Creature affascinanti

Picasso, Corrida

 

QUATRE FASCINANTS
(QUATTRO AFFASCINANTI)

 

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Testi tratti da René Char, La paroi et la prairie (1952),
poi in La parole en archipel (1962), ora in Oeuvres Complètes,
1991 (I Ed., 1983), Paris, Gallimard, “Bibliothèque de la Pléiade”,
pagine 353-354.
Traduzioni (e trasduzioni) di Francesco Marotta.
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I
Le Taureau

Il ne fait jamais nuit quand tu meurs,
Cerné de ténèbres qui crient,
Soleil aux deux pointes semblables.

Fauve d’amour, vérité dans l’épée;
Couple qui se poignarde unique parmi tous.

 

        I
        Il Toro

        Non fa mai notte quando muori,
        Circondato di tenebre che gridano,
        Sole dalle due punte somiglianti.

        Bestia d’amore, verità nella spada;
        Coppia che si pugnala unica fra tutte.

 

*

 

II
La Truite

Rives qui croulez en parure
Afin d’emplir tout le miroir,
Gravier où balbutie la barque
Que le courant presse et retrousse,
Herbe, herbe toujours étirée,
Herbe, herbe jamais en répit,
Que devient votre créature
Dans les orages transparents
Où son coeur la précipita?

 

        II
        La Trota

        Rive che franate cariche di ornamenti
        Per colmare l’intero specchio d’acqua,
        Ghiaia sulla quale si affatica la barca
        Che la corrente incalza e risolleva,
        Erba, erba sempre distesa,
        Erba, erba a perdita d’occhio,
        Che ne è della vostra creatura
        Nelle tempeste trasparenti
        Dove il suo cuore la precipitò?

 

*

 

III
Le Serpent

Prince des contresens, fasses que mon amour
En exil analogue à ton bannissement
Echappe au vieux Seigneur que je hais d’avoir pu,
Après l’avoir troublé, en clair le décevoir.

Revanche à tes couleurs, débonnaire serpent,
Sous le couvert du bois et en toute maison.
Par le lien qui unit la lumière à la peur,
Tu fais semblant de fuir, ô serpent marginal!

 

        III
        Il Serpente

        Principe dei controsensi, fa che il mio amore
        In un esilio simile alla tua proscrizione
        Sfugga al vecchio odiato Signore che ha potuto,
        Dopo averlo turbato, ingannarlo apertamente.

        Rivincita ai tuoi colori, bonario serpente,
        Sotto l’ombra del bosco e in ogni casa.
        Per il legame che unisce la luce alla paura,
        Tu fai finta di fuggire, creatura marginale!

 

*

 

IV
L’Alouette

Extrême braise du ciel et première ardeur du jour,
Elle reste sertie dans l’aurore et chante la terre agitée.
Carillon maître de son haleine et libre de sa route.

Fascinante, on la tue en l’émerveillant.

 

        IV
        L’allodola

        Estrema brace del cielo e primo fervore del giorno,
        Incastonata nell’aurora, canta la terra che si risveglia.
        Signora del suo respiro sonoro e libera da ogni sua strada.

        Affascinante, la si uccide solo meravigliandola.

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7 pensieri riguardo “Creature affascinanti”

    1. mister whitebeard ha una caterva di quaderni fitti di traduzioni, proverò a rubargliene qualcuno alla prima occasione, anche se la sua grafia è praticamente illeggibile

      ciao, un abbraccio di molta gioia

      1. Calibano caro, le buone notizie mi si alternano alle brutte con grande velocità e sono nuovamente in un limbo di attese; ma confido nella fine di questo incubo e nelle forze che torneranno. A proposito di quei quaderni di cui mi parli se la salute mi assisterà vorrei progettare con te e il mio caro Francesco un lavoro. Abbracciami tutta la dimora, spero di rifarmi viva presto.

  1. La “Dimora” rimane sempre la dimora delle nostre passioni e del nostro saperci ancora meravigliare: grazie! Prima “Trilce”, adesso quest’immenso Char e poi le traduzioni che verranno di Mister Whitebeard.
    Posso abbracciare anch’io da qui Natàlia e dire grazie a Calibano?

  2. se continuate così mi fate piangere, vi prego
    sono veramente commosso e voglio dirvelo con le uniche due parole di francese che conosco: mersì & bocù

    (quando mario santiago tornerà da queste parti schiatterà d’invidia, a lui non se l’è mai filato nessuno, nemmeno eulalia lo degna di una parola)

  3. Mi unisco a questo coro bellissimo di voci di amici, che abbraccio tutti, con le parole di Char: “Sotto l’armonica autorità di un miracolo a tutti comune, il destino particolare s’adempie fino alla solitudine, fino all’oracolo”. La biblioteca sognata anche dagli autori che oggi non esistono più è quella della Dimora.

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