Before the flood, 7

Immagine di Michele Guyot Bourg

 

 

Mariella Mehr

      (Notizie dall’esilio)

      Niente,
      nessun luogo.
      C’è ancora rumore
      di sventura nella testa,
      e sulla mappa del cielo
      io non sono presente.

      Mai è stata primavera,
      sussurrano le voci di cenere,
      sulla bilancia del linguaggio
      sono una parola senza peso
      e trafiggo il tempo
      con occhi armati.

      Futuro?
      Non assolve
      me, nata sghemba.
      Vieni, dice,
      la morte è un ciglio
      sulla palpebra della luce.

(Traduzione di Anna Ruchat)

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Before the flood, 6

Immagine di Michele Guyot Bourg

 

 

Ghérasim Luca

      Grida vane

      Nessuno a cui poter dire
      che non abbiamo niente da dire
      e che il niente che ci diciamo
      continuamente
      ce lo diciamo
      come se non ci dicessimo niente
      come se nessuno ci dicesse
      nemmeno noi stessi
      che non abbiamo niente da dire
      nessuno
      a cui poterlo dire
      nemmeno a noi stessi

      Nessuno a cui poter dire
      che non abbiamo niente da fare
      e che non facciamo nient’altro
      continuamente
      che è un modo per dire
      che non facciamo niente
      un modo di non far niente
      e di dire quel che facciamo

      Nessuno a cui poter dire
      che non facciamo niente
      che non facciamo
      che quel che diciamo
      cioè niente

(Traduzione di Alfredo Riponi)

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Before the flood, 5

Immagine di Michele Guyot Bourg

 

 

Dylan Thomas

      La bonaccia

      Resta immobile, dormi nella bonaccia, o tu che soffri
      Con una piaga in gola, bruciando e rigirandoti.
      Tutta la notte a galla sopra il tacito mare udimmo il suono
      Della ferita avvolta nel lenzuolo salato.

      Sotto la luna oltre un miglio tremavano ascoltando
      Il rombo del mare fluire come sangue dalla piaga sonora,
      E quando il lenzuolo salato proruppe in un uragano di canti]
      Le voci di tutti gli annegati nuotarono nel vento.

      Apri un varco nella lenta, nella lugubre vela,
      Schiudi al vento le porte del vascello vagante
      Perché inizi il mio viaggio verso la fine della mia ferita,
      Intonò il rombo del mare, disse il lenzuolo salato.
      Resta immobile, dormi nella bonaccia, nascondi in gola la bocca,]
      O dovremo obbedire, e cavalcare con te fra gli annegati.

(Traduzione di Ariodante Marianni)

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