La Biblioteca di RebStein (LVI)

La Biblioteca di RebStein
LVI. Marzo 2015

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Giuseppe Zuccarino

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Grafemi (2007, 2015)
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Grafemi (II)

Tàpies, Autoritratto, 1950 Giuseppe Zuccarino

“Il frammento sembra tessere i propri fili con l’intento di imbozzolarsi in essi, «quasi animal di sua seta fasciato». Tuttavia l’impressione è erronea, perché molti di questi fili non chiudono né coprono, bensì restano interrotti, penzolano nel vuoto.”

“A chi facesse notare che i frammenti, a differenza degli aforismi, tendono a cadere nella ripetizione, talora estenuante, degli stessi concetti, senza neppure approdare a delle certezze, si dovrebbe dar ragione, ma nel contempo torto. Egli infatti mostrerebbe di ignorare che l’uno e l’altro aspetto sono caratteristici di questa forma di scrittura. Come rileva Blanchot, «ogni parola di frammento, ogni riflessione frammentaria esigono ciò: una reiterazione e una pluralità infinite».”

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