Prima del diluvio, 15

Immagine di Michele Guyot Bourg

 

 

Luigi Manzi

L’ospite

Scrivi d’insonnie, di sonorità perdute.
Tu puoi ascoltare l’ortica e il caprifoglio
mentre crescono lungo i fossi; seguire di soppiatto
la lepre timida che salta nel cespuglio
o fissare la vipera prima dello scatto.
Eppure non ti è permesso entrare in città, se non
girovagare presso le mura;
essere l’ospite che mostra di sbieco
il suo lasciapassare.
Ti mozzeranno la lingua con un colpo,
la daranno in pasto alle larve senza lingua
per mutarla in altra lingua. Solo i dispersi
ti presteranno ascolto.
O coloro che in silenzio
procedono sul bordo.

(Tratto da Fuorivia, Edizioni Ensemble, 2013)

Sul concetto di “langue-espace”

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“Quella d’Yves Bergeret è un’esperienza umana e culturale ch’intesse legami con molteplici esperienze di diversi luoghi del pianeta, che vuole riportare l’atto poetico alla sua complessità originaria: oralità della parolacanto, segno, danza, musica. È spazio che canta, è colore che avvolge, è parola scritta che tende ad abbandonare la pagina bidimensionale, è improvvisazione, è memoria, è un nuovo modo di pensare la geografia, di pensare l’Europa.”

(Leggi l’intero articolo di Antonio Devicienti su Via Lepsius)

Il cronachista immobile

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A volte il vento fa girare più veloce il giorno e la notte
e anche la terra e il ciclo perpetuo delle immagini,
delle melodie e dei miti.

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Quaderni di Traduzioni (XXVII)

Quaderni di Traduzioni
XXVII. Luglio 2016

Montagna di Koyo nel Mali

Yves Bergeret

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Sable, Pierres, Onde (2016)
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Ciao, Lucia

Lucia TosiIn memoria di Lucia Tosi

Con dolore e sgomento apprendiamo da Natalia Castaldi della scomparsa di Lucia Tosi, una carissima amica di questa dimora e di tutte le persone che nel tempo l’hanno animata e frequentata. Commossi la ricordiamo con questi versi, tra gli ultimi che ha pubblicato sul suo blog.

di che parla la poesia?

di che parla la poesia?
della morte.
solo della morte?
della morte, sicuro.
ma non è vero: c’è di tutto nella poesia.
c’è di tutto, sì: ma lei è sempre lì.
ci sono alberi e vento e acque…
…ma lei è sempre e ovunque: in quegli alberi
in quel vento e nelle acque.
non posso pensare che i poeti mi parlino solo della morte.
se i poeti sono poeti ti parleranno sempre e soltanto della morte
che la nominino o la tacciano, la morte di tutti,
la loro stessa morte
è sempre e ovunque.
non ci credo.
ora non lo pensi: ma poi lo penserai.
e quando?
quando incontrerai davvero un poeta. e lo incontrerai
dentro di te e dentro
di te ti parlerà con parole che non si leggono
che non si possono sentire.
e dietro gli alberi i volti le case la guerra l’amore
sentirai che si nasconde lei.
ti prenderà un brivido una vertigine ti stringerà alla gola.
sarà terribile, sarà spaventoso?
sarà scoprire che si può amare la vita.

Il sogno di Alaye e le voci notturne

In memoria di EMMANUEL CHIDI NAMDI

Bambini migranti annegati

– Tu sei un fuscello per quale nido, Ankindé?
– Tu sei un fuscello contro quale morte, Alaye?

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