prima del diluvio, 4

Immagine di Michele Guyot Bourg

 

 

Antonio D’Agostino

      Perdemmo lo sguardo nel campo
      l’iride si fece betulla filo d’erba argilla
      restammo a sciupare tutta la forza
      la giovinezza il vino la rabbia volatile
      sempre a cercare ruderi sentieri patrie
      nel pozzo di stelle dormienti foglie e rami
      contorti pensieri legni ornamenti vani

      quel tempo non vuole ricordi
      nella sagoma si consuma un cero
      giochiamo a campana ad indovinelli
      ma tutto vuole tacere
      nel torace le arterie costole
      si addensano le insane questioni
      le smarrite apparizioni senza voce
      prima di rovistarle dimenticarle

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prima del diluvio, 3

Immagine di Michele Guyot Bourg

 

 

Domenico Brancale

(Per diverse ragioni)

Ricordamelo tu. A Parigi cercammo una tomba.
Nel cimitero Père-Lachaise cercammo una data.
Eravamo il segreto di un fiore.
Lo proteggemmo fino al suo nome maledetto.
Ci fummo. Non era solo. Tu, io, non ancora.
Era la morte che lo strinse due volte.
La finestra quella notte rimase spalancata.
Una donna spiccò il volo. Un’ala raggiunse la terra.
Come il relitto sulla spiaggia dei sogni.
Gridò due volte. Senza aprire bocca.
Gridò per te, per la creatura.
Un uomo raccolse il dolore.
Un uomo lo versò nel nostro silenzio.

Dimentica.

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prima del diluvio, 2

Immagine di Michele Guyot Bourg

 

 

Mario Benedetti

Che cos’è la solitudine

Ho portato con me delle vecchie cose per guardare gli alberi:
un inverno, le poche foglie sui rami, una panchina vuota.

Ho freddo, ma come se non fossi io.

Ho portato un libro, mi dico di essermi pensato in un libro
come un uomo con un libro, ingenuamente.
Pareva un giorno lontano oggi, pensoso.
Mi pareva che tutti avessero visto il parco nei quadri,
il Natale nei racconti,
le stampe su questo parco come un suo spessore.

Che cos’è la solitudine.

La donna ha disteso la coperta sul pavimento per non sporcare,
si è distesa prendendo le forbici per colpirsi nel petto,
un martello perché non ne aveva la forza, un’oscenità grande.

L’ho letto su un foglio di giornale.
Scusatemi tutti.

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