I barbari

Vauro-Vincino

Antonio Scavone

I barbari

     Rileggendo la celebre poesia di Costantino Kavafis sull’attesa di una sinistra invasione dobbiamo riconoscere che i barbari a più riprese, vichianamente, arrivano e che, anzi, da noi erano già arrivati da almeno vent’anni ma che avevamo fatto in modo, con sciagurata supponenza, di tenerli lontani dai centri di potere semplicemente ignorandoli, considerandoli lestofanti tollerabili perché esigui di numero e di prospettive. Non è stato così: in realtà li avevamo sottovalutati e li abbiamo in seguito obliquamente cooptati al nostro sistema sociale e politico, lasciando che ne diventassero protagonisti.  Negli ultimi vent’anni, con bandiere diverse ma con un’unica determinazione, ce li siamo ritrovati nelle fabbriche, negli uffici, nelle scuole, nei bar, nelle case, nelle tivvù. Come chiamarli questi barbari? Affaristi, galoppini, portaborse, persuasori, mediatori, amministratori? Continua a leggere I barbari