Scuola di calore

Il più bel libro di poesia che ho letto quest’anno
Massimo Rizzante, Scuola di calore

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13 pensieri riguardo “Scuola di calore”

  1. Che ti venisse in mente, Massimo Rizzante, che le cane “girano su sé molte volte/moltiplicate per il numero di figli/messi al mondo dai cani ubriachi/che le hanno fecondate e non pensano/di ricordare!

  2. @ chris

    Non è giusto, però, lasciarci a bocca asciutta, poteva darci almeno un piccolo saggio delle sue capacità argomentative, magari postando dei versi in un commento. Noi siamo qui per imparare, umilmente, anche perché, purtroppo, non abbiamo avuto la fortuna di incontrare i maestri che lei sicuramente frequenta e può vantare.

    Mi stia bene.

    M.S.

    1. Gentilissimo
      con la iniziale parodia di quattro versi dell’autore ho immaginato di chiarire come quel “calore” fosse appropriato
      squisitamente in senso maschile, il che mi ha fatto sorridere per la scontatezza. E ora non mi dica che il poeta era maschio, ecc… Il calore no, però. Insomma, un’altra poesia miopiamente centrata sul maschile.
      Ora ho argomentato, ma non desidero risposte, grazie.

  3. @ me stesso

    Scrive Massimo Rizzante:

    “È un dato: tutte le civiltà sono nate dal sopruso, dallo sfruttamento, quando non dalla guerra fisica o psicologica che gli uomini hanno fatto alle donne. Quando penso alla Storia, mi viene in mente un mattatoio attorno al quale un gruppo di maschi, sazi del lavoro compiuto, danzano in piena erezione. La donna soccombe, e ogni volta che una donna soccombe alla monolitica virilità dell’uomo è un pezzo di civiltà che se ne va. Non è una sconfitta della donna, ma dell’uomo che non è riuscito a far propria la sua parte di femminilità, cioè dell’uomo che non è riuscito ad accogliere la fragilità come valore e che perciò continuerà a mutilare e a rendere inferma la donna, oltre che se stesso. Ora, questa fragilità per me è il valore supremo, è l’essenza della femminilità e l’essenza di una civiltà. Finché sarà maltrattata non ci sarà una vera civiltà.”

    Come ho fatto a non accorgermi del maschilismo di questo autore mentre leggevo e rileggevo il libro, proprio non lo so, non riesco a spiegarmelo. Devo essere veramente cieco…

    M.S.

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