Asparizioni, 1

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Lasciare tracce di parole è allevare ricordi che cresceranno senza i nostri occhi. E’ strappare alla notte il canto di stelle inesistenti, e dietro il velo d’ombre smarrirsi nell’altro che ci riconoscerà in un segno, nell’assenza che prende corpo e voce tra due accenti. E’ vivere l’astuzia della fiamma – che si offre in schegge di chiarore al respiro della cenere che attende. E’ cadere come cade un lume in trasparenze d’acqua, nell’acqua spegnersi, e dentro l’acqua iscrivere il senso della nascita e l’oblio. E’ fare di ogni sguardo, strappato all’abbandono, al vetro incrinato della resa, un’isola levigata da respiri d’onda. Di ogni gesto, il rogo materno dove la neve viene ad abitare, a riconoscersi in ogni rivolo di vita in cui si scioglie.

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