Per il decennale di RebStein, 7

terezin Annamaria Ferramosca

tu che solo-con-le-parole

entriamo nel giardino senza recinti senza cancelli
nella navata senza velarci il capo
non sovrastano altari non piedistalli
d’improvviso non hanno senso

resta la nostra marcia

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Per il decennale di RebStein, 6

terezinLucetta Frisa

Ballata degli annegati

Le nostre armi spezzate sul fondo marino
insieme al nome, alle navi e le mercanzie
qualcuno è venuto a prenderle per il museo.
Noi no, noi siamo solo mare ormai, acqua
azzurra, tranquilla, dopo i naufragi, traversata
dai branchi dei pesci che non guardano…
Qui nessuno ha occhi se non quelli senz’orbite
che più non sanno distinguere perdite e conquiste
ora che si è spenta per sempre
quella stranissima sete.
Il porto franco sotto l’orizzonte non è l’aldilà.
Un alto velo ondoso su di noi ci separa
da chi va eretto sulla riva e in questo letto
liquido solo alla notte entra
per lacerare al mattino i sogni e indossare
la solida maschera dei vivi.

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