Journal barbare

Massiccio del Vercors

Claude Guitton

Et les hommes vont dans la montagne
comme ils marchent dans la vie.
Humiliés par l’immensité.
Grandis par son écoute.

E gli uomini vanno in montagna
come camminano nella vita.
Umiliati dall’immensità.
Nobilitati dal suo ascolto.

Mohamed Mbougar Sarr

Journal barbare / Diario barbaro

I

Je suis le vent barbare qui disperse les esprits

dont la violence recompose les libertés.

I

Io sono il vento selvaggio che disperde gli spiriti

e il cui impeto ricompone le libertà.

II

Je ne cesse de souffler depuis des lustres

des steppes à la mer

traversant les cols gelés des Alpes.

Qui suit mon mouvement

récolte de la pérenne liberté l’amour.

Qui tente de s’installer face à moi

voit déferler l’histoire.

II

Da tempi immemori non smetto di soffiare

dalle steppe al mare

traversando i gelidi colli delle Alpi.

Chi segue il mio movimento

raccoglie l’amore di una perenne libertà.

Chi tenta di contrapporsi a me

vede la storia andare in frantumi.

III

Qui fanfaronne et prend hautaine mesure de la nature,

qui falsifie ma beauté

construisant des cages d’or pour y entendre mon chant

reste gueux…

 là où le plus humble cultivateur

qui se courbe dans mon sillon est un Roi

qui recueillera mon pollen et  le nectar de mes pluies.

III

Chi si vanta del suo fare altero nei confronti della natura,

chi falsifica la mia bellezza

costruendo gabbie d’oro per costringervi il mio canto

rimane un miserabile…

mentre il più umile contadino

che si curva sul mio solco è un Re

che raccoglierà il mio polline e il nettare delle mie piogge.

IV

Impérial, j’impose mon sceau dans vos cœurs,

gonfle la toile et emporte vos paroles

y apposant les couleurs nouvelles

d’un printemps.

IV

Con gesto imperioso, imprimo il mio sigilllo nei vostri cuori,

rigonfio la tela e porto via le vostre parole

apponendovi i colori rinati

di una primavera

V

Je suis dynastie envahissante et insaisissable.

Mon Or, paillettes, jeté dans les sillons

de vos paysages parsème la carte de vos esprits.

Mes trésors je les distribue au ponant, au levant

à tous les indigents

et les nomme

pollens.

V

Io sono di stirpe pervasiva e inafferrabile.

Il mio Oro, a pagliuzze, disseminato nel solco

dei vostri paesaggi, fa brillare la carta dei vostri spiriti.

I miei tesori li partecipo da ponente a levante

a tutti gli indigenti

e li chiamo

pollini.

VI

Seul le reclus s’aveugle dans son palais de pacotille et s’illusionne.

S’il ne me connait, il ne connait non plus l’homme

que de mon souffle j’ai créé.

Alors desséché par la solitude

il tournera sa face grise à l’hideuse face de «Sa» terre.

I

Solo chi è recluso nel suo mondo di paccottiglia diventa cieco e vive di illusioni.

Se non mi conosce, non conosce nemmeno l’uomo

che col mio respiro ho creato.

Allora inaridito dalla solitudine

rivolgerà i suoi occhi desolati all’orribile volto della  «Sua» terra.

__________________________
Ciclo di poesie scritte il 29 maggio 2015 da Claude Guitton, di ritorno verso gli altipiani del Vercors, dove vive, dopo aver incontrato a Die e Sainte-Croix il poeta francese Yves Bergeret e lo scrittore senegalese Mohamed Mbougar Sarr. I testi sono ispirati dalla lettura dei quadrittici franco-cinesi e franco-senegalesi creati qualche giorno prima dai due autori citati e dai poeti cinesi Zhang Bo e Han Liang.

Traduzione di Francesco Marotta.
__________________________

1 commento su “Journal barbare”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.