Sul concetto di “langue-espace”

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“Quella d’Yves Bergeret è un’esperienza umana e culturale ch’intesse legami con molteplici esperienze di diversi luoghi del pianeta, che vuole riportare l’atto poetico alla sua complessità originaria: oralità della parolacanto, segno, danza, musica. È spazio che canta, è colore che avvolge, è parola scritta che tende ad abbandonare la pagina bidimensionale, è improvvisazione, è memoria, è un nuovo modo di pensare la geografia, di pensare l’Europa.”

(Leggi l’intero articolo di Antonio Devicienti su Via Lepsius)

La sorgente sotto le acque

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