignorandoli, considerandoli lestofanti tollerabili perché esigui di numero e di prospettive. Non è stato così: in realtà li avevamo sottovalutati e li abbiamo in seguito obliquamente cooptati al nostro sistema sociale e politico, lasciando che ne diventassero protagonisti.  Negli ultimi vent’anni, con bandiere diverse ma con un’unica determinazione, ce li siamo ritrovati nelle fabbriche, negli uffici, nelle scuole, nei bar, nelle case, nelle tivvù. Come chiamarli questi barbari? Affaristi, galoppini, portaborse, persuasori, mediatori, amministratori? Continua a leggere I barbari

Volcan gauche

Piton de la Fournaise, Isola della Réunion

Yves Bergeret
Thomas Cantens

Volcan gauche

 

Poèmes-peintures de l’ïle de La Réunion décembre 2013.
Yves Bergeret, peintures et aphorismes à l’encre de Chine.
Thomas Cantens, poèmes sur papier Japon.

Poemi-pitture dell’isola di La Réunion, dicembre 2013.
Yves Bergeret, pitture e aforismi con inchiostro di China.
Thomas Cantens, poemi su carta Giappone.

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