Profili e altri viali

Maurizio Manzo

Profili e altri viali

 

Lidia-Tullia mormorò:
/ all’angolo la puttana! c’era. / anche oggi faccio la puttana.
poi all’angolo la puttana non c’era. / si stava decomponendo in fretta.

Coreografia del ghetto storico

 

SCALA

Come vi ho detto: la sera l’aria si fa strana
ora sembra lenta la vita
che attraversa fragile i boschi
bisogna abituarsi e cantare
con le spalle alla neve
e lo dicevi trascinata –
le scale che si sciolgono
lasciano accogliere le fughe
i salti di umore tra il fumo
rabbioso e il femore spezzato
sei impedita come nei sogni
di ricordare come vuoi.

 

*

 

PERSIANE

Il tepore dell’asfalto sale
sul dal naso fino alla fronte
ed è quello particolare della sera estiva
che dà la sensazione di un abbraccio
un laccio familiare e non puoi smettere di rotolarti
qualcosa che assomiglia a un rantolo
alcuni cercano le macchie di sangue e altri vorrebbero
fermarti – c’è sempre qualcuno che interrompe
la felicità e ti fascia le tempie
cerca di farsi sentire e urla così forte
che si crepano i timpani e si chiudono le persiane
cambia tutto così in fretta.

 

*

 

ACCUMULI

Di sbieco passa il profumo assale la sete
una carezza spesso si confonde tra e l’abbandono
allungare il passo non serve sfilaccia solo i tendini
provare a rifugiarsi pensando di essere
benvenuta lascia sempre il tempo che trova
la verità è che oltre non si può andare si può soltanto
annaspare alcune volte smette di piovere
e rimane lo sguardo annacquato non cerchi le nuvole
nei luoghi sempre uguali accade questa sorte
vorresti vetri anche trasparenti a coprire il tuo ventre
evitare cumuli ammassi fuochi rancidi.

 

*

 

SOCIAL

Mi vedete proseguire questo filo fino a inciampare
andare a terra mostrare il passo e sentire la pelle
assottigliarsi consumarsi prima di volare –
la fine è così: perpetuo consumo però hai un profilo
facebook a cui riversare la giovinezza far finta
di niente tra l’insensatezza e la spossatezza
giornaliera e il sorriso dentro la voliera
l’immortalità è a un passo di like in like stendi la corda
impicchi uno status ti sembra d’essere.

 

*

 

GOMMA

La gomma ti si attacca addosso
spinta dal vento non si leva
né si lava via dal respiro
se corri parli meno di quello che perdi
increspata la pelle si solleva
pesa meno dei sogni
e però non sa volare si abbandona
raspata dai ricordi
rotolata via da mulinelli
tutto senza nessun rumore.

 

*

 

EVIDENZA

Il ricordo del vuoto del fondo
ricompare di colpo
silenzioso imprevisto
da impedire persino stupore
si cammina distratti interrotti dal buio
la giornata produce tra scaglie la fine
dispersivo il rammarico
a cui sfugge la logica
emotiva uno scarto un passaggio
t’impone l’evidenza
la distanza rincorre l’insieme
disunito disfatto
hai finito l’ascolto al telefono
un richiamo immediato che dondola –

Il debito ha annullato
meraviglia alla luce ristretto
purulenza tra i denti anche il vento in un tunnel
è un ventaglio sformato
senza pieghe né brezza un po’
pallido appari in questo modo
trasportata da un vento fittizio
uno strillo allo specchio.

 

*

 

TONALITÀ

Ogni vicenda accompagna le tonalità dell’umore
con i colori inespressi gli stessi che si spargono improvvisi
nelle parti del corpo che screpolano nel viso ammansito
di solito spegni prima la luce poi chiudi gli occhi
ora che tutto è solo buio aspetti la luce di un giorno
che non arriva mai puntuale e lo rimproveri
impudente realtà che non somiglia più a niente.

 

*

 

SCIALLE

Hai dato per certo che l’alito pesasse più del previsto
tra il triste sogno e il presunto risveglio
non ti sei scostata di un millimetro e il tentativo
di un idillio è uno scialle sventolante
nient’altro rincorreva alcune nubi e altri passeggeri.

 

*

 

LENZA

Si svolge lenta e
particolarmente sospesa
la lenza che stende
il tuo sguardo da lato
a lato delle sere
senza sutura –
le particelle laterali
se impazziscono lasciano
lo sguazzo sguinzagliato
bisbiglia l’alito
la struttura si sfascia
e ti sembra di apparire
sempre meno.

 

*

 

SPERPERI

Oggi che si sperpera la morte
hai pensato di respirare
nascosta quando esplodono
i sussurri delle falene i
ricordi si sbudellano
i capelli ti accompagnavano
meglio del sole e di una corona
di un prato e di una nuvola e
di un ibisco e di una collina
di un sentiero al ruscello
una goccia si abboccolava a
tutto il resto immortale.

 

*

 

FIACCOLE

Una strategia appare
evidente quella di riunirsi
tenere fiaccole
accese strette come guance
tese il pianto assemblato
si fa pericolosa caccola
esplosiva – non tutti pregano
allo stesso modo
ma ogni preghiera sanguina
comunque da tutte le parti
e la marea così come scende
risale.

 

*

 

BENDATI

Ancora ancorata parte della vita
preferisce annegare senza battere ciglio
il rischio di una domanda
il terrore di una risposta
si pensa di poter camminare
bendati fino a ritrovarsi abbandonati
destinati al vento
il rumore di fondo ormai è un messaggio
che arriva troppo tardi
poi in questi giorni
anche le onde si disfano maldestre
le falde si asciugano e la cispa
si dispone su una ruga
quando pensi che ti faranno andare via
hai già ingoiato il silenzio
senza masticare.

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