Il coraggio dell’airone

giulia-fonti-azul

Anna Ruchat

Piccola antologia poetica
(2006-2016)

 

a-ruchat-geografia-senza-fiume
Da Geografia senza fiume,
Campanotto 2006

 

 

 

 

 

le parole

                   non dette            sono

luoghi

di una geografia interna

e                 ancora

non rilevabile            tappe

                       di spericolati viaggi

tra frammenti di realtà vissute e

                       sogni

ma sempre

                   in bilico

su bianche

                   impronunciabili strade che

solo qualche volta

                   gesti improvvisi

                                                   o uno sguardo

                   di colpo

illuminano

 

*

 

Seduta sul muretto caldo di granito

                   già                  ti aspettavo

intrecciando le dita

nel sole dell’estate

                   immaginavo

                                il giorno

in cui ti avrei incontrato

e che sarebbe stato per strada

                   e che mi avresti visto

                                         tra tanti

il calore dello sguardo

il tuo sorriso.

Poi una voce chiamava

e tornavo

a giocare

 

*

 

Stavamo bene insieme quando portavo

il ventotto di scarpe e i capelli

                       troppo corti

gli uomini passavano di notte e noi

dormivamo ancora

nello stesso letto

Stavamo bene insieme quando

il kilt scozzese non si chiudeva in vita

e tu portavi la treccia e quella fede alta un dito

rosso               l’abito di seta per i concerti

Si, stavamo bene quando tu camminavi

                   in punta di piedi

sui cadaveri della tua giovinezza

tenendomi per mano

 

***

 

a-ruchat-angeli-di-stoffa
Da Angeli di stoffa,
Pagine d’Arte, 2009

 

 

 

 

 

Fermati inverno

e ascolta

                   l’urto del cuore

quando passa per la cruna del giorno

oltre la fragile lastra dei sogni

fermati inverno

sul piano inclinato del tempo

e aiutami

a contare le cose morte

le cose vive

i brandelli che restano

al di qua delle scelte

fermati inverno

                       e dimmi

che l’intimo

umano massacro

                       è niente

rispetto al crollo delle epoche

al dolore colossale della specie

allo spaventoso numero di notti senza luna

 

*

 

Più

dell’altalena vuota

che dondola    sull’erba

                   lo dice il silenzio

di questo giardino estivo

che non c’è più                   fuori

l’infanzia

quella delle ginocchia sbucciate

della sabbia buttata negli occhi

delle corse

                       sotto la canna dell’acqua

                   è dentro di voi

oggi             l’infanzia

                   e si deposita

                   un’estate dopo l’altra

terra per sempre

in futuri gesti di donne

 

***

 

Da Luoghi della memoria, 2008

 

Chissà se si ricordano di noi

                                         i morti

ogni volta che in quella loro altra vita fioca

                                                   ci sentono

e da dietro la sterpaglia della memoria

nelle strade, nelle case

magari ci osservano

                       chissà

se ancora rimpiangono

il su e giù del respiro

quel tradurre avanti e indietro il dolore

                       quando ci vedono

e pur di guardare non gridano

 

***

 

Da Anime in transito, 2014

 

Stupisce

il coraggio dell’airone

                   che sopra la carreggiata attraversa

con lenti colpi d’ala

                       l’inverno

Uno squarcio di eleganza

di speranza

                       di utopia

un tocco di follia.

 

***

 

a-ruchat-binomio-fantastico
Da Binomio fantastico,
Di Felice Edizioni, 2014

 

 

 

 

 

Pensiero divergente

Il silenzio non è solo pietra immersa nel tempo smangiato dalla paura. È anche casa, fortezza. Un prato di curiosità, sorprese. Di attese.
A un certo punto le parole slargano i confini della stanza. Ogni volta che nell’altra è vietato l’accesso, lei accende la radio. Cadono i nomi dagli armadi, dai tavoli. La sedia si chiama Gelsomina, ha occhi, naso, e sorride se la casa è vuota.
Poi la sera ogni frase finisce nel setaccio del sonno e riemerge nei cerchi sbagliati.

 

*

 

Epitaffio

Ti sei data molto da fare

per sembrare

      una donna felice

               e ancora

non bastava

      Ma a quell’appuntamento

fuori

dal cemento dei giorni

volevi arrivarci puntuale

e solo quando davvero sei partita

quando la setta degli angeli

ha chiuso i battenti

      con qualche ora di anticipo

sulla data stabilita

               hai capito

che andavi nel vuoto

senza misure

               né tempi

 

*

 

Uomo

senza giorni sulle spalle

                            indossa

per uscire di casa

un’età neutra.

Come il pinguino imperatore

                   non sa volare

e a piccoli passi porta in giro

il nero

         del suo orgoglio.

 

***

 

        Per un quadro di Gianni Metalli

memoriale della città vuota

grigie steli traducono

le assenze

            neri segmenti

parlano

                         di accessi negati

crolla la luce

         nelle aree bianche

e il rosso

            il rosso è là

dove in un altro tempo

avvenivano gli incontri

 

***

 

Eco verticale  

Sbattono oggi

le due porte del mondo

sbattono e sbattono

e frenano

il vento dei secoli

e spingono

il tempo negli angoli

                     e bloccano

il fiato sui calcoli

(1 marzo 2016)

 

*

 

Quando lui vide per la prima volta

il corpo nudo delle parole

                   era d’inverno

sul pelo del gatto luccicava la brina

e il mattino graffiava

         i vetri della stanza

Appese alla ringhiera del balcone

                   riconobbe

le ultime frasi urlate

                   la sera prima

         Formavano una ghirlanda

                            di ghiaccio

         affacciata sulla via

 

__________________________
Nota biobibliografica

Anna Ruchat (Zurigo, 1959) ha studiato filosofia e letteratura tedesca a Pavia e Zurigo. Docente presso la Civica Scuola Interpreti e Traduttori ‘Arturo Spinelli’ di Milano, ha tradotto scritti di Thomas Bernhard, Paul Celan, Nelly Sachs, Victor Klemperer, Mariella Mehr, Werner Herzog e altri. Dal 2002 si occupa della gestione dell’archivio del poeta Franco Beltrametti. Ha collaborato con “Il manifesto”, “Il primo amore” e “Pulp”, nonché con la Radio della Svizzera Italiana (R.S.I.). Con gli attori Bruno Cerruti e Arianna Marano e i musicisti Mariano Nocito e Gianni Mimmo, dal 2000 porta in teatri e scuole una lettura scenica tratta dai Diari di Victor Klemperer dal titolo “Una fossa nell’aria”. Ha pubblicato la raccolta di racconti “In questa vita” (2004), il racconto “Il male minore” (2005), il romanzo breve “Volo d’ombra” (2010) e “Il malinteso” (2012). Diversi anche i suoi libri di poesia, tra i quali le raccolte “Geografie senza fiume” (2005), “Angeli di stoffa” (2009) e il poemetto “Binomio fantastico” (2014).

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