Prima del diluvio, 15

Immagine di Michele Guyot Bourg

 

 

Luigi Manzi

L’ospite

Scrivi d’insonnie, di sonorità perdute.
Tu puoi ascoltare l’ortica e il caprifoglio
mentre crescono lungo i fossi; seguire di soppiatto
la lepre timida che salta nel cespuglio
o fissare la vipera prima dello scatto.
Eppure non ti è permesso entrare in città, se non
girovagare presso le mura;
essere l’ospite che mostra di sbieco
il suo lasciapassare.
Ti mozzeranno la lingua con un colpo,
la daranno in pasto alle larve senza lingua
per mutarla in altra lingua. Solo i dispersi
ti presteranno ascolto.
O coloro che in silenzio
procedono sul bordo.

(Tratto da Fuorivia, Edizioni Ensemble, 2013)

2 pensieri riguardo “Prima del diluvio, 15”

  1. Manzi è il più classico del nostri poeti, quindi anche quello che ha più forza per smuovere la poesia verso un “gioco” più moderno. Di questa poesia mi piace tutto, anche il titolo: lui che di solito ne scrive di brevi, come per metterci un tocco di pennello. Una metafora. Grazie, piacevole sorpresa poter rileggere una tra le sue poesie mie preferite.

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