Cinq doigts / Cinque dita

Aidone, Castello di Pietratagliata

Yves Bergeret
Mohamed Mbougar Sarr

Cinq doigts
(à Aidone, en Sicile, décembre 2015)

 

Quatre diptyques horizontaux A3 sur papier Aquacal tchèque de 250 g, à Aidone, au centre de la Sicile, du 14 au 17 décembre 2015: poèmes de Mohamed Mbougar Sarr & Yves Bergeret, couleurs et collages de ce dernier.

Quattro dittici orizzontali di formato A3 su carta Aquacal cèca di 250 gr., realizzati a Aidone, nel centro della Sicilia, dal 14 al 17 dicembre 2015: poemi di Mohamed Mbougar Sarr & Yves Bergeret, colori e collage di quest’ultimo.

 

Cinque dita
(a Aidone, in Sicilia, dicembre 2015)

 

Tratto da Carnet de la langue-espace.
Traduzione e trasduzione di Francesco Marotta.

 

1.
Yves Bergeret, Cinq doigts, 1

 

La vie n’est pas un carrelage, dit-elle,
ni la carapace d’une tortue morte sur une plage.
Mais voilà, même cette tortue, elle l’ébrouerait.
Et la tortue s’en irait vers moins de nuit.
La vie n’est pas un carrelage froid, insiste-t-elle.
La vie, remarque-t-elle, a beaucoup de fenêtres
et quatre portes: les ouvrir.
L’art des courants est sa joie, l’élève.
Avec elle le courant de l’air est chaud, la maison bouge
très lentement, fermant ses yeux, remerciant.

 

      La vita non è un rivestimento, dice lei,
      né la corazza di una tartaruga morta su una spiaggia.
      Che, se potesse, se ne libererebbe.
      E se ne andrebbe dove c’è meno notte.
      La vita non è un fredda copertura, insiste.
      La vita, sottolinea, ha tante finestre
      e quattro porte: da aprire.
      L’arte delle correnti è la sua gioia, la eleva.
      Con lei l’aria è calda, la casa respira
      molto lentamente, chiude i suoi occhi, ringrazia.

 

*

 

Au cœur du tourbillon des Hommes,
le cœur ouvert d’une Femme.
Elle trouve dans la montagne
l’oreille du monde,
écoute sans violence la violence des grands Hommes
Elle transmet ce qu’elle a reçu.
Et la beauté l’élit.

 

      In mezzo alle passioni sfrenate degli Uomini,
      il cuore ospitale di una Donna.
      Che trova nella montagna
      l’orecchio del mondo
      e ascolta con serenità la violenza dei Grandi.
      Poi partecipa tutto quello che ha accolto.
      E la bellezza ne fa segno di elezione.

 

2.
Yves Bergeret, Cinq doigts, 2

 

Quelques personnes ne savent que dilacérer
et tomber à la renverse avec cris.
D’autres, après de très grandes épreuves,
confluent puis, toujours debout, repartent:
la jeune parole les lie, coulant claire
sur une roche robuste,
claire et diverse parole, une main à cinq doigts.
Sa paume est claire.
Les cours d’eau ne se démembrent jamais.
Ils confluent.

 

      Ci sono uomini che sanno solo dilaniare
      e quando soccombono levano grida.
      Altri, dopo durissime prove,
      s’incontrano, poi, sempre a testa alta, ripartono:
      la giovane parola li unisce, scorrendo chiara
      su una solida roccia,
      parola limpida e diversa, una mano dalle cinque dita.
      Il suo palmo è chiaro.
      I rivoli d’acqua non si disperdono mai.
      Si ricongiungono.

 

*

 

Le sang de la fraternité de case
anime les veines d’une main.
Elle s’avance, vigoureuse.
Se ferme:
Le poing frappe le sol d’où jaillit la source de mon humanité.
S’ouvre:
et je lis dans ses lignes profondes
une épopée à cinq voix.

 

      Il sangue fraterno del villaggio
      anima le vene di una mano.
      Che si avvicina, vigorosa.
      Si chiude:
      il pugno colpisce il suolo da cui scaturisce la sorgente della mia umanità.]
      Si apre:
      e io leggo nelle sue linee profonde
      un’epopea a cinque voci.

 

3.
Yves Bergeret, Cinq doigts, 3

 

Que l’œuvre de parole soit l’île cristalline
où accostent un bon moment
chacun des cinq navigateurs au long cours,
au début de son cours, au noir de son cours,
au clair de son cours, à la fin de son cours,
un bon moment, les coques tirées sur la plage,
certaines phrases tirées sur un sable cristallin.

 

      Che l’opera di parola sia l’isola cristallina
      dove approdano per un breve periodo
      ognuno dei cinque navigatori, l’esperto di viaggi,
      quello alla prima traversata, il clandestino,
      quello in regola, chi ha raggiunto la meta sperata;
      per un breve periodo, gli scafi trainati sulla riva,
      qualche frase impressa su una sabbia cristallina.

 

Che l’opera di parola sia l’isola cristallina
dove approdano per un po’ di tempo
ognuno dei cinque navigatori di lungo corso,
quello molto giovane, quello immerso in neri pensieri,
altri due più aperti e sicuri, un uomo avanti negli anni;
per un po’ di tempo, gli scafi trainati sulla riva,
qualche frase impressa su una sabbia cristallina.

 

Aidone, 1

I cinque navigatori "au long cours".

I cinque navigatori “au long cours”

.

 

*

 

Dans le silence chacun cherche sa parole.
Puis dans l’échange chacun la livre.
A la fin les cinq voix s’asseyent en cercle.
Au centre, brûle le feu qu’alimentent en chœur
leurs souffles.
L’œuvre naît.

 

      Nel silenzio ognuno cerca la sua parola.
      Poi nel dialogo ognuno la rivela.
      Alla fine le cinque voci si siedono in cerchio.
      Al centro, arde il fuoco che i loro respiri alimentano
      in coro.
      L’opera nasce.

 

4.
Yves Bergeret, Cinq doigts, 4

 

De plusieurs enjambées s’est éloigné le volcan,
les nomades ont cessé de craindre la pleine lune.
Pour les dernières encablures l’eau est calme et limpide,
la violence et la bêtise se noient dans un dernier remous.
Il est maintenant temps de couper le moteur, de débarquer
et de rejoindre le chantier des hommes
sur la colline polyglotte où l’herbe est salée.

 

      Il vulcano è abbastanza distante,
      i nomadi hanno smesso di temere il plenilunio.
      Negli ultimi metri l’acqua è calma e limpida,
      la violenza e la stupidità s’annegano in un ultimo vortice.
      È tempo di spegnere il motore adesso, di sbarcare
      e di raggiungere il cantiere degli uomini
      sulla collina poliglotta dove l’erba è salata.

 

*

 

Nous faillîmes nous perdre dans la forêt obscure
Celle des portes fermées.
Celle des soirées sans chaleur et sans mots.
L’obscure forêt où la noblesse faillit.
Mais les portes s’ouvrirent après deux coups de heurtoir
Mais les grands Hommes rirent aux éclats.
Et un grand soleil incendia la forêt noire.

 

      Rischiammo di perderci nella foresta oscura
      Quella delle porte chiuse.
      Quella delle serate senza calore e senza parole.
      L’oscura foresta dove la nobiltà d’animo cede il passo.
      Eppure le porte si aprirono dopo due colpi di battente
      E i grandi Uomini risero fragorosamente.
      E un grande sole incendiò la foresta nera.

 

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5 pensieri riguardo “Cinq doigts / Cinque dita”

  1. Mi sembra che “oscuro” e “cristallino” qui non siano solo “suoni contrari” – mi sembra un cammino così “preciso” e così tradotto con rispetto, ovvero per via di ascolto, e passo. Grazie. Davvero. Giampaolo De Pietro

  2. Ribadisco l’apprezzamento e la gratitudine nei confronti di Francesco Marotta e di Yves Bergeret che continuano questo dialogo tra le lingue (e non intendo soltanto l’italiano e il francese); si tratta di persone, compreso ovviamente Mbougar Sarr, che concepiscono la scrittura e l’arte più in generale come caparbia affermazione di umanità e amicizia. Imparo moltissimo da questa congiunzione tra la Dimora e il Carnet de la langue-espace.
    E mi fa piacere ritrovare nei commenti la voce del carissimo Giampaolo.

  3. grazie,Francesco, per le tue intriganti proposte,questo lavoro poetico à deux mi interessa particolarmente e poi la tua traduzione tanto bella….
    Colgo anche l’occasione per farti una montagna di AUGURI speciali speciali con affetto lucetta

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