Miracolo in diretta

Lazzaro Visconti Pera

 

“Prove tecniche di miracolo”
Ovvero: morte e resurrezione in diretta

 

(Dall’archivio della Vi.Pera
Numero di Pratica “1816” – fascicolo P/2)

 

[Milano, salotto del ragionier Ambrogio “X”.
Il padrone di casa cerca in tutti i modi di mandare a monte l’incontro e l’intervista già concordati.]

 

R.
…Mi spiace, non se ne fa niente…Mi ero sbagliato…non ho niente da dichiarare…

V.
Senta ragioniere, glielo dicevo anche stamattina al telefono, mi creda: lei non ha niente da temere. Niente! Ha capito? Io non rivelo mai il nome della mia fonte…

R.
No…la prego…è che ci ho ripensato, ecco. Non ho niente da dire…mi spiace averla disturbata inutilmente.

V.
Ma come? E’ lei che mi ha contattato…sembrava disperato, diceva che non poteva più vivere con questo peso…Guardi che la mia segreteria telefonica registra automaticamente tutte le chiamate che mi arrivano. Se lei, ora, non mi ricostruisce il “fatto”, visto che mi ha già dato delle cospicue anticipazioni, io, comunque, per dovere professionale, pubblico lo stesso la sua rivelazione… Quindi…

R.
Mi promette che il mio nome non sarà reso noto? La prego… io sento il bisogno di liberarmi, ne ho parlato anche con alcuni amici nelle mie stesse condizioni… ma ho famiglia, dei figli ormai grandi da sistemare… uno studiolo ben avviato… non so, non vorrei rovinare tutto quello che ho costruito fin qui. Se si sapesse che sono stato io, mi farebbero terra bruciata intorno… addio clienti… addio lavoro… chi mi aiuta più?

V.
Guardi, lei non comparirà mai, glielo prometto… Per cinquanta euro, troverò bene uno disposto a metterci il nome, anche di comodo. Suvvia…si rilassi…io sono qui che ascolto…

R.
Ecco…è stata una vera tortura, una settimana all’inferno: avanti e indietro dalla Brianza alla Toscana. Pulman, aeroporto, sala trucco, sala prove…ore e ore solo a disporci al posto giusto…una caterva di tecnici delle luci e almeno dieci telecamere che riprendevano…Pensi che mia moglie, il terzo giorno, è svenuta…ho veramente temuto. Lo stress era insopportabile. Anche i miei figli, che pure avevano aderito con entusiasmo…sa, siamo tutti iscritti della prima ora…poi se ne volevano andare. Stare otto ore al giorno sotto i riflettori, ripresi di lato, di sopra, di sotto…E poi, come se non bastasse, a noi è toccata la parte più dura…

V.
La prego, continui…in cosa consisteva?

R.
Tremendo…la prova “cipolla”…Poiché ci avevano assegnati alle prime file, avevamo sempre in mano, per tutto il tempo delle prove, dei fazzoletti inzuppati di un pestilenziale liquido lacrimogeno. Una settimana di delirio…guardi i miei occhi, guardi come sono conciati, eppure sono passati già parecchi giorni…

V.
Eravate in tanti? Voglio dire, in quanti erano stati contattati, così come è avvenuto per lei e i suoi familiari? Vi hanno dato un…“rimborso spese”?

R.
Eravamo mille, tutti dislocati nella parte immediatamente adiacente il palco… Il contatto? Beh, una vera convocazione, senza possibilità di ritirarsi… E poi, è anche scritto nel “contratto” firmato al momento dell’iscrizione… quello arriva a casa, insieme al kit e a tutto il resto. Pensi che un mio amico ha cercato di darsi ammalato…sono venuti a prenderlo con l’ambulanza fino a casa. Sembra che a sceglierci, uno per uno, sia stato proprio il “ricciolone” natìo di queste contrade: diceva che era il nostro battesimo del fuoco, visto che non avevamo mai partecipato alla vita sociale del gruppo, non eravamo mai stati a nessuna trasmissione televisiva a fare la claque, mai partecipato a una televendita, quindi…era giunto il momento di renderci utili alla causa. “Oltretutto”, ci dicevano continuamente, “avete anche il privilegio di assistere a un miracolo…in diretta…cosa potreste desiderare di più?”… Ah, il rimborso spese, diceva…beh, quello te lo raccomando…eccolo qui il rimborso…

V.
Cos’è, mi faccia vedere…Sì, è una nota spese…caspita un bel colpo…

R.
Un bel colpo? Una vera mazzata!…diecimila euro, capisce?…

V.
Ma, io leggo “cinquemila”, per la verità…

R.
Queste sono solo le spese dell’albergo… Gli altri cinquemila abbiamo dovuti versarli la domenica pomeriggio, alla fine della “recita”… Ci hanno convocati uno per uno: dovevamo comprare il nuovo “pacco”…bandiere, dvd con le sue esibizioni, soprattutto all’estero, libretti con tutti i discorsi, tutti i cd del suo posteggiatore di fiducia, bandiere e bandierine, spille, cravatte, cornetti e scongiuri, santini, foto a grandezza naturale dei familiari… E pensi che tutto il “guardaroba” l’avevamo appena rinnovato, poco prima delle elezioni, a soli mille euro…

V.
Scusi, ragioniere, va bene tutto, ma…si rende conto della sua coglionaggine? Scusi, sa… ma non mi viene nient’altro…Lo so, voleva sistemare i figli, nuovi clienti…ma c’è un limite a tutto, non crede?

R.
E’ anche per questo che ho voluto parlare con lei, signor Vipera, perché sapevo che prima o poi me lo avrebbe detto… e io ne avevo bisogno…sì, che qualcuno mi dicesse che sono un grandissimo testa di cazzo… E non solo, pensi,… mi sono reso conto di aver tradito, oltretutto, i miei sogni e i miei ideali di gioventù, anche se è difficile confessarlo…perché io, fino alla sua comparsa in campo, lei magari non mi crederà, ma ho sempre votato a sinistra…sì, ormai l’ho detto, e per un certo periodo anche quella estrema…ha presente?… io ho votato per anni perfino Martinazzoli… ma si rende conto?

V.
Eh sì, lei era un vero sovversivo, ragioniere, l’avevo sempre pensato. Sinistra “tosta” eh? Ma torniamo a noi, se non le spiace. Mi dica, quand’è che si è accorto di quello che stava “realmente” succedendo? Mi diceva al telefono di un particolare, se non ricordo male…

R.
Sì, a metà settimana, dopo tre giorni di prove devastanti. Improvvisamente, è comparso “lui”. Siamo scesi in teatro alle otto, ci hanno praticamente tirati giù dai letti, nemmeno la colazione ci hanno concesso. Era già lì, in tutto il suo splendore a trentadue denti e la sua chioma finta color testa di moro, che intratteneva i tecnici e dava le ultime disposizioni… Praticamente, abbiamo dovuto rifare tutte le operazioni e le prove dei giorni precedenti, stavolta con lui presente che simulava un discorso accorato e accaldato. Sì, ha capito bene: “accaldato”. Infatti hanno spento i condizionatori e acceso i riscaldamenti della sala al massimo…immagini un po’…dopo mezz’ora, le lacrime, gli svenimenti, i malori non si contavano più. Tutto veniva ripreso, e mentre gli infermieri facevano rinvenire a forza i malmessi, lui riguardava il filmato e sceglieva le sequenze più significative… i protagonisti involontari venivano isolati e dovevano ripetere per filo e per segno, più e più volte, la scena madre… vuoi delle lacrime, vuoi dello svenimento…

V.
Suvvia, ragioniere, ancora uno sforzo…so che non dev’essere facile per lei ricordare tutto questo…ma, mi dica: come mai lei e sua moglie siete stati scelti, visto che nella prima immagine mandata poi in onda eravate proprio in primo piano?

R.
E’ il mio pianto “spontaneo” che deve averlo colpito, infatti lacrimavo prima ancora che lui mimasse lo svenimento. Ma come facevo a dirgli della mia allergia alla cipolla? Mia moglie, poi, è stato un vero “caso”, un colpo della sorte, festeggiato da tutti i presenti con ululati di gioia…Ma i disgraziati non sapevano che ci aspettava un’altra giornata da incubo. Mia moglie, dicevo… Rivedendo il filmato di una delle prove, lui si è accorto, dalla ripresa di una telecamera alle nostre spalle, che la sua tinta faceva da pendant perfetto, in un gioco innaturale di luci e ombre, col suo viso… Praticamente: se mia moglie muoveva la testa in un modo, la telecamera rimandava sullo schermo il suo volto, impallidito; se si muoveva nell’altro verso, l’immagine era quella di un uomo acceso come un pomodoro sotto il sole di luglio. “Ecco”, ha detto raggiante, “ci siamo”…

V.
Perché parlava di “incubo”, a proposito del sabato?

R.
Guardi sono esausto, sfinito, anche solo a ricordarli, quei momenti… più di dodici ore a provare e riprovare gli stessi movimenti dei giorni precedenti, mentre lui si proponeva in decine e decine di pose, tra nuances, ombretti, ceroni, farine di riso, e farine di semola… Non gliene andava bene una e ha iniziato anche a strepitare contro mia moglie, perché la disgraziata, la sera precedente, lavandosi i capelli in camera, li aveva resi leggermente più luminosi e voluminosi di ventiquattr’ore prima…Che incubo, per non parlare degli insulti diretti che ci siamo sorbiti, da lui e da tutto lo staff. Solo nel pomeriggio sono riusciti a trovare il colorante adatto a riportare mia moglie alle fattezze precedenti… e via, di nuovo a provare e riprovare… Alle undici ci hanno lasciati andare…in camera. Alle sei del mattino, eravamo già lì in sala, pronti all’uso…

V.
Però siete venuti veramente bene, è stata una messinscena perfetta…lei e sua moglie, poi, sembravate appena usciti da una scuola di recitazione… perfetti…ho conservato il filmato, vuole vederlo? Ne ho una copia giù in macchina, faccio un salto e la rivediamo insieme…

R.
No, la prego, abbia pietà di me…E non dovrebbe esserle difficile, visto che è da quando è arrivato che la vedo commosso…fin quasi alle lacrime.

V.
Lei dice? Me ne sono accorto anch’io, lo sa, anche se ho fatto di tutto per… nasconderglielo.

R.
E perché?

V.
Perché non ho ancora capito se è una reazione al tanfo che ancora si porta addosso e di cui è impregnata tutta la sua casa o una sorta di empatia di riflesso. Sa, io sono sensibile alle sofferenze…
Bene, è ora che vada, la saluto e la ringrazio. Poi, una di queste sere, verrò a trovarvi e insieme ai suoi familiari rivedremo l’intero filmato. E, mi raccomando, che ci siano tutti…perché credo di avere qualcosa da dire anche a sua moglie e ai suoi figli…

R.
Anch’io mi raccomando, la prego, non faccia il mio nome…

V.
Stia tranquillo, ragioniere, ha la mia parola. Arrivederci. Ah, dimenticavo: credo che della sua dichiarazione taglierò almeno un passaggio…

R.
Cioè?

V.
Il riferimento al suo passato “di sinistra”, credo. Sa, ho paura che, una volta pubblicato l’articolo integralmente, i giornali del “risorto” si aggrapperebbero immediatamente a quel particolare…

R.
E per quale motivo?

V.
Il solito “complotto” comunista, visti i suoi trascorsi…

La Vipera

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7 pensieri riguardo “Miracolo in diretta”

  1. grande lazzaro, da quanto tempo non ti si vedeva in giro! non sapevo che eri finito in messico

    hai fatto la fotografia impietosa di un’italietta piccola piccola, meschina, arrogante, egoista e saprofita, proprio l’italia che il cavaliere mascarato ha contribuito a creare

    l’angolazione è perfetta, originale; geniale la trovata della tintura; sublime il passato brigatista del ragioniere

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