Calma apparente

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Anna Salvini

 

Anna Salvini
Calma apparente
Introduzione di Gianni Montieri
Interno Poesia, 2017

 

Dalla sezione: Le sette meravigie

 

Parole in fuga

Oggi che mi guardi e vuoi sapere
delle mie parole malandate
come le assemblo, perché le brucio
hai l’universo intero dentro quella voce
e questo è sufficiente
per dare corpo alla tazzina, leggere il fondo
dei tuoi occhi scuri, trovare nel cuscino
l’impronta della sera prima

non crederesti mai che le poesie nascono così
da una ondulazione o una solitudine
le nostre gambe quando scrivono del freddo
nei vestiti che giacciono a terra, senza corpi
abbandonati, quasi un malore
del nostro esistere prima di ricomporsi

tu che cammini sul mio tappeto, apri il frigo
e mi sorridi: non c’è mai niente in questa casa
io che scrivo sul divano del niente
che ci abita ma vorrei scriverlo sui muri
sulla pelle: ogni parola un taglio, ogni taglio
un parto, urla, sudore
vuoi davvero che ti parli di tutto questo?

di come si sprofonda nelle faglie, di quanta acqua
imbarco ad ogni tuo passaggio e della lingua
arroventata per la sete (è per te, l’ho mai detto?)
di come le nascondo, io
le parole, come vorrei che ci giocassi
andandomi a cercare, lo faccio anch’io e poi le chiamo
dal buio e dico “tana” anche quando non ci sei.

 

*

Un solo nome

 

In viaggio con un solo nome ho guarito
il cuore lasciando libere le falle
per risonanza o mezzo grido di rosa
qualcosa è tornato sull’ala della risacca
ma nulla più mi appartiene.
Estranea quasi al resto del mondo
ma non alla bocca del cielo
ho colto lo sguardo di un cane
compassionevole come se sapesse
che non c’era nulla da afferrare
ma lasciare tutto, anche la mano
che cede al bene dato ogni giorno.

 

*

 

Miracolo del se

Se oggi siamo silenziosi e abbiamo
lasciato ogni stanchezza e fatto
del nostro dire un lago calmo

oggi le bocche come rose, ieri
nella burrasca lanciavano spine
gli occhi chiusi per il troppo vento
o per pietà verso quel cielo
nero, nero, maledetto

ma che sia benedetto questo fiume
in piena, la pioggia che ci lega e niente,
niente che si possa governare

se abbiamo fatto muro alle bugie
del mondo, riconosciuto l’ombra
se le correnti hanno interrotto
il flusso e il vuoto d’aria

se oggi il dolore più non pesa
per la pena delle schiene, così vicine
millimetri appena di contatto
eppure
accelera il battito miocardico, e gonfia
espande, illumina, poi torna piccolo
e si riduce a goccia e movimenta.

 

*

 

Un pesce trasparente

Sicuramente sono stata felice
la prima volta
quando mi hai guardata e ho visto
come sapevi guardare lontano

nel medesimo istante in cui abbiamo
detto noi siamo dopo la pioggia
amara di settembre

la volta in cui sei tornato
e a vista d’occhio si è disperso
tutto il nero senza fissa dimora

penso a quando non c’eri, ed ero felice
lo stesso, per somiglianza al tuo essere
immensamente astrale

io che ho sognato di diventare un pesce
trasparente e di nuotare
con la tua voce allegra che mi annega.

 

*

 

Sorellanza

Siamo anche noi radici esposte, semi audaci
nel mistero del frutto, la tensione per il cielo
ci spinge oltre: una nuova casa, reinventarsi
il lavoro, avere ancora figli e doglie
ad ogni battito o dolore.

È vita lieta il verde che ci esce dalle scarpe
felice l’acqua, in pace
tanto da tenersi strette un albero, guancia
a guancia, con tutto il disordine
naturale dei giardini in pieno sole.

 

*

 

Creazione

Hai dato spazio all’invisibile
radunato ogni goccia dispersa
del fiato o parola nascosta
nel grembo, sul vuoto
hai teso la corda, un gettito
lungo, uno sguardo

e se tu avevi paura, io non avevo nome

se tu eri il silenzio, io altro non ero
che l’assordante abbaiare del cane
imperterrito e solo
delle notti d’agosto

se tu eri niente, io il nulla
della terra che manca al sostegno
tu la veglia io il sonno profondo
il precipizio, la pioggia dentro
la nuvola, il muschio, il nido sul ramo
ero nel fango e nel pianto

tu il bene profondo, il bene
che chiama e fa il cuore leggero.

 

*

 

Stato di grazia

È facile essere felici se tu mi fai
precipitare al centro della terra, nel nero
più nero del mondo, lì dove tutto
si disfa, strati su strati e fuoco, il fuoco
che alimenta i vulcani.

Ma poi che ne sappiamo, noi, dell’alta
densità del nucleo, se è fluido, gassoso
o cristallino, della nutazione, i meteoriti,
le onde sismiche e le alte maree, noi rocce fuse
prima che tutto indurisca nel freddo delle caverne
oggi, invisibili e nudi, magma che nasce
quando tutto il cielo si muove.

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2 pensieri su “Calma apparente”

  1. Calma apparente perché in realtà queste poesie struggenti sono alimentate da un fuoco interiore che plasma ogni parola. Quello che ci restituisci ha il tono apparentemente lieve ma sa incidersi nel cuore.
    Nel mio per ora tengo stretta stretta “sorellanza”… perché siamo noi.
    A prestissimo Anna, non vedo l’ora :-)

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