RebStein compie dieci anni

Il prossimo 10 agosto La Dimora del tempo sospeso compirà dieci anni. Più di tre milioni di visualizzazioni, quasi un milione e mezzo di visitatori unici, tremila articoli e trentamila commenti sono la testimonianza di un affetto e di un legame con/tra autori e lettori (da ogni parte del mondo: in primis dagli Stati Uniti, dalla Francia e dalle aree francofone e dalla Germania) che non è mai venuto meno nel tempo, nemmeno quando, a varie riprese e per periodi più o meno lunghi, il sito è rimasto forzatamente inattivo.

Cogliamo l’occasione per invitare chiunque lo desideri a inviarci un testo, magari scritto per l’occasione, in qualsiasi forma, di qualsiasi genere (una poesia, un racconto, un ricordo, una riflessione, una critica argomentata, un suggerimento, un disegno, un’immagine o quant’altro), evitando possibilmente effusioni fini a se stesse.

L’idea è quella di raccogliere, entro la fine di settembre, tutto il materiale eventualmente pervenuto in un “Quaderno” della “Biblioteca“.

I contributi possono essere inviati, indicando nel riquadro apposito la dicitura “per il decennale“, a questo indirizzo mail:

gem1[dot]rebstein[at]libero[dot]it

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19 pensieri su “RebStein compie dieci anni”

  1. Grazie tenerone dal cuore sensibile, pronto a rispondere al nostro grido di/in dolore. E’ il secondo contributo che riceviamo, se fai un piccolo sforzo arrivi anche a dare un nome al primo (aiutino: guarda nei primi posti della tua personale galleria dei poeti di valore dei nostri tempi…).

    p.s.
    Comunque “sticazzi” non è proprio niente male (e “Onorio” è sublime).

    p.s.s.
    Se mi chiami un’altra volta “sugar”, ti denucio (o ti querelo). Devo ancora decidere se per diff(r)amazione o per stalking. :)

    g.

  2. A breve pubblicheremo il “quaderno” che raccoglie i contributi per il decennale. Trascorso un mese, riteniamo conclusa l’iniziativa: chi voleva inviarci qualcosa ha avuto tutto il tempo per farlo, e l’ha fatto; inutile attendere chi non era, e non è, interessato.

    In fondo si trattava di un “gioco”, il gioco della “conta” magari, e come tutti i giochi, anche quando la risposta è muta, lascia sempre la traccia di un sorriso nell’aria.

    I silenzi “veri”, quelli che uccidono, sono “altri”.

    Il nostro grazie più sentito va dunque a (in ordine alfabetico):

    Flavio ALMERIGHI
    Yves BERGERET
    Giorgio BONACINI
    Dario BORSO
    Mimì BURZO
    Enzo CAMPI
    Francesca CANNAVO’
    Massimo CARCIONE
    Elena CORSINO
    Giampaolo DE PIETRO
    Antonio DEVICIENTI
    Marco ERCOLANI
    Annamaria FERRAMOSCA
    Paolo FICHERA
    Lucetta FRISA
    Angela GRECO
    Nino IACOVELLA
    Maurizio MANZO
    Daniela PERICONE
    Marina PIZZI
    Dinamo SELIGNERI
    Giuseppe ZUCCARINO

    gem-rebstein

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