Naturario

grotte-di-lascaux

 

Antonio Bux
Naturario
(poesie 2014 – 2016)

Con una lettera di Alfonso Guida
Martinsicuro (TE), Di Felice Edizioni
Collana “Il Gabbiere”, 2016

 

I
Ciclo del fuoco

 

“la tua scia
mostra scalzo il deserto
la tua scia confusa è presenza”

 

ADDIO MEZZOGIORNO

Sul precipizio di Rodi vi sono
zagare, come le verdi correnti
adriatiche sanno dire i morti,
gli sfasci albanesi, a notte nei fari
vedono gli occhi dei pescherecci
coi bambini tra i clori dormire
dove origliano orchidee. Ma è
di dio la forza centripeta, o del
cuore isolano, o delle chiazze,
o del pneuma del mare? La mano
di Diomede è di dio, accarezza
delfini fantasma, loro giocano
a far carcasse, con le spigole
vuote dei crani, a far gioie
sotterrate, dei bacini multipli
e delle falangi qui, tra i mulinelli
bianchi, alghe che coprono anche,
i busti arresi delle navi, barche
sui fondi, i turisti non lo sanno,
i turisti pagano l’eutanasia

I cavalli bianchi cresciuti nel sonno
attenti a farli nitrire di luce
l’alba è divorata
sono altri gli occhi che disegnano
le piantagioni mattutine i semi
colorati eppure siamo
paonazzi di comprensione
ogni giorno ai mercati semplificati
chi fugge miserevole chi ruba
a nascondino
chi tra un potere condominiale
e un affare contadino schiaffeggia
poeti dal balcone
ma finalmente le donne sull’uscio
spuntano le loro trecce
e dei mariti non c’è figlio
non c’è guscio protettore
le acque sporche sono
pubbliche e pubblici i predomini
tra fanti e somari
chiunque prende numero
tra i lavandini in ogni statua
del mezzogiorno ovunque si bisboccia
e crescono puttane
dal sesso triplice
ma servirebbe coltivare giovani
i chicchi scaraventati
al primo sole senza rete
e spendere la terra
tra ogni era che ci si scambia
in uno sguardo saper perdere
daccapo il raccolto già malato
che non c’è campo
solo fango
da vecchi o col cuore in fronte
una risaia di bambini sconfinata
loro piangono una gioia
abominevole

 

*

 

STRANE INDICAZIONI

È fuori che si sta, fuori dalla
sponsa. Come gigli di roccia
o vulcani, come solo gli abeti
lapidari degli esseri che
dormendo sanno cantare. Là
dove ogni casa è una stella,
dove l’eclissi sonora è di vita,
lì fuori dentro le vipere nei loro
veleni, si cova il giardino
fuorviata la terra, mia madre
me lo ha detto quando ancora
ero morto, che è fuori da me
che in lei si trova la flora
battesimale, fuori dall’uomo
e dalla scimmia che non sono.
Ma, giunta la melma, coi lombrichi
amici e le salamandre, con le api
del dio taciuto annerirà la semenza..
.

Domanderanno la strada per la foresta
tu indicherai laghi spenti alla tua fronte
versate tutte le acque giovanili non più
aperti i pozzi e le falle come gli argenti
luccicando rovesciati tra stesse polveri.
Domanderanno pure com’è che ricrea
la montagna la sua ombra o perché tu
così ombra sai fare montagna a vita;
rispondi loro rasoterra si sente tutto

 

*

 

L’AUTUNNO È UN RACCONTO SENZA NOMI

a Luigi Di Ruscio

Sono sceso con Luigi e l’erba
era vera, l’erba era veggente
di un’altra erba dopo la nebbia
dopo la coltre un’erba benevola
come l’erba di ogni male, come l’erba
di Fermo, come l’erba di Foggia
era erba benedetta, sapeva di esseri
senza nome, di esseri d’altrove
lì dove cresce un’erba più verde
quella fantastica dell’incontro
Luigi sapeva, e cresceva dormendo
tra le sponde dei parchi di Oslo,
tra gli svassi incancreniti, Luigi vedeva
il veleno delle erbe future
e delle erbe falsificate e dei giardini
non più l’erba rossa delle poesie
non più l’erba degli anni cinquanta
fresca di canapone, non più Luigi, sai
ora le erbe diaboliche si conficcano
fin dentro il pensiero, ora le erbe
le vendono anche i macellai
ora le erbe bruciano da sole
ma tu navighi ormai sereno, tra i ricordi
del tuo fiordo indisciplinato laggiù
fresco e attento alla mietitura
al posto dei chiodi ora
per i morti tu moltiplichi le foglie

Il tuo sole è ciò che dimentichi.

Eppure ti passa di fianco la belva
e il giorno aspetta in quella sua fauce
te perché sei nato

in un sorriso di troppo
allora prova, smarca la realtà
la realtà statica soffia via l’immagine

non viene al mondo
tra le statue

questo tuo solo impiego lo sa il vento
come poter sembrare fuoco
attento a custodire

ora bisogna dirlo
sono strani i ragni senza veleno

nei raggi metropolitani sono zingari
i messaggi

e le case hanno troppe finestre

bisognerebbe liberarvi, famiglie,
farvi ruzzolare tra le foglie bianche

perché la fragilità
fa prima esperienza

ma è un diario intelligente l’autunno
è un racconto senza nomi

 

*

 

PARLAMI ANCORA

A Beppe Salvia

Beppe, tu mi hai scritto
da un inverno lo scrivere
nemico e forse del detto,
ma io so ancora troppo
e ti taccio, tra i dilemmi
ti stringo al fazzoletto
se la tua poesia incendia
la neve.
Ma le case appese ai pozzi
d’inverno, ai pozzi invernali
vuoti di neve, con le vene
innaturali di freddi lontani,
di freddi umani, guarda
Beppe, è colpa della neve
se la vita è più chiara
se io come te vedo poco
di sera, Beppe dimmelo
tu, di quale neve io muoio

Parlami ancora della mano
che non ti hanno restituito
della voce spenta sul muro
migrato o del sapore amico
o del vino ormai diventato
dei servi ma parlami soltanto
una volta al giorno per favore
i miei occhi non sopportano
il vero ai miei pensieri aperti

 

*

 

NASCERE FA FIUME L’ABISSO

Nascere fa fiume l’abisso.
Ristagno di solitudine.
Crescere acqua
poi corpo, è flusso che divora
le onde. Non vi naviga
la vita, né gli esseri passano
quella pioggia, i fumi
ancora chiari lo sanno,
la notte non dura
e gli alberi dormono poco,
per fortuna
le stelle sono distratte
mangerebbero il lordo
della terra,
loro così lucenti
di lucci mai toccati,
loro così simili alla morte
sono protezione universale
ma il mondo deteriora, dal suo nucleo
veniamo fuori noi
diluviati

 

antonio-bux

8 pensieri su “Naturario”

  1. non so chi mi abbia inserito (Francesco Marotta?), ma mi fa molto piacere ritornare da queste parti. Grazie mille per l’attenzione e per la sorpresa. Un caro saluto e ne approfitto per inviare un abbraccio a Francesco, se mi legge. Grazie ancora. Antonio

  2. Un dialogo che si allarga verso elementi che sembrano mutare in esseri viventi ed esseri viventi che divengono natura vivente della memoria e delle cose. Forse la poesia di Antonio Bux è anche questo attraversare ed essere attraversati tramite la parola che si fa materia viva, sensibile.

  3. Elementi naturali che mutano in esseri viventi e esseri viventi che si fanno materia pulsante del paesaggio, forse la poesia di Antonio Bux è anche questo attraversarsi tramite la parola, creando schegge impazzite e vive, quadri immaginari di un dialogo con il tutto.
    Vetri, finestre, dove anche la nostra immagine si specchia nella nostra memoria immaginaria.

  4. Cara Angela, grazie per il tuo (doppio eh eh eh :-) ) intervento. Posso dire che hai letto bene i miei testi, non solo questi, ma anche gli altri che hai potuto leggere in rete sempre da questo lavoro. E confermo le tue impressioni, è uno dei tentativi della mia ricerca quello di fondere le esistenze e immedesimarsi nelle cose e negli altri esseri, ed esserne immedesimati. Grazie per il passaggio e per le tue parole. Un caro saluto! :)

  5. Inoltro questo commento di Cristina Annino, alla quale avevo inviato il link per lettura, dato che non riesce ad inserirlo, poichè ha smarrito il codice accesso per i commenti… Grazie a lei da parte mia. Bux

    “Tra qualche settimana verrà postata nel blog di Stefano Guglielmin una mia nota sulla poesia di Bux. Mi è sempre piaciuto il suo modo di fare lirica, antilirica, guerra e ondosità. Poesia forte, a leggerla bene, con spigolosità di giudizi sul reale, ma anche su se stesso, uno sguardo larghissimo che parte dalla terra e attraversa, alla fine compassionevolmente o amorosamente, tutti i “pianeti”.”

    Cristina Annino

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...