Scritti Echi

Vassily  Kandisky, Bozzetto per i Quadri di un'esposizione, 1928

Vassily Kandinsky, Bozzetto per i Quadri di un’esposizione, 1928

Marco Furia

 

Scritti Echi

 

Testi tratti da:
Scritti Echi
E-book La Recherche

 

Allegra, subitanea
tinta eco
musicale, espressiva
intensa gioia
di splendida cadenza
melodioso
cromatico riflesso
(da canzone
ormai vinto silenzio)
non più muti
udibili pigmenti
colorate
prosodie non incerte
sparsa luce
pur sonora carezza
repentino
giocondo pentagramma
terso stile
attimo dopo attimo
di rete
dagli acustici intrecci
già diffusa
fulgida meraviglia
non ambiguo
euritmico riverbero
richiamo
sinfonico che parla
e un sogno cela
mostrandolo in istanti
gai, illesi.

 

*

 

Alta, notturna gemma
non opache
mostra acquee cadenze
nei leggiadri
sinfonici bagliori
indenni stili
di cosmico silenzio
sparso lume
argenteo, affascinante
brillio schivo
selenico linguaggio
su marina
buia distesa, insonne
lustro velo
sonnambulo riverbero
sì lieve
limpida meraviglia
già canzone
non acustica scia
tremito muto
nitido, fluido, ritmico
richiamo
di lunare lanterna
melodioso
zitto, liquido arpeggio
che concede
soltanto tacitati
tersi echi
non udibili impronte
di sua voce.

 

*

 

Ambigua, subitanea
impronta d’eco
insondabile, onirica
canzone
fluido sogno di sogno
tenui trame
acustici riverberi
assopite
sagome, tratto ritmico
non chiaro
forse memore oblio
lucerna schiva
solitaria scintilla
già richiuso
sprazzo, fonica, labile
ripresa
saltuario ritornello
suono vago
insolito rimando
né improvviso
né graduale, ma alacre
pur pigra
mutevole sembianza
incerta frase
rabdomantico verbo
squillo mite
sommessa sinfonia
precaria, opaca
caducità enigmatica,
diffusa.

 

*

 

Arreda la carezza
della voce
un effimero spazio
musicale
elegante, dinamico
sonoro
subitaneo riverbero
preciso
eppure incerto ritmo
di richiami
passeggeri ed eterni
fluidi, ignoti
consueti lineamenti
tratti inclini
a restituire al mondo
insonne eco
d’enigmatica impronta
melodioso
acustico coagulo
canzone
aereo pentagramma
generato
dall’intimo silenzio
d’espressiva
zitta, intensa armonia
poi tenue, vaga
cadenza ormai dispersa
che già cela
i suoi vividi stili
e resta muta.

 

*

 

Con l’inchiostro dipinge
già la mano
l’immagine del dire
la sua buia
rilucente cadenza
la sua rima
assidua, subitanea
scritta voce
precisa, tersa, nitida
votata
a non celarsi al mondo:
tra parole
lineamenti insondabili
d’ignoti
taciti, desti canti
cenni schivi
d’un vivido silenzio
musicale
sì fulgido ritegno
passeggero
durevole riverbero
improvviso
coagulo, brillio
di melodiosa
e non pallida gemma
arcobaleno
minimo, lustro, intensa
indenne, chiara
d’accecanti riflessi
lingua muta.

 

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