Si è, o non si è

amletoCarmelo Bene, Amletp

William Shakespeare, Amleto
(atto terzo, scena prima)

«To be, or not to be, that is the question:
Whether ‘tis nobler in the mind to suffer
The slings and arrows of outrageous fortune,
Or to take arms against a sea of troubles,
And by opposing end them? To die, to sleep…
No more, and by a sleep to say we end
The heartache and the thousand natural shocks
That flesh is heir to: ‘tis a consummation
Devoutly to be wished. To die, to sleep.
To sleep, perchance to dream. Ay, there’s the rub,
For in that sleep of death what dreams may come
When we have shuffled off this mortal coil
Must give us pause. There’s the respect
That makes calamity of so long life,
For who would bear the whips and scorns of time,
Th’oppressor’s wrong, the proud man’s contumely,
The pangs of despis’d love, the law’s delay,
The insolence of office, and the spurns
That patient merit of th’unworthy takes,
When he himself might his quietus make
With a bare bodkin? Who would fardels bear,
To grunt and sweat under a weary life,
But that the dread of something after death,
The undiscovered country from whose bourn
No traveller returns, puzzles the will,
And makes us rather bear those ills we have
Than fly to others that we know not of?
Thus conscience does make cowards of us all,
And thus the native hue of resolution
Is sicklied o’er with the pale cast of thought,
And enterprises of great pitch and moment
With this regard their currents turn awry,
And lose the name of action. -Soft you now!
The fair Ophelia! Nimph, in thy orisons
Be all my sins remember’d»

Shakespeare Quartos Project

Si è, o non si è

per Enrico, per Roberto, per Ester

Si è, o non si è, quest’è la prova:
s’è degno più alla mente chi si tatua
i dardi e i sassi che la sfiga scaglia,
o chi ostile s’arma al mar di guai
e vince poi? Cos’è? È bara, branda…
E basta; e nanne sì – che è la fine
dei crucci e degli innati tanti traumi
(il corpo paga pegno): è quel sipario,
Devoto del desìo, tu. Muori, dormi.
Si ninna, ma i sogni poi? Eh sì, la bugna,
la culla è cripta: e chi lo sa non sogna
quand’è da solo e senza il peso umano
con calma, ora. È questo il vero tarlo
che dona tanto spazio a tanto strazio,
non scegli frusta e sdegno del tuo tempo
tiranno male, ingiuria del superbo,
d’amore nudo sempre, e legge tarda,
la spocchia del capoccia, e poi lo schifo
infame a schiaffi in viso alla virtù,
se solo solo ti puoi dare pace
con una lama? E dai, perché vuoi il peso
dell’ira in vita e sudi a gran fatica
se non per l’ombra “vita dopo vita”?
La terra ignota ai vivi è la dogana
che mai turista rende, e frena i piedi,
ci salda al male noto, male nostro,
e spezza il volo verso l’al di là.

E pavida è la massa per il senno
così l’innata tinta che è decisa
si smorza grigia al dubbio, mano morta;
e l’eco delle gesta perde tono
ed ecco che la trama perde senso:
e poi l’azione ha nome Non-azione.

[Adesso zitto, muto!
Ofelia è qui: che grazia!
Ninfa, prega la Grazia
perché ho peccato, nudo]

(Traduzione di Chiara Daino)

Annunci

8 pensieri riguardo “Si è, o non si è”

  1. Io sottolinerei l’originalità della traduzione, che a una prima lettura può sembrare trasgressiva rispetto alle traduzioni note, e lo è. Ma chiedo a Chiara perché ha voluto tradurre con questi ritmi percussivi il celebre monologo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...