Scrivo

Arno Rafael Minkkinen

Jolanda Catalano

Scrivo.
Non altro
in questa penuria di giorni
di notti cadenti
come fuochi sul mare.
Scrivo.
Ricordo il sapore dell’alba
quando il giorno era giorno
e il sole al tramonto
incideva nel cielo
raggi di future promesse
che imprigionavano il cuore
e palpiti disordinati
chiamavano a vita.
Scrivo.
Solo questo,
dannatamente imbrigliata
alla parola che torna
dal limbo umiliante
di pensieri confusi.
Scrivo.
Non altro
che questo andare dentro me stessa
perché la morte, un giorno,
mi colga
col pugno serrato sulla penna
per un ultimo vergine foglio.

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