Il futuro della poesia

IL FUTURO DELLA POESIA IN ITALIA

Un dossier in esclusiva per RebStein
a cura di Pellegrino Ramingo

Ogni giorno, sulle autostrade superaffollate della rete, si affrontano in un duello senza esclusione di colpe BOOKINARI & TWITTAIOLI, alfieri delle due omonime scuole vermicolari che, a partire dai primi an(n)i zero, si contendono le umide & rigogliose praterie della poesia italiana. Come ognun sa, non c’è tenzone senza testimoni, giudici & verdetto, di conseguenza il destino delle patrie lettere si decide sotto gli occhi vigili & indaga-tori di una commissione super partes, formata da studiosi di preclara fame, tutti redat-tori & firme eccellenti della N.O.I.A. (New Osteoporetical International Aesthetics), la prestigiosa Rivista, unica al mondo, capace di offrire dalle sue pagine telematiche non solo un vastissimo assortimento di protesi, dentiere, cateteri & pannoloni, ma soprattutto, ed è quello che più ci sta a cuore, di proporre a scadenze quasi quotidiane (o più volte nell’arco della stessa giornata: quando sono in stato di grazie succede anche questo!), variopinte & innovative pœtiche officinali in grado di guarire ogni possibile disturbo creativo & di cambiare per sempre, sempre in meglio, il corso e-vacuatorio delle rime. Ci corre l’obbligo, comunque, & lo riportiamo per dovere di cronaca, riferire a tale proposito la posizione di alcuni critichi minoritari, palesemente invidiosi & in malafede (tra loro, in prima fila, linotipisti, automobilisti & gli immancabili gommmisti) che dicono trattarsi della solita risciacquatura di piatti & della ennesima rimasticatura di cibi avariati: nient’altro che fuffa lassativa, in ultima analisi.

N.O.I.A.

BOOKINARI

TWITTAIOLI

Lo scontro impazza & a deciderlo, molto probabilmente, sarà il posizionamento definitivo dei pœti onesti & civili, insieme alla pletora di cloni iscritti alle loro liste di collocamento. Partiti quatti quatti, quasi in sordina & a fari spenti, come tanti mogòl in sedicesimo, in libera uscita dal tinello, i civili & onesti hanno via via finito per ingrossare a dismisura le fila dei BOOKINARI & dei TWITTAIOLI, distribuendosi a caso nell’uno e nell’altro schieramento, anche a rischio di fare la figura dei buffoni di corte, dei lecca-lecca dell’h-demia che manco se li fila di striscio (“l’importante è esserci & parlare comunque & ovunque alla gggente”, afferma uno dei loro più autorevoli porta-voce, nonché re-censore principe dei suoi sodali: è ha ben ragione a dirlo & a crederci, viste le masse fluviali che ogni giorno affollano le librerie della pen-insula alla ricerca di o-pere di pœsia, anche in formato supposta, i suoi parti plurimi & pluripremiati & quelli dei suoi amichi in parti-culare).

Ma è il rimescolamento continuo di carte, ad ogni modo, che sta mettendo in seria difficoltà la giura nell’espletamento del suo lavoro: ad ogni accensione del mezzo in proiezione valutatoria, ad ogni aggiornamento di pagina, sempre più frequentemente gli esimi “n.o.i.a.-bili” si ritrovano davanti agli occhi anime in perpetua transumanza, gruppi di BOOKINARI defluiti tra i TWITTAIOLI & nugoli di TWITTAIOLI tra i BOOKINARI & BOOKINARI che sono anche TWITTAIOLI & TWITTAIOLI che sono anche BOOKINARI: tutto uno svolazzo di tuìts e di fèis, di slinguacciate e di esteriorizzazioni seminali che non ci si capisce più un cazzo: non si sa più se chi ci mette la fèis è anche chi esteriorizza, se chi esteriorizza è anche chi ci mette la fèis, se chi ci mette la fèis usa contemporaneamente anche tongue & lips, se chi ci mette tongue & lips si limita solo a quello, costretto in un ruolo ben definito, o è anche, a tempo debito, un possibile esteriorizzatore, se chi esteriorizza ci mette solo la fèis o è anche un lippatore & un tonguista. Un vero bordello!

La lotta è incerta & la faccenda sempre più confusa & ingarbugliata; di sicuro, ormai, c’è solo l’esito finale dello scontro, di cui siamo in grado di darvi conto, quale che sia la fazione che ne uscirà vittoriosa. Non si tratta evidentemente del frutto di un nostro particolare elucubrare, materia nella quale siamo completamente privi anche dei più elementari rudimenti (non solo in quella, per la verità), ma del responso inappellabile del nostro ora-culo domestico nei fatti attinenti il letterativo & dintorni, A. G. Policorte, la nostra anatissima critichessina (nonché raccontessina & pœtessina) di fiducia. Da noi interpellata & dopo averci gentilmente ringraziati per esserci rivolti a lei & non al primo santuario disponibile (“ma chi cazzo siete? & che titoli potete mai vantare voi, zotici & ciabatt(on)i analfabeti delle lettere, maiuscole e minuscole, per rivolgermi la parola & chiedere il mio consulto?”), ci ha rimandati a un suo saggio, di imminente uscita, nel quale, con la modestia che la contraddistingue & che è la sola virtù che ci permette di riconoscere al tatto i veri glandi, traccia un primo sommario bilancio dell’opera creativa da lei fin qui prodotta per la posteriorità. Non ha voluto rivelarci il titolo né l’editore, ma ci ha congedati con una frase che, parafrasando Jon Landau, ha voluto porre in esergo all’opus venturum, seguita da un test(icol)o esemplare, ampiamente esplicativo a suo dire, che, doverosamente, alleghiamo agli atti: “Ho visto il futuro della poesia italiana: il suo nome è BAMBINISMO”.

Cara, cara & dolce la nostra ineguagliabile critichessina (nonché raccontessina & pœtessina), floreale & gioachimita com’altri mai, “di spirito pre-fetico dopata”! Se solo ci avesse lasciato il tempo di replicare, senza sguinzagliare immediatamente i cani per cacciarci, le avremmo fatto notare che, purtroppo per lei e per le sue indubbie capacità divinatorie, deve aver premuto il tasto sbagliato (eh sì, succede talvolta anche ai glandi) nel collegarsi col suo personal pusher visionum: la sua, infatti, non è una pro-fezia ma una pre-fezia: qualcuno, a sua insaputa, sta scrivendo il futuro da decenni, come l’onesto triestino natalizio mai avrebbe osato sperare. E gli riesce davvero bene, visto che ha lasciato, & continua a lasciare, solchi così profondi che si può solo seguirli in silenzio, con devozione, spirito di emulazione & speranza. Leggere per credere, plìs.

so ascoltare gli uccellini sui rami
gli uccellini stanno facendo i loro nidi

quando li videro, gli alberi piansero
non dovete piangere, dissi loro
gli uccellini stanno facendo i loro nidi
e io vorrei tanto accarezzarli

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89 pensieri su “Il futuro della poesia”

  1. almerighi, questa te la devo, te la sei meritata (anche se ho paura che finirai per portarmi via il mestiere): nuclei operativi ecologici è una figata pazzesca – diciàmolo pure: una glande figata :)

    1. ci penserò, ma ho forti dubbi sul fatto che poi me lo pubblichino

      sono an(n)i e an(n)i che chiedo di poter avere le chiavi dello sgabuzzino e autopostarmi, ma ogni volta mi sbattono la porta in faccia

      hanno cooptato anche mia moglie, pensa te, e a me nemmeno lo straccio di un account, nemmeno di seconda mano

  2. Non ho capito niente, dunque apprezzo. Però, una domanda all’esimio saggista: la trinariciuta Policane sta tra i semplici bookinari o è somma sacerdotessa del facebukkake?

    1. asino, l’oracolo non parteggia mai, il suo compito è quello di pro-fetizzare o di pre-fetizzare
      nei fatti del letterativo, per indenderci, ella è la personificazione del letterativo stesso

      1. Capisco: chiaramente, essendo l’arte oracolare d’origine ellenica, il suo obiettivo è essere pro-feta (φέτα). Formaggi a parte, Essa (…) è, dunque, l’ipostasi dell’ipofisi: ipo-stasi (col genitivo) del letter-passivo, missionaria della posizione a tutti i costi. Capisco. Emilio Villa si rivolterebbe nella tomba.

  3. Bah, e che ne dici, invece, del gruppuscolo romanuscolo di artistu(n)coli facente a capo al Doppialingua, aka il Jep Gambardella de noantri? Sono “impegnati” a rifondare una Nuova ontologia estetica, e in ontologia stanno fermi all’attualissimo Heidegger (al massimo masticano, senza un minimo di reale cognizione di causa, Mandel’štam). Che mi sai dire, tu, di questo (som)movimento geriatrico da Odissea nell’ospizio? Li conosci, o, come quasi tutti, ne ignori l’esistenza? Grazie delle delucidazioni

    1. macché nuova ontologia estetica, solo frasi alla cazzo, brutture, al più nuclei operativi ecologici, te lo dice uno che c’è stato un paio d’anni e li ha mandati dove meritavano di andare uno per uno

      1. almerighi,oggi per puro caso ho scoperto, sulle rive del danubio a praga, che saresti un “fuoriuscito”; ne sono felice perché essendo io un ramingo di nome e di fatto, i fuoriusciti mi stanno naturalmente simpatici

        non ti nascondo però, pur non sapendo ma potendo solo immaginare da quale “locus amoenus” saresti fuoriuscito, che c’è una domanda che continua a ronzarmi nella capocchia: quale che sia il “dove”, ma come cavolo hai fatto ad entrarci e, soprattutto, cosa ci facevi là dentro, cosa cercavi?

      2. Sono uscito dal gruppo dell’ombra delle parole, i cosidetti linguaglossiani, perché sono stato tacciato di antisemitismo. Non cercavo nulla e non ho mai chiesto nulla, mi sembravano gente giusta, mi piacevano le proposte poetiche di Linguaglossa e mi sono posto nell’atteggiamento di ascolto titpico di chi voleva apprendere qualcosa. Non ho chiesto favori, non ho chiesto di entrare nel gruppo, mi fu chiesto da loro. All’accusa di antisemitismo, rivoltami da una nota troia, li ho mandati a fare in culo uno a uno.

    1. scusa tosi (prosit! per il grappino), secondo te michelangelo è più un bookinaro o un twittaiolo? e, sempre a tuo modo di vedere, uno come dick, con quel nome poi, ha qualche sciàns di entrare nella redazione della n.o.i.a.?

      1. Il suo David, di Michelangelo, misura 5mt di h x 5tonnellate di peso, mi dici come potrebbe twittarlo? Bookinaro senz’altro. Quanto al povero Dick, quello va dove gli pare. Parola di pensionato della Nuova Ontologia Estetica. Averne…

  4. grazie tosi, un po’ l’avevo immaginato che quel figone di michelangelo mica si accontentava di una twuittatina e via

    mi sfugge cosa sia la nuova ontologia estatica ma cercherò di infornarmi, tenersi al passo coi templi è sempre cosa buona e giusta come dice quel sant’omo del mio con-fessore

      1. Sapete, quelli della n.o.e. sono tutti un po’ anzianotti. Con l’età vien meno il senso del tempo. Però se ci pensate ( sono sicuro che lo sapete fare: mica ci si può improvvisare con la satira, altrimenti si è idioti), a rincorre l’attualità ci si pone – nonostantemente e inquantamente – un passo dietro. Qualcuno potrebbe dire ‘Na beata minchia! Ma è così. Però bravi, dai. Ciao

      1. Io scrivo sempre dalla stessa stalla! Promesso, comunque: se dovessi scrivervi ancora, vi scriverò da Fermo. ih oh, ih oh, ih ho

  5. buonasera ciao a tuti mi chiamo Lina e telefono dal’italia da solofra ho visto che siete dela swizzera ma che stampate tutto in itagliano e vi vorei chiedervi come si fà a pattecipare a questo concorso che anch’io le scrivo le poesie e mi ha molto appreso il titolo del futuro dela poesia anche se e la prima volta che mi mando le mie cose che le o scritte
    grazzie se mi rispondeste e complimenti per questo bel programma che o letto anche se non lo capito fino ala fine

    Lina Frago

  6. salve lina, mi sente? ma come ha fatto ad avere il mio numero telefonico?
    grazie della chiamata, comunque, e sappia che è capitata proprio nel post(o) giusto, si potrebbe quasi azzardare che mancava solo lei
    accettiamo senza problemi la sua richiesta di partecipazione a questo concorso, dicendole in anticipo che lei ha buonissime possibilità di piazzarsi tra i primi, anzi di vincere: il tono e il contenuto della chiamata attestano immediatamente la validità del suo lavoro (e vedrà che tra bookinari, twittaioli e n.o.i.a.bili qualcuno le farà anche una proposta di edizione)
    le procedure sono semplicissime: lei è di solofra, vero? bene, entro venerdì sera si rechi con le poesie che le a scritte lei in persona nel piazzale antistante il centro commerciale di atripalda; nel caso ce ne fosse più di uno, scelga quello che le sta più simpatico; se poi le risultasse più comodo, può anche recarsi a serino, sempre presso un centro commerciale etc. etc.
    davanti all’ingresso, tanto ad atripalda che a serino, vedrà dei bidoni verdi bianchi marroni; scelga il colore che meglio le dona, alzi il coperchio e butti dentro il malloppo che avrà portato con sé, in dieci copie dattiloscritte numerate, mi raccomando

    noi passeremo da quelle parti sabato mattina prima delle otto, per evitare la ressa dell’apertura, e ritireremo il suo pacco e quello di quanti tra i suoi paesani (so già che dopo questa telefonata lei spargerà la voce tra familiari e amici) ci faranno avere i loro poesìi che anno scritto lori in persona

    un’ultima raccomandazione: non faccia l’ingorda e non si faccia prendere dalla tentazione di conoscerci di persona, non venga ad aspettarci vicino ai bidoni: non solo rischia l’esclusione dal concorso (i giurati si conosceranno solo durante la cerimonia di premiazione), ma finirebbe per perdere del tempo prezioso che può impiegare a scrivere già la prossima raccolta (differenziata, sia chiaro)

    e infatti può succedere, non sa quante volte è accaduto con altri concorrenti, soprattutto quelli che pagano la tazza d’iscrizione (per lei è tutto gratis, poi le spiegheremo perché), che lei, mettiamo, ci aspetta a serino e noi iniziamo il giro da atripalda, oppure lei corre fino ad atripalda e noi eravamo a serino: un bordello, se lo eviti, una come lei merita ben altro e se ne accorgerà quando stringerà il premio in mano

    adesso devo salutarla, mi chiamano in redazione per i preparativi
    un abbraccio, cara, ci stìi bene, almeno fino alla consegna del premio

    clic

  7. “non venga ad aspettarci vicino ai bidoni” è geniale
    ramingo, la carica di presidente onorario del p.e.p. p. è sua di diritto

    1. Purtroppo non lo inseriranno mai in Atelier. Gli stliti del metro non amano si defechi su di loro. L’ironia è bandita, come al N.o.e. (No, e?). [Ho scritto da Fermo]

  8. Ma il mitico Lucio Mayoor Tosi è l’addetto stampa di Jep Gambardella? Dato che i falchi stanno ben camuffati, dal Noe mandano la colomba.

      1. Non riesco: mi censurano da anni. Da quando ho cercato di mettere in luce l’inadeguatezza di «critico letterario» e di intellettuale del Jep. Nella sua logica schmittiana, da «amico» sono diventato «nemico». Da «ottimo» sono diventato «scarso». Quando si asserve la critica letteraria all’interessa, capita!

  9. @ Pellegrino Ramingo

    Ti hanno fornito dei documenti farlocchi per il tuo dossier dell’ostrega. Altro che schieramenti contrapposti, bookinari e twittaioli sono pappa e ciccia e si scambiano amorevolmente post e salamelecchi. Mi risulta che anche i noiabili siano frequentatori abituali della parata, altro che giudici imparziali di uno scontro che non esiste o esiste solo nella tua capa.

    Ramingo, ascolta un consiglio: curati! ravvediti! convertiti! bookinarizzati! twittaiolati! noiabilitati! Una buona novena e ce la fai.

    1. mariano, tu devi aver avuto un travaglio lunghissimo, di almeno quattro settimane, per partorire la cazzata del mese
      la pappa, la ciccia e i salamelecchi nauseanti sono falsi come giuda
      ti sembra possibile che gente che fino all’altro ieri si insultava pubblicamente abbia deposto le armi e si abbracci in nome della comune, onesta e civile, passione per la poesia?
      cos’hanno in comune il twittaiolo che scrive per la ggente, che accoglie i post del bookinaro accademico e poi sul suo blog spara a zero contro i professoroni?
      cos’hanno in comune il bookinaro accademico che scrive per i consimili titolati, che accoglie i post del twittaiolo per la ggente e poi sul suo sito spara a zero sui poetastri tuttiuguali che scrivono alla cazzodicane i loro senti-mentini minimali e politicamente corretti?

      dai ciccio, riprenditi, smetti di farti di incenso e concediti una licenza lunghissima da te stesso, ti farà solo pene

  10. Asino, questo l’avevo capito, anche se “capire” non rientra tra le mie mansioni abituali. Ti chiedo solo di non insistere, non ho nessuna voglia di vedermi piombare qui caterve di poesie in forma di commento, premi nobel quotidiani, scopritori dell’acqua calda e quello a cui Luzi mise una mano sulla spalla al bar bevendo un caffè… Ho altro da fare che stare tutto il giorno sul blog e persone in gravi difficoltà da accudire. Sono di passaggio qui e, sinceramente, di Noè, Esaù, Giacobbe, Mosè, Matusalemme e affini non me ne frega una beata fava.

    gem

    1. Gem, il blog è davvero bello. Se non hai tempo di seguirtelo, fai come Jep: usa abbondantemente la censura. :-D Io ho un amico che ha messo un dito nel caffè di Milo De Angelis. Serve?

      1. Grazie per i complimenti ma io non ho nessun merito, sono appena arrivato. E, comunque, qui non ci sarà mai nessuna forma di censura, ci fa schifo anche solo la parola. Il problema a cui alludevo è semplice: se si apre una discussione, bisogna trovare il modo di seguirla e io, in questo momento, questo modo non ce l’ho. Tutto qui.

        (E a proposito di censura: non riusciamo a capire per quale motivo wordpress mette in moderazione i tuoi commenti – magari è una piattaforma “scandinava” :) quindi, se non compari subito, non gridare al lupo, è solo che non c’è nessuno a liberarti.)

      2. asino, presto, staccagli immediatamente quel dito e conservalo come una reliquia, tra qualche ano potresti ritrovarti una fortuna

  11. Non so: rischierei di trovarmi un dito nell’ano, tra qualche ano. Sinceramente, non gradirei (con tutto il politically correct di una prostatologia).

  12. ma si può sapere che razza di premio è il vostro, se possono partecipare anche i deficienti che scambiano una mail per una telefonata? dai, voi state scherzando, credevo che questo fosse un blog serio ma devo proprio ricredermi a quanto pare
    e poi, cos’è sta roba che i componenti della giura si conoscono solo il giorno della premiazione? immagino che ci sia anche un’esosa tassa di iscrizione, il solito meccanismo di classe per tenere fuori proletari, disoccupati e pensionati al minimo, e che abbiate già bello e pronto il nome del vincitore. ma vergognatevi
    e pensare che volevo anche iscrivermi, mi prenderei a schiaffi da sola

    Gina Ciliè – Vignola (MO)

    1. cara, cara e dolce gina, perché prendersi a schiaffi e sciupare quella bella faccina vellutata? lei non lo sa ma è capitata proprio nel posto giusto, questo è decisamente il concorso che fa per lei, a misura delle sue notevoli capacità espressive e del suo afflato etico-sociale
      sono sicuro che lei ha ottime possibilità di vincere uno dei nostri prestigiosi premi, sia nella sezione “poesia onesta” che in quella “sperimentale”, quest’ultima non era prevista ma la apriamo appositamente per lei vista la sua indubbia creatività nell’impacchettamento del commento
      le sue rimostranze, ad ogni modo, me lo consenta, sono fuori luogo: crede di essere in scandinavia? qui siamo in itaglia, non lo dimentichi, “il bel paese dove l’euro sona” (lei comunque si è conquistata il diritto a un congruo sconto sulla tangente per l’iscrizione)
      e poi, suvvia, non mi faccia l’ingenua: se noi pubblicassimo i nomi dei giurati, in particolare del presidente, chi mai parteciperebbe al premio? se io dico: il presidente è ics, tutti sanno già chi è il vincitore e, a quel punto, perché concorrere? se ics rimane un’incognita, io posso sempre sperare che si tratti di qualcuno del mio giro, uno a cui ho appena fatto i complimenti sul sul suo blog, un bookinaro che mi ha appena dato l’amicizia o un twittaiolo di cui ho appena rilanciato l’ultima cagata o, ancora meglio, uno per il quale ho scritto una mirabolante recensione sul suo ultimo libro, inventata di sana pianta perché il libro non l’ho letto né mai lo leggerò (io leggo solo me stesso): in quel caso, il primo premio sarebbe già mio
      e, a proposito di premi, noi abbiamo istituito il doppio binario, nel senso che ci sono due classifiche parallele di “merito” (vabbè, si fa per dire), due primi, due secondi e due terzi premi: la graduatoria “d” e la graduatoria “n”: “d” come danaro, una bella somma di soldoni sonanti da cui il vincitore detrarrà il cinquanta per cento, in contanti e senza ricevuta, da devolvere, seduta stante, all’organizzazione; “n” come natura, e in quel caso il premio è tutto del vincitore, tutto nelle sue mani
      lei preferisce in danaro o in natura?
      la aspettiamo, dolce gina, pensi alla foto finale con tutti i membri della giuria intorno, vicino al tavolo dove fa mostra di sé la torta artigianale offerta dalla pro loco e che non aspetta altro che lei

  13. e allora? dovreste provare solo gratitudine, se non altro vi stanno offrendo la possibilità di morire in silenzio, lontani da lamentazioni fasulle come i loro sentimenti

    dedicategli un pensiero riconoscente, piuttosto

    Beato,
    Chi almeno una volta,
    Almeno chiudendo gli occhi
    Ha potuto dimenticarvi tutti,
    Inutili
    come un raffreddore
    E sobri
    come l’acqua minerale.

    Vladimir Majakovskij, Ehi!, 1916

  14. Ramingo, è da un po’ di tempo che registriamo una caterva di lettori dagli Stati Uniti. In verità ne abbiamo sempre avuti, mai come in quest’ultimo mese. Non è che ti sei trasferito da quelle parti con la famiglia al seguito? Se così non fosse, deve essere la famiglia trump che ci segue fedele e devota.
    E a proposito di trump, non ti senti anche tu un po’ trumpista? Dài, confessalo.

  15. trumpista lo andate a dire ai vostri reverendissimi nonni cardinali & con-fessori, cari i miei imbecilli mascherati
    io al più potrei essere un trumpatore
    se gli americani vi seguono come dite ciò non fa altro che confermare quello che sempre pensato su di loro: oltre ad essere schifosamente obesi fin da piccoli, hanno anche dei seri problemi nella parte più alta del corpo

  16. Non esagerare con gli insulti, Ramingo: imbecilli ci sta, ma mascherati proprio no. Magari volevi scrivere “mascarati”, e ci avresti azzeccato in pieno, infatti siamo in piena fase di trucco, ci stiamo preparando al ritorno in campo del nostro eroe preferito, il “cavaliere mascarato”, che sarà su queste pagine, come sempre, a miracol mostrare.
    Rivelazioni da non credere da una nostra fonte messicana, altro che i tuoi dossier.

    p.s.
    A proposito di obesi: da quanto tempo non ti guardi allo specchio?

    p.s.s.
    Un consiglio: cambia supermercato, ci risulta che c’è gente che ti cerca…

  17. tu gironzoli troppo dalle parti dell’arca, stanne alla larga
    vedi che se ti risucchiano, sarà un po’ difficile che ne esci, gli argonauti sono peggio dei gommmisti

    e comunque sbagli anche tu, il fiume di praga è l’aniene per tutto l’an(n)o, nel mese di giugno l’ofanto

  18. C’è un criticuccio di terza categoria
    che si definisce «calzolaio» della poesia.
    Se l’avvicinate siate molto scaltri,
    abituato com’è a fare le scarpe agli altri.

  19. Asino, ascolta, si fa sera…
    Vedi, a me di Jep Gambardella, di Sorrentino, dei suoi “film” e dei suoi “personaggi” non frega una beata mazza. Se ci aggiungi che né Jep, né Sorrentino, né i suoi film, in particolare “La glande bellezza”, sono presenti nel thread, la tua insistenza diventa solo morbosa.
    Sembri il tipico innamorato tradito che cerca in tutti i modi di “fargliela pagare”, che non riesce a capacitarsi del “tradimento” dopo tanto e tanto anore…
    Perché non consideri che forse, con quel tradimento, ti sei “salvato”? Dai, mettila così e acquietati: da uno come te mi aspetterei un “ben altro” contributo di interventi e di commenti. Se continui così ti candidi automaticamente alla vittoria del prestigioso premio “Bambinismo d’oro” che Pellegrino Ramingo sta organizzando.
    Ecco, quel premio lascialo pure alle ciofèche della rete…

  20. Però l’epimilligramma senza forma-«poesia» è bello. Più dei deliri di certi «poeti» da salotto. Hai capito benissimo, boy: si discuteva di «frammenti». Nooooooooooo: tu sai benissimo che il mio massimo contributo riesco a darlo con l’elenco delle mie onorificenze e con la questua! Premi non ne ho mai vinti: come errore – una sola volta nella mia vita- una targa (Premio della critica, come a San Remo): la macchina non arrivò mai. Ci terrei a vincere il «Paracappato d’oro» di Pr. Ho smesso coi commenti intelligenti: fruttano soltanto invidia e querele. Tanti abbracci

  21. Giuro che la smetto, comunque! Perchè non mi dedicate una paginetta come fece il buon FM nel 2013? Sono fuori moda?! Ah, la tauromachia…

  22. Jep, la persona con cui hai dialogato in questo commentario, cioè g (io sono la m: Dora Markus), non sarà in linea prima di domani sera (presumo). Ti risponderà lui/lei.
    Non so se sei fuori moda: per noi è fuori moda solo ciò che non ci piace.

    d.m.

  23. @ almerighi

    prendo atto di quello che dici, io non letto il libro pubblicizzato su google e quindi non saprei cosa dirti, ma antisemita proprio non ti ci vedo, nemmeno per scherzo, e ho un debole per i “cani sciolti”

    p.r.

  24. Ramingo, ci hanno detto che sei a Praga. Immagino tu ci sia andato per verificare se il fiume che passa da quelle parti è il Danubio. Ecco, vedi di restarci il più a lungo possibile.

  25. O.T.

    Ramy, conosci per caso il pastore tedesco? Secondo me sì, altrimenti non si spiega perché dopo ogni tuo intervento (non richiesto e non gradito, tra l’altro) c’è sempre qualcuno che si collega da Città del Vaticano. Tu proprio non me la conti giusta… Sei in cerca di indulgenze?

  26. alm&righi, sappilo!: ti sto studiando!

    & sappiat&lo anche voi, figh&ttini stronz&tti ch& vi nascond&t& di&tro la sigla g.&.m.! sto studiando anch& voialtri!

    lo so qu&llo ch& stat& p&nsando tutti & quattro, ch& si tratta di un avv&rtimento fascio-mafio-lombrosi/ano, ma chiss&n&fr&ga! io vi studio lo st&sso, sono qui per qu&sto, sono in mission& p&r conto della po&sia, &cch&ccazzo!!!

    p.r.

  27. Gentile Signor Ramingo vorrei sapere cosa è per Lei Poesia e quali gli autori conosciuti, misconosciuti di cui valga la penna leggere. Grazie.
    Non appartengo alla lunga diatriba in corso, lo specifico.

  28. gentile dora, lei fa la domanda giusta alla persona sbagliata, nel senso che io non potrei mai risponderle non essendo un poeta né aspirando ad esserlo, vista la sindrome noetica in cui invariabilmente inciampano tutti coloro che fanno quell’ingrato mestiere (ma chi glielo fa fare di ridursi così?)

    le poche volte che mi capita di pensare all’oggetto su cui chiede lumi, mi si materializza per un fugacissimo attimo un’entità che ha le vaghe sembianze di angelica, sì, proprio quella là: un essere inafferrabile, fatto della stessa materia dei sogni (ha notato l’originalità della “mia” metafora?), che non si concederà mai, non si farà mai ingabbiare da nessuno, tanto meno da quelli che credono di essere gli unici depositari delle sue grazie o dei suoi sensuali artigli

    quella che i “depositari” di cui sopra si ostinano a chiamare poesia non è che il numero del sogno: 3347: non tremilatrecentoquarantasette, ma 33 & 47, gli “anni di cristo” & il “morto”: uno specchio sempre più opaco e vanescente che rimanda gli ultimi “frammenti” del loro nulla sospeso tra il “delirio di onnipotenza” (33) & la “polvere” (47)

    la poesia è il tuffo di medoro dal ponte carlo iv a praga nelle acque del sottostante danubio – sempre meno blu, sempre più fuori quadro e fuori sede – & amen

    p.r.

    1. Forse più di ogni altra parola abusata, il nulla in quanto nulla si sfalderà presto in qualcosa. E poi in qualcosa ancora. E’ un lavoro incessante, i pessimisti stiano pure in tribuna: l’esito non è mai scontato.
      Angelica non ha gusti difficili: un panino, ma anche uno sputacchio… e gli affanni. Perfino le briciole. Non si butta niente.

  29. Il futuro della poesia, purtroppo non è nelle mani della poesia. Qualcuno deciderà cosa farne, tenuto conto che non rende denaro. Ma potrebbe, ad esempio se uscisse dal suo isolamento; e già si vede dal dilagare nell’interattività. Ma non basta. Ci sono immagini solitarie che non trovano parole degne – ovunque, è un’inflazione di imagini –, solo andrebbero evitati certi “pipponi” perché la misura è colma, le immagini sono ormai arrivate in paradiso. Servono versi brevi, agili, in luogo delle didascalie e dove si hanno a disposizione solo citazioni. Si dovrebbe arrivare a dire ( al fotografo, al cineasta): qui si rende necessaria almeno una parola, e che sia nuova. Già, mica facile trovare un poeta! Certo, è un’impresa dover scavare nel pensiero lineare, dove tutto cade se togli un dente. Ma, così la vedo io, ci sono frammenti avventurosi…

  30. La Poesia, forte del suo essere, non necessita di farsi trovare.
    Bisogna cercarla, come tutte le cose belle.
    Come le belle cose.
    In un dedalo fortificato dal Linguaggio che diventa Esperienza.
    Non ci si perde, mai.

    Signor Ramingo: le avevo chiesto cosa legge, quali autori
    questo era. Grazie.

  31. dora, lei vuole per forza dei nomi, appena posso le do la lista, senza nessun commento, degli ultimi dieci libri che ho “letto” (spesso di notte, a “letto”)

    un nome però glielo lascio, con immenso piacere, preceduto da una piccola premessa: mi sono riavvicinato alla poesia, dopo anni e anni di rifiuto di tutto ciò che somigliasse anche vagamente a un verso, seguendo le intuizioni e le indicazioni del fondatore di questo blog, che conosco, non so se purtroppo o per fortuna, da parecchio tempo; per alcune scelte lo avrei preso a legnate, per altre non finirò mai di ringraziarlo, mi ha aperto mondi per me impensabili

    una delle proposte per cui lo ringrazierò sempre è una (mia) scoperta proprio degli ultimi mesi, un poeta che non ha mai pubblicato un libro, per quanto ne so, ma che sto leggendo e rileggendo con una avidità di cui mi sorprendo ogni volta: è una donna, e non poteva essere altrimenti, della cui scrittura sono innamorato, perché mi costringe, senza nemmeno volerlo, a tuffarmi dal ponte carlo a praga nelle acque del danubio: si chiama lisa sammarco

    la cerchi su questo blog, e si prepari a un bel tuffo anche lei, sono sicuro che lo farà

  32. sono contento di esserle stato utile, dora, e non le nascondo che aiutare la mia prossima a dislagarsi è l’unica forma di generosità che mi sento di praticare

    prima o poi ripasserò con quanto promesso, il tempo di smaltire la cocente delusione di vedere lucio tosi gureggiare e santoneggiare in veste di illuminato damasceno

    e chi se lo avrebbe mai crèso!

  33. sì lucio, va bene tutto e tu puoi fare quello che vuoi, ci mancherebbe altro. però, visto che ci sei, fatti ridisegnare anche la “palestra”, rendila più accogliente: vuoi mettere il fascino del niùlùk quando ricevi la visita dei “correttori” dei tuoi “esercizi”?

    ciao caro, mi tengo il ricordo, gradevolissimo, della persona arguta, autoironica, sensibile, curiosa, indagatrice con cui ho dialogato qualche volta negli anni passati nel commentario di un paio di blog. e tanto basta, almeno per me

    1. Caro Pellegrino, in questi anni le visite sono state tante: Tranströmer, per fare un nome. Poi ci sono stati maestri e insegnati. Alcuni mi mancano, altri so che sorvegliano. Si sbanda, come no. Però, quella nota di antico che sento nel tuo malumore…

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