Carteggi Letterari, 6

ercolani

 

Marco Ercolani
Il poema ininterrotto di Francesco Marotta
Antologia poetica e critica

Disegni di Francesco Balsamo
Messina, Carteggi Letterari – Le Edizioni
Collana “Saggi”, 2016

 

            a Nanni Cagnone

non tremano le parole
nella grafia invecchiata
delle nostre vite – alcune
si dispongono
in ibridi di carne,
cesellano malìe sui nastri
incisi nella traversata
o tardano
senza risolversi al ritorno
nelle acque rauche
di stagni memoriali,
nella vertigine innevata
di una foto segnata di polvere,
col sole bambino,
le vele distese
come campane al vento
e poche piume d’angelo
irrequieto
disposte in gomitoli di cielo: –

non trema
l’illusione spenta di rime
che curva il sillabario dei pensieri
verso immobili foglie
di sillabe malate –
anche il giorno che indossa
squarci d’acqua
ha occhi franati sotto il peso
di orizzonti troppo calmi,
lacere trasparenze
negli specchi
che mancano alla voce

(Per soglie d’increato, 2006)

 

*

 

scrivo per regalarvi il vuoto
la mappa precisa di un’assenza
alla tavola imbandita
per il tempo che
stanco
ci precede

            si coagula in lenti giri di giostra
            sui volti che attrae
            come fa un lume
            dal fondo di oracoli
            socchiusi

ora
non è che un brivido
un tratto improvviso
sul foglio che dilegua
al primo impatto

            una pozza rigonfia
            dove ristagna acqua
            di altre
            nevi

(Il dono di Eraclito, 2007)

 

*

 

ci sono versi scritti
con gli occhi, li
riconosci quando
tornano in superficie
spaiati in
sincronie di vuoto
e all’albero
toccano in sorte
che si fermò alla tua soglia
chiedendo ritagli di lacrime
un nome da respirare
crescendo
fino al prossimo cielo,
domani
brucerà a una
fiamma di neve, e lo spazio
del suo ultimo grido sarà
l’orizzonte tra
palpebra e
palpebra
che si restringe nel
l’orbita di fiori di
sale

(Impronte sull’acqua, 2009)

 

*

 

tacite rughe assediano
i ricordi, l’ago
spazza via l’assenza e
la pagina è pronta
per l’inchiostro che
vaga tra silenzio
e silenzio, un
ospite in anticipo
per la veglia dei morti, un
corpo che agli orli
ha steli di pane raffermo
cisti di sogni e
stagni dove si allunga
la radice
lunare al suo primo
apparire,
mi dici
inizia a contare da qui
i nuovi giorni, le righe
nutrite di semi
gli accenti, poi
recita tutto il riserbo, gli
abiti smessi, il
cobalto annerito tra
i pori, le stelle
lasciate a marcire dentro
scrigni di nebbia, il mare
sorpreso a fuggire
le parole dell’onda, ora
è tempo, l’esilio del lume
già varca il confine
tra vene e
memoria

(Impronte sull’acqua, 2009)

 

*

 

in equilibrio di colore e distrazione
conserva segni in un forse di miscugli
sillabici il resoconto di un ramo l’ipotesi
di immagini dove presente e senso
versano lacrime gli occhi così
ritorna alla scienza diseguale del volo
l’angelo che spiuma
desideri di carne di danza
il presagio
di un nevaio che brilla dolore
sul confine tra cielo e memoria
ad altezza remota di lingua

(Esilio di voce, 2011)

 

*

 

fossero simili a foglie
che si combinano in fuochi
di caduta le vigili inudibili parole
cresciute tra labbra e desiderio
oppure grida che colmano
tutta la distanza di un ricordo
e poi acqua che fascia il viso
dei morti quando fa buio
anche la pelle e l’occhio
soffoca di essere visione
solo una maglia slabbrata
uno squarcio nella rete del tempo
incurabile misura del guardare

(Esilio di voce, 2011)

(da qui)

3 pensieri su “Carteggi Letterari, 6”

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...