Totem

Ghenzovich, Totem

Fabia Ghenzovich

“La brevità dei testi sembra il centro di un canto che si snoda come il corpo del serpente, di fatto emblema di vita e di legame tra questa e l’altra, vita anch’essa oltre la morte, sostanza profonda della Loba, come se in fondo al movimento imposto da questo farneticante mondo, ci fossero impronte fresche che si conoscono e ci additano, quelle che sono certamente le pericolose calate, le rocce aguzze e i crepacci da cui diventa difficile uscire soli.” […]

(Fernanda Ferraresso, da qui)

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Before the flood, 4

Immagine di Michele Guyot Bourg

 

 

Zbigniew Herbert

      (A Marco Aurelio)

      Buonanotte Marco spegni il lume
      e chiudi il libro Già alto si leva
      l’argenteo allarme delle stelle
      il cielo parla con lingua straniera
      e il barbaro grido del terrore
      che il tuo latino non conosce
      è la paura l’eterna oscura paura
      ora batte sulla fragile terra

      umana E vincerà Odi il rombo
      è la marea Distruggerà i tuoi
      libri l’inarrestabile fiumana
      e del mondo crolleranno i muri
      quanto a noi – tremare al vento e
      di nuovo smuovere ceneri aria
      morder le dita dir parole vane
      trascinarci dietro ombre di morti

      perciò Marco sospendi la tua quiete
      dammi la mano sopra le tenebre
      lascia che essa tremi quando il cieco
      universo picchia sui cinque sensi
      ci tradiranno universo astronomia
      computo di stelle saggezza d’erbe
      e la tua grandezza troppo immensa
      e il pianto mio impotente o Marco

(Traduzione di Pietro Marchesani)

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