Charlie Hebdo: da Parigi a Kobane

attentatori a parigi […] Non sfugga a nessuno che è il sistema democratico a essere sotto attacco in Europa, stretto in una morsa della quale i terroristi di presunta matrice islamista che hanno agito a Parigi sono solo la faccia più visibile e odiosa della tenaglia. Non sfugga a nessuno la piena funzionalità del nemico islamico a un disegno autoritario che, di fronte all’insostenibilità del modello economico neoliberale – la crisi del quale dalle periferie del mondo è giunta dal 2008 in avanti nei paesi centrali – pretende di tagliare libertà e diritti sulla base di un’emergenzialità e di un’islamofobia che abbiamo già conosciuto dall’11 settembre 2001 in avanti. Il terrorismo, come il disagio causato nelle periferie urbane dalla sommatoria tra crisi e frizione tra nuovi e vecchi proletariati e immigrazione, sono la foglia di fico che le classi dirigenti usano per sviare l’interesse dal sistematico taglio di diritti e di servizi sociali indispensabili per una piena integrazione e per il progresso dei migranti. Ai diritti e all’integrazione non c’è alternativa, come non c’è cedimento possibile all’odio xenofobo che si alza in queste ore. Se l’integrazione costa ma è indispensabile, non c’è alternativa a farla pagare a chi può: a quelle classi dirigenti che quella crisi hanno creato, che quei diritti vogliono smantellare e soffiano sul fuoco del nemico esterno per sviare l’obiettivo dalle loro responsabilità. Sostengono invece che non ci sia alternativa a ridurre o negare sanità, educazione, redditi di cittadinanza, costati quasi due secoli di lotte al movimento operaio e che stanno evaporando in pochi anni, e inducono col martellamento dei media che controllano a demonizzare gli immigrati, in particolare quelli musulmani, additandoli come un nemico esterno. […]

[Gennaro CarotenutoLeggi l’intero articolo qui…]

5 pensieri riguardo “Charlie Hebdo: da Parigi a Kobane”

  1. Un articolo molto interessante del quale condivido tutto. Mi pare che in realtá nessuna nazione europea si prodighi per l’integrazione dei popoli, anzi.
    Proprio in Francia dove la presenza d immigrati é notevole non si é riusciti a integrarli con la popolazione locale. Anche i nuovi nati sono cresciuti come emerginati. E di certo non basta dar loro casa e lavoro se le persone le tengono a distanza. Di certo ci sono responsabilitá politiche che con il tempo hanno ignorato la situazione; a volte per interesse elettorale; altre per superficialità.

  2. Mettere insieme la miopia dei paesi dell’UE tutti tesi agli zero virgola dei bilanci, tra l’altro molti di questi ex paesi coloniali, e certo fanatismo islamico da incendiari della bilbioteca d’Alessandria, è come cercare di spegnere il fuoco gettando sopra benzina. Due secoli di diritti strappati con i denti? Vecchiume da conservatori! (by berlusconi e il suo formaggione renzi)

  3. Massimo Fini qualche mese fa ci aveva avvertiti: li stiamo/state bombardando da 10/15 anni a casa loro e non pensate che vi porteranno una qualche forma di “guerra” dentro casa vostra?
    E Oliviero Toscani: TUTTE le religioni hanno un nocciolo di estremismo che vuole proseliti o ammazza quelli che non conquista (l’abbiamo fatto noi “cristiani” a gogo). E Anche Cacciari nell’intervista del 9 su Repubblica ha ragione (agendo come agiamo noi li spingiamo alla “guerra santa”).
    Io voglio aggiungere: perché non scendono in piazza IN MASSA i musulmani francesi ed europei non fanatici? E poi anche: ma i media ce ne darebbero conto col dovuto rilievo? Perché sono i media quelli che non favoriscono l’incontro delle civiltà.
    sercord

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