La vita ci ha fatto diventare fratelli

Ali Traoré e Séni Diallo

Nota di Yves Bergeret

Ali Traoré e Séni Diallo sono arrivati in Sicilia con una imbarcazione di scafisti libici due anni fa. Un’associazione di accoglienza li ospita a Aidone, al centro dell’isola, insieme a più di altri cento, e ha preparato insieme a loro la documentazione necessaria per le richieste di asilo. Alla fine sono stati impiegati come mediatori, visto che parlano entrambi sette o otto lingue. L’associazione permette a delle «famiglie» locali particolarmente ambigue di fare profitti su tutti questi migranti, su giovani e volontari. Ali e Séni sono molto chiari e fermi nelle loro analisi. L’associazione, che si guarda bene dal porre un freno allo sfruttamento dei migranti, ha separato Ali e Séni divenuti quasi fratelli dopo la loro eroica traversata del Sahara e del mare. A Aidone dormivano, in sei, nella stessa stanza. Séni è stato «trasferito» a un centinaio di chilometri. Ali perde il suo sostegno e il compagno di ogni momento. Alla sua partenza, Ali lo saluta e piange. Ecco i suoi versi per la separazione dall’amico, scritti di getto in un italiano audace e tradotti in francese da Yves Bergeret. Questa poesia semplice, schietta e onesta, è un canto di fierezza. Ricorda l’addio di Gilgamesh a Enkidu, il suo amico ucciso.

[Ali e Séni hanno ispirato due dei cinque personaggi principali di Carène, poema inedito in cinque atti; una buona parte dei testi e leggibile su Carnet de la langue-espace e sul blog italiano La Dimora del tempo sospeso, tradotti da Francesco Marotta. E’ prevista un’edizione cartacea bilingue dell’opera.]

 

Ali Traoré
Arrivederci, amico

 

A te che ti ho conosciuto con tuo bel sorriso e stiamo separando con emozioni.]
A te che sei stato mio compagno di notte e giorno.
A te che l’avventura ci ha fatto diventare fratelli.
A te che il cuore batte per tua separazione, e gli occhi lacrimano.
Sei stato un amico di ogni attimo dall’inizio fino ad oggi.

A te che mi hai supportato nel questo grande viaggio e mi hai sempre consigliato.]
A te che sei stato un amico e sarai un amico per sempre.
A te che sei stato sempre grande e sarai sempre più grande.
Finiamo questa parte del viaggio con felicità.
Caro amico ti voglio bene.

2 pensieri su “La vita ci ha fatto diventare fratelli”

  1. Ho incontrato i due amici all’incontro di presentazione del libro Il cerchio di pietre di Yves Bergeret – prima ci siamo “riconosciuti”, amici con amico comune – poi ho assistito alla lettura che hanno fatto di alcuni versi che li riguardavano – nelle proprie lingue – è stata più che una lettura, un avvenimento così toccante che credo sia raro (dovrebbe essere frequente?) grazie alla poesia, a un incontro di presentazione di un libro, ecco (di solito dovremmo ammettere che gli incontri di poesia sono vicoli ciechi tra ego ed ego, privi di eco). Impossibile dimenticare le voci e la viva esperienza di quel pomeriggio. Impossibile non far caso a quanta verità che non ci racconta(quasi)nessun telegiornale, intorno a tutto quello che accade – sì, “all’uomo” – in questo momento. Accade a noi, davvero. Siamo atti a ricordarcene, a non far soltanto facili polemiche seduti (come me, ad esempio, adesso) davanti a un pc – magari scrivendo anche delle immancabili “poesie sociali” da mostrare in questo o quell’altro convegno-premio-irreale “confronto sui problemi attuali”. Ringrazio Yves Bergeret, Francesco Marotta e soprattutto Ali e Séni.

    Giampaolo

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...