Anni Zero (Una mosca viva)

la-notte-dei-morti-viventi
(Critico letterario old style a caccia dei nuovi talenti
del terzo millennio.)

Non vedo niente in queste stronzate che possa veramente appassionarmi… risvegliare una vera mosca, una mosca viva, una mosca che vola… la causa mi sembra evidente. Rinascimento, naturalismo, oggettivismo, surrealismo, perfetta progressione verso il Robot. Ci siamo dentro. Mi trovo per quel che mi riguarda assolutamente d’accordo. Bubbole, giochetti, parpaglionerie, vernice «Vermot», baedekerie, e buco del culo. Solita sciacquatura di piatti. Manica di slavati marcescenti, croste di manuali edulcorati, latinerie bigodinose, letterine «stile traduzione», in salsa «misura», tutto in cartone-farcito con sfumature. Insignificanza al miriacubo. Finzione, fiera di eunuchi con godemiché-pretesti, grancassa, bidoni, lucciole, lanterne, più trombette e lamelle, prepuzi riconcisi! Nulla di tutte queste velleità, di questi spudorati allettamenti, che non sia stato rattoppato almeno cento volte, davanti e di dietro, alla buona, sulle reminiscenze liceali. Tutte queste storie, questi stili, queste pose, queste grazie, vengono dalla testa e dalla scuola… Mai dal di dentro… Sono solo altrettanti alibi, piccoli pretesti d’arrivismo, di consolidamento di carriera, petulanti pruriti accademici, ornamenterie per cripte… Letteratura contemporanea, calamitoso cadente catafalco, in frasi, acrostici, falpalà, così secchi, così scabri, che perfino i vermiciattoli non vi vengono più a brulicare, cadavere senza domani, senza vita, larvato, magma senza colore, senza orrore, più spaventoso, più ripugnante, mille volte più ingannevole della più verde, franca, ronzante, colante carogna, letteratura insomma ben più morta della morte, infinitamente…

(Louis-Ferdinand Céline)

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(Talenti del terzo millennio.
Una famosa scrittrice & poeta degli Anni Zero con il suo critico personale da passeggio.)

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6 pensieri riguardo “Anni Zero (Una mosca viva)”

  1. Mi sa che il critico old-style torna a casa con le pive nel sacco.
    Forse sta proprio nell’assenza di letteratura la bellezza di questo nuovo millennio letterario.
    C’è spazio per tutti… ma non c’è nessuno.

  2. E’ un’ipotesi che regge, certo.
    Può anche darsi, però, che non ci sia nessuno proprio perché il cacciatore di talenti li ha scovati e, da buon operatore ecologico, li ha “sistemati” a dovere.
    Del resto, la foto in fondo all’articolo attesta la loro esistenza talentuosa (di solito autocertificata).

  3. E a proposito di autocertificazioni.
    Mi sono imbattuto per caso in un blog dove il barista e gli avventori si assegnano vicendevolmente il nobel un giorno sì e l’altro pure…
    Secondo me, il critico old style dovrebbe fare un salto da quelle parti.
    In fondo, sempre di talenti degli an(n)i zero si tratta.

  4. Io sarò rimasto all’antico ma per me un talento se è vero mica si fa impallinare da un critico, pure se old style.
    Sul fatto del blog nobeliare mi devi dare qualche suggerimento di più perché ormai non frequento quasi più. Quando frequentavo ce n’erano parecchi di bar come dici tu e forse pure il mio non era diverso anzi mi sa che ho tolto il bar e ho messo il take away proprio per quello.

  5. Secondo me hai fatto male a trasformare il tuo bar in take away. Rivedendo a ritroso le tracce lasciate dai tuoi avventori, soprattutto dai critici inapparenti che lo frequentavano, non ho mai avuto l’impressione di un ambiente nobeliare.

    Comunque, con old style mi riferivo allo “strumento critico” che il nostro tiene in mano, l’unico possibile, forse, per analizzare le o-pere dei talenti autocertificati degli an(n)i zero.

    Bye.

  6. Caro Mario, mi fa piacere che dici che non c’era nulla di nobeliare. (Non stava bene che lo dicessi io che ne sono il titolare: quando si parla di cose in cui siamo coinvolti è facile essere poco obiettivi).
    Sul fatto del take away, invece, non mi trovi d’accordo. Non lo dico per il mio blog (chissenefrega), lo dico in generale: ho chiuso i commenti perché mi pare che sia finito il tempo delle discussioni su internet; in più, per un blog prettamente narrativo come il mio, il rischio di finire a scrivere quanto sei bravo quanto sei asino era (è), come denunci di quel blog nobeliare di cui sopra, un fatto abbastanza connaturato. Tutto qua. Se un lettore vuole può, come parecchi fanno, scrivermi in privato. Rispondo sempre.

    Un saluto a voi e a Francesco

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