Frammenti d’esilio, 3

La mancanza

Gianmarco Pinciroli

Hérésie à découvert!
Tout l’humain sur le pas de la porte,
à fleur de peau.
Le dehors plus intime
Soudain que le dedans.
Jean Flaminien

frammento 3

55. Probabilmente, il peggior “peccato” che un uomo possa commettere è quello di credersi immortale. Di fatto, noi viviamo ogni attimo della nostra vita come se non dovessimo morire mai, come se la morte riguardasse sempre e soltanto gli altri. Sia chiaro, è necessario che sia così, affinché la nostra sopravvivenza sia possibile, nessuno potrebbe lavorare, pensare, scrivere, leggere, amare se la natura non ci avesse fornito una specie di smorzatore capace di ottundere la percezione del fatto che, essendo nati un giorno (quello, e non un altro), ci attende la conferma di un tale enigma in un altro giorno (quello, e non un altro) in cui godremo del bene di non avere più il dovere della memoria rispetto all’intera serie dei giorni che precedono, perché, essendo morti, avremo perso la coscienza di quel sé che s’incarica quotidianamente di ricordarla per poter vivere. Continua a leggere Frammenti d’esilio, 3

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